Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Una ingegnosa provocazione

Posted by on Mar 17, 2022

Una ingegnosa provocazione

Chissà quanti automobilisti, ultimamente, si siano chiesti a chi appartenga quella faccia truce, improvvisamente apparsa su un cartellone pubblicitario al viale Maddalena. È vero che del ceffo da galera si legge pure il nome e cognome ma, ugualmente, ai più non avrà detto niente né suscitato alcuna emozione.

A me, invece, quell’immagine e quel nome non potevano passare inosservati né non farmi incazzare, perché quello è il grugno di Liborio Romano, ultimo Ministro degli Interni di Francesco II e altrettanto nel governo del dittatore/invasore, Peppe Garibaldi, che proprio da lui fu accolto a Napoli, quel maledetto 7 settembre 1860… Il numero uno dei Giuda del Sud, il Gano del Regno delle Due Sicilie.

“Ma come si può fare – pensai – ad esporre così impunemente questo avanzo di galera?!? Che cosa può mai pubblicizzare quell’infame che, col suo accordo con la malavita, firmò una cambiale in bianco che dall’unità d’Italia in poi stiamo ancora scontando?!?”

Dovevo assolutamente scoprire a chi fosse venuta in mente quell’idea a dir poco balzana e contattai subito la Rex Pubblicità di Arzano, responsabile del… “misfatto”.

La risposta del titolare, Peppe Mancini, mi lasciò – a dir poco – interdetto: “Ho voluto di proposito incorniciare quel volto – esordì – per una sorta di provocazione e, infatti, il vostro stupore conferma che ho raggiunto lo scopo. Ho deliberatamente scelto Liborio Romano per indicare un modello di quanto più negativo Napoli abbia prodotto, in contrapposizione al Cristo velato della Cappella Sansevero, la cui gigantografia era allo stesso posto fino a qualche giorno fa. Ho voluto alternare alla massima espressione di bellezza della Napoletanità, la peggiore bruttezza morale; all’estasi, l’infamia; all’ammirazione, il disprezzo. So bene cosa abbia significato Liborio Romano nella nostra storia e, allora, mi chiedo perché se si intestano vie solo a Giuseppe Garibaldi, a Camillo Cavour, a Vittoriemanuele non si fa lo stesso per Tore ‘e Criscienzo o per la Sangiuvannara, visto che anche questi furono “eroi” risorgimentali?!? Ho volutamente alternato queste due immagini affinché i napoletani sappiano quali sono le cose da seguire e quelle da evitare, distinguano il bene e il male espresso dalla nostra città”.

Cosa rispondere a questa così intelligente provocazione? “Ha ragione – pensai- è stato come segnare i buoni da una parte e i cattivi dall’altra sulla lavagna della storia”. Tanto di cappello!

Naturalmente, l’intraprendenza di Peppe Mancini la si nota non appena si mette piede nell’azienda di cui è titolare, un’attività da lui stesso creata, 37 anni fa. Entrandovi, infatti, si impatta subito in una splendida realtà organizzativa del panorama artigiano/industriale del napoletano. Un raro esempio di notevole efficienza e gestione professionale.

Mentre concludo questo scritto, ripenso al cartellone che campeggia sull’ampio viale che fiancheggia l’aeroporto e, riflettendo sulla sua collocazione, mi viene in mente che il volto torvo di Liborio Romano non è molto distante da un deposito dell’ASIA, la ditta che gestisce la travagliata raccolta dei rifiuti nella città di Napoli. Chissà… forse perché, in un certo senso, sempe ‘e munnezza se tratta…

Erminio de Biase

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