Alta Terra di Lavoro

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UNA TOMBA PRINCIPESCA A SANTA MARIA C.V.

Posted by on Giu 22, 2020

UNA TOMBA PRINCIPESCA A SANTA MARIA C.V.

Nel  mese di novembre del 1873, in una vasta necropoli nell’aria sud – ovest di  Santa Maria Capua Vetere, denominata  ” Quattordici Ponti “  per  via  del  cavalcavia  di un  viadotto  della  linea  ferroviaria  che comprende 14 arcate, in uno scavo autorizzato ( allora bastava fare richiesta dello scavo alla Commissione Comunale), il signor Simmaco Doria ritrovò un sepolcro con un ricchissimo corredo tanto da essere  considerato una tomba principesca.

Il sepolcro era ubicato sul fondo del canonico Raffaele De Gennaro ad una cinquantina di metri in direzione nord – est verso il fondo detto la Cappella dei Lupi. Il sepolcro era formato da una camera ipogea di circa nove metri quadri (3×3 ), profonda più di quattro metri e coperta da un tumulo.

Si conosce il contenuto grazie ad una relazione dell’archeologo tedesco Wolfang  Helbig  pubblicata  nel 1874 che fu l’unico a vedere il corredo funebre nella sua interezza disegnando e descrivendo i reperti più interessanti.

Il corredo comprendeva numerosi vasi fittili e di bronzo importati dalla Grecia ed Etruria fra cui:

— una grande hydra ( vaso usato per versare con tre manici: due posti  in orizzontale e diametralmente opposti  ed un terzo verticale inserito fra i primi due ).  Poichè non furono ritrovati resti umani si presume che il defunto sia stato cremato e le ceneri riposte nella grande hydra.

— Un tripode in bronzo con le estremità a zampe di leone;

— Due situle ( secchi ) in bronzo con manici in ferro;

— Alcuni oinochoei ( vaso simile alla brocca con il corpo ovale) ;

— Un’ ascia con lama quadrangolare in bronzo ed un lungo manico in ferro con decorazioni in bronzo :  in alto una protome leonina e in basso la testa di un ariete.

La maggior parte degli oggetti ritrovati furono venduti ai maggiori musei di Parigi, Monaco, Berlino,

Copenhagen e alcuni esemplari raggiunsero anche i musei americani, di molti altri si è perduta ogni notizia.

I bronzi furono acquistati da Alessandro Castellani (antiquario e collezionista) e poi venduti all’asta.

Ma l’interesse maggiore fu suscitato da un carro da guerra o da parata, che risaliva agli anni fra il 580 ed il 570 a. C. , cioè in piena epoca Etrusca, e secondo gli studiosi , forse, era produzione di un artigiano operante a  Vulci .

Al momento della scoperta oltre alle fiancate,  erano ancora visibili i cerchi in ferro e i raggi delle ruote.

Attualmente si conservano le fiancate laterali e i pannelli del telaio rivestiti con lamine di bronzo sbalzato, oltre a ad una protome appartenente al timone e raffigurante una testa leonina. Sulle fiancate laterali sono rappresentate due chimere contrapposte, mentre sui pannelli del telaio è raffigurata una coppia di arieti che cozzano fra loro. I reperti del carro sono conservati a Parigi presso il Petit Palais  Musee des Beax -Art de la Ville de Paris, conosciuti come Carro Dutuit dal nome dei fratelli Eugene ed August Detuit amatori e collezionisti di oggetti d’arte antichi che li acquistarono e successivamente donati al Petit Palais di Parigi inaugurato l’11 dicembre 1902 – .

Tratto da SANTA MARIA CAPUA VETERE

di Salvatore Fratta

segnalato Salvatore Romano

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