Alta Terra di Lavoro

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Il BRIGANTAGGIO,Francesco II, Franchini, Pietrarsa, la situazione e la questione meridionale, Mafia Gabelle e Gabellotti (III)

Posted by on Giu 25, 2021

Il BRIGANTAGGIO,Francesco II, Franchini, Pietrarsa, la situazione e la questione meridionale, Mafia Gabelle e Gabellotti (III)

Secondo Gaetano Salvemini: “Contro la duplice oppressione cui li hanno sottoposti in questi cinquant’anni di unità politica i “galantuomini” locali e l’industrialismo settentrionale, i “cafoni” meridionali hanno reagito sempre, come meglio o come peggio potevano. Subito dopo il 1860 si dettero al brigantaggio: sintomo impressionante del malessere profondo che affaticava il Mezzogiorno, e nello stesso tempo indizio caratteristico del vantaggio che si potrebbe ricavare – quando ne fossero bene utilizzate le forze – da questa popolazione campagnola del Sud, che senza organizzazione, senza capi, abbandonata a se stessa, mezzo secolo fa tenne in scacco per alcuni anni tanta parte dell’esercito italiano”

Il deputato Ferrari, nel novembre 1862 grida in aula: «Potete chiamarli briganti, ma combattono sotto la loro bandiera nazionale; potete chiamarli briganti, ma i padri di quei briganti hanno riportato due volte i Borbone sul trono di Napoli. E’ possibile, come il governo vuol far credere, che 1500 uomini comandati da due o tre vagabondi tengano testa a un esercito regolare di 120.000 uomini? Ho visto una città di 5000 abitanti completamente distrutta e non dai briganti» (Ferrari allude a Pontelandolfo, paese raso al suolo dal regio esercito italiano il 13 agosto 1861). Massimo D’Azeglio nel 1861 si domanda in aula come mai «al sud del Tronto» sono necessari «sessanta battaglioni e sembra non bastino»:«Deve esserci stato qualche errore; e bisogna cangiare atti e principii e sapere dai Napoletani, una volta per tutte, se ci vogliono o no… agli Italiani che, rimanendo italiani, non volessero unirsi a noi, credo non abbiamo diritto di dare delle archibugiate».

Disraeli ex cancelliere dello Scacchiere (e futuro primo ministro), alla Camera dei Comuni di Londra, nel 1863: «Desidero sapere in base a quale principio discutiamo sulle condizioni della Polonia e non ci è permesso discutere su quelle dei Meridione italiano. E’ vero che in un Paese gl’insorti sono chiamati briganti e nell’altro patrioti, ma non ho appreso in questo dibattito alcun’altra differenza tra i due movimenti».

Tra il maggio 1861 e il febbraio 1863, l’esercito italiano ha catturato «con le armi» e perciò fucilato 1038 rivoltosi; ne ha uccisi in combattimento 2.413; presi prigionieri a vario titolo 2.768 (ma la stima è 10 volte più alta).nL’anno 1863 fu tra i più duri della campagna:Omicidi commessi dai briganti n. 379, Sequestri commessi dai briganti 331, Capi di bestiame uccisi o rubati 1.821, Briganti morti in conflitto 421, Briganti fucilati 322, Briganti arrestati 504, Briganti costituitisi 250, Militari dell’Esercito caduti in conflitto  228, Feriti 94

fonte

https://digilander.libero.it/fiammecremisi/briganti.htm

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Siamo ancora una “questione”?

Posted by on Giu 25, 2021

Siamo ancora una “questione”?

Ho letto con molto interesse (come sempre, del resto) l’articolo di Zenone d’Elea “Uscire dalle secche del Neoborbonismo e del Neomeridionalismo”, e vorrei fare qualche osservazione in nome della comune amicizia che ci legava al compianto Nicola Zitara. Non credo che le opzioni attualmente in campo possano essere quelle del “neoborbonismo” da una parte e del “neomeridionalismo” – di qualunque stampo si voglia – dall’altro.

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Al ballo del vaccino: giovani ingannati da una falsa libertà

Posted by on Giu 25, 2021

Al ballo del vaccino: giovani ingannati da una falsa libertà

Giovani ricattati da una falsa libertà che vale meno di un low cost per Formentera: a Varallo la Festa della musica con annesso gazebo per vaccinare i ragazzi. «Macché diseducativo – dice alla Bussola il sindaco -, non è per loro, ma per proteggere gli altri, come i baristi che non hanno lavorato. È un’occasione per andare in vacanza». Un ricatto degno del Pifferaio di Hameln, dove la voglia di tornare a fare festa conduce a una siringa di vaccino. L’obiettivo di questa campagna vaccinale, ormai, non è più la salute, ma la concessione di una libertà sottomessa al potere. E pazienza se la scienza dice che vaccinare i ragazzi può essere molto rischioso.

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