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Mattej, Re Ferdinando e l’album donato alla Regina “Tetella”

Posted byon Ago 13, 2026

Mattej, Re Ferdinando e l’album donato alla Regina “Tetella”

Daniele Elpidio Iadicicco

Siamo tra il 1852 e il 1855, Ferdinando II, Re delle Due Sicilie, commissionò un opera straordinaria da fare come regalo alla sua amata Regina Maria Teresa d’Austria, da lui affettuosamente chiamata “Tetella”. Si trattava di un album di opere pittoriche e poesie. Non un semplice album di disegni, ma una raccolta composta da oltre settanta opere originali tra dipinti, acquerelli, tempere, disegni e testi poetici, realizzati dai più importanti artisti del Regno delle Due Sicilie. Un oggetto che andava molto di moda presso le corti dell’epoca.

L’Album era confezionato con gusto e davvero lussuoso. Era rivestito in velluto rosso amaranto con eleganti decorazioni in bronzo dorato e riportava sulla copertina un ritratto ad olio di Ferdinando II da giovane.

A coordinare quella che può essere considerata una delle più importanti imprese artistiche della corte borbonica fu il formiano Pasquale Mattej. Nel libro dedicato a questo album, oggi introvabile, “L’Album della Regina”(1) , l’autore definisce il Barone Mattej come il “probabile regista” dell’intera raccolta.

Mattej progettò infatti il grande fregio decorativo che introduceva la dedica alla sovrana, realizzò le decorazioni e l’impaginazione dei fogli iniziali contenenti le poesie oltre a eseguire due importanti disegni dedicati alla visita di Pio IX nel Regno delle Due Sicilie (2)

L’Album riuniva alcuni dei maggiori protagonisti della pittura napoletana dell’Ottocento, tra cui, per citarne solo alcuni: Salvatore e Francesco Fergola, Giacinto Gigante, Vincenzo Franceschini (3).

Il libro del 1994 precisa inoltre che l’Album, già incompleto nel momento della stesura del libro, conservava ancora poco più di settanta opere, mentre in origine doveva contenerne un numero maggiore. Era infatti andato perduto l’elenco originale degli artisti, rilegato subito dopo la dedica, insieme ad alcune tavole mancanti.

Un prezioso dono coniugale? Certo, ma forse, ed è opinione del sottoscritto, era anche un modo per sugellare un momento storico. Pio IX a Roma nel 1854 promulgava il Dogma dell’Immacolata Concezione, che, come sappiamo, teorizzò durante il suo soggiorno a Gaeta, ospite di Re Ferdinando. Da qui vediamo che il Mattej mise come sue opere nell’album le visite del Pontefice a Napoli, altri dipinsero la Vergine Immacolata. Forse il Re voleva fermare questo momento storico straordinario, teorizzato ed ispirato dal Papa durante il soggiorno nel suo Regno. Questo resta solo una teoria.

Mattej, che negli stessi anni stava seguendo il restauro di Villa Caposele a Formia per conto del Re, ebbe dunque anche il compito di coordinare l’esecuzione ed il lavoro dei più grandi maestri dell’epoca, fatto che ci fa anche capire quanto il Re lo stimasse.

In foto la copertina dell’album, ed i due quadri da cui il Mattej trasse i disegni da inserire nell’album.

NOTE

1) “L’Album della Regina: Un dono romantico di Ferdinando II di Borbone” (a cura di Marina Picone ed E. M. Eleuteri) Roma 1994

2) I disegni inseriti dal Mattej nell’album erano riproduzioni di due suoi quadri, foto in allegato: : “Lo sbarco di Pio IX a Napoli” e “La Benedizione di Pio IX alla popolazione dal Palazzo Reale di Napoli” del 16 settembre 1849. Proprio il primo di questi soggetti era già stato sviluppato da Mattej nel grande dipinto Lo sbarco di Pio IX al Granatello di Portici, oggi conservato al Museo Nazionale di San Martino di Napoli.

3) Altri pittori presenti: Teodoro Duclère, i Carelli, Smargiassi, Michele De Napoli, i fratelli Postiglione, Giuseppe Mancinelli, Achille Vianelli, Giacomo Micheroux e numerosi altri artisti legati alla corte

fonte

Golfoeventi.it

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