Grazie a Maurizio Zambardi e alle sue ricerche sulla storia di San Pietro Inf. che ha iniziato da quando aveva i pantaloncini corti, abbiamo testimonianze video da lui stesso registrate nel corso degli anni e montate da Antonio Forgione che rappresentano un mondo che non esiste più e che oggi è un patrimonio immateriale che si consegna al prossimo e alla future generazioni. Di seguito il documentario
“Sono stato chiamato alle armi per servire la mia Patria. Ho dovuto abbandonare la mia terra, il mio piccolo paese, la mia famiglia, la mia fidanzata, i miei amici, il mio lavoro. Ho lasciato alle mie spalle le montagne amate, le colline argentee ornate di secolari ulivi, dove ogni pietra, ogni soffio di vento, mi parlavano della mia giovinezza e delle mie radici. Eppure dovevo farlo, perché il dovere mi chiamava: era necessario onorare e difendere la Patria, come già avevano fatto, con uguale coraggio e sacrificio, tanti altri giovani della mia età. Ma presto tornerò, e lo farò a testa alta, fiero di aver assolto con onore il compito che mi è stato affidato.
Notizie tratte dal libro “La costruzione del camposanto di San Pietro Infine. Cronaca di una travagliata vicenda del XIX secolo”, di Maurizio Zambardi, edizione CDSC Aps, luglio 2025, pp. 19-29.
Agli inizi del XIX secolo il Regno di Napoli, con capitale Napoli, venne invaso dai francesi nell’ambito delle guerre napoleoniche. Nel gennaio 1806, le truppe francesi di Napoleone Bonaparte entrarono a Napoli, costringendo Ferdinando IV di Borbone e la sua corte a rifugiarsi in Sicilia sotto la protezione della flotta britannica. Questo evento portò alla deposizione della dinastia borbonica e all’instaurazione di un governo filo-napoleonico sotto il controllo della Francia.
Nel corso del Settecento e dell’Ottocento, la coltivazione del riso fu oggetto di ampie controversie in numerosi territori del Regno delle Due Sicilie, in particolare nella Provincia di Terra di Lavoro, a causa delle gravi conseguenze sanitarie che essa comportava (1).
SULL’UBICAZIONE DELLA MITICA AQUILONIA DEI SANNITI
Questo mio libro non ha avuto molta fortuna, per un motivo semplice: va letto in sequenza senza saltare alcun passaggio per comprenderne appieno il senso e valutarlo, cosa che pochissimi, ripeto pochissimi, hanno realmente fatto. E infatti spesso lo si sfoglia velocemente licenziandolo con sufficienza.