Alcune ipotesi di André de Mandach rivisitate

Giuseppe Gangemi
De Mandach ha stabilito tre cose: che laChansonè collegata a due poemi di Hue de Rotheland; che questo ha scritto il primo dei due (Ipomedon) dedicandolo a un nobile della corte di Enrico II, Gilbert Fiz Baderon, diventato barone di Nomouth, nel 1190; che, se è vera l’ipotesi dominante secondo cui laChanson d’Aspremontè stata scritta nell’anno 1190, allora il committente dellaChanson d’Aspremontè Gilbert Fitz-Baderon e avrebbe commissionato l’opera dopo essere diventato barone di Monmouth.
De Mandach scrive nel 1980, sedici anni prima che Carol M. Meale pubblichi Women and Literature in Britain, 1150-1500, un testo fondamentale per ricostruire le vere date di nascita e morte dei nobili inglesi che hanno finanziato la produzione di opere in anglonormanno, nell’evoluzione di questa lingua fino all’inglese (Shakespeare nasce nel 1564).
Meale corregge la data di morte e sostiene che Gilbert Fitz-Baderon è morto nel 1189. Questo è sufficiente perché nessuno, dopo quella data, parli più delle affinità esistenti traIpomedon,Protheselause laChanson d’Aspremonte della priorità di quest’ultimaChansonrispetto al dittico di De Rothelande. Il prendere in considerazione l’ipotesi di Van Emden, secondo cui laChansonè precedente al 1187, rilancia per intero le ipotesi di De Mandach: laChansonè stata scritta per prima e committenti possono essere stati i genitori di Gilbert,Ipomedonè stato scritto dopo, ma comunque prima della morte di Gilbert nel 1189.
Questo permetterebbe di studiare insieme le tre opere anglonormanne (laChansone il dittico di Hue) ambientate in Calabria e in Sicilia e permetterebbe anche di considerare la questione dei nomi greci dei personaggi (PantaliseCalides) dellaChansonche si trovano anche nelle opere di Hue. Questo, inoltre, è importante perché i collegamenti traIpomedoneProtheselaus, da una parte, e laChanson d’Aspremont, dall’altra, sono molto interessanti e andrebbero salvaguardati. Ed è evidente che, se l’ipotesi decade del tutto, questi collegamenti vanno attribuiti a mere coincidenze. Se, invece, l’ipotesi è solo leggermente modificata, i collegamenti rimangono rilevanti e vanno approfonditi con riferimenti al testo delle tre opere. Ovvio, però, che l’unica modifica accettabile per salvare le ipotesi consiste nell’anticipazione della data di pubblicazione dellaChanson, soluzione che permette di anticipare la data di pubblicazione diIpomedona prima della morte di Gilbert Fitz-Baderon.
Chiarito il punto, per dedurre le corrette conseguenze dal ragionamento di De Mandach, occorre partire dalla sua ipotesi iniziale circa il contesto sociologico in cui opera Hue de Rothelande: i romanzi di quest’ultimo riflettono i valori della cavalleria, della nobiltà e della società cortese che caratterizzavano il regno di Enrico II e le sue dediche conosciute sono rivolte a membri dell’aristocrazia delle Marche gallesi. Dato cheIpomedoneProtheselaussono entrambe ambientate in Sicilia e in Calabria, De Mandach propone due nomi come possibili committenti: “Baderon, Lord de Monmouth, e sua moglie Rohaise III de Clare”, genitori di Gilbert Monmouth. Il perché dipende dal fatto che entrambi “s’interessano precisamente alla Sicilia e alla Calabria” (De Mandach 1980, 19). Relativamente a Fitz-Baderon, figlio della coppia, De Mandach presuppone che anche questo fosse interessato alla Sicilia e alla Calabria avendo assimilato questo interesse dai due genitori. Il che significa ipotizzare che Baderon padre (terzo barone di Monmouth) o sua moglie Rohaise III de Claire o i due coniugi insieme abbiano commissionato, ad autore ignoto, laChanson d’Aspremonte il loro figlio abbia commissionato, a Hue De Rothelande,IpomedoneProtheselaus.
La necessità di immaginare due diversi autori per le tre opere discende direttamente dal fatto che, mentre laChanson d’Aspremontriflette con molta serietà i valori della cavalleria, della nobiltà e della società cortese che caratterizzano il regno di Enrico II,Ipomedoncomincia a far apparire elementi di ironia nei confronti degli ideali cavallereschi tradizionali. Questo fatto lo distingue dai romanzi contemporanei e costituisce anche l’elemento che porta al suo grande successo.
L’autore diIpomedon, sicuramente Hue De Rothelande, mostra una buona conoscenza del Regno degli Altavilla, in particolare di Puglia, Calabria e Sicilia. Eppure non ci sono prove che Hue sia mai stato in quei territori. L’autore dellaChanson d’Aspremontmostra una conoscenza diretta dello stretto di Messina e di alcuni paesaggi dell’Aspromonte. Per questa conoscenza più visiva, in quanto capace di descrivere panorami o posizioni relative di colline o valli, si è sempre ipotizzato che l’autore dellaChansonfosse un monaco inglese sceso a Messina con Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra dal 1189. Andrebbe, invece, immaginato che il pubblico cui si rivolgono Hue e l’autore dellaChansonsia abituato a concepire l’Europa come uno spazio culturale connesso, nel quale le notizie, le descrizioni e i paesaggi viaggiano dalla Normandia all’Inghilterra e alla Sicilia, dalla Francia alla Finlandia e all’Ungheria. In questo spazio culturale si intrecciano reti famigliari, reti relazionali e reti ecclesiastico-letterarie. Un esempio di rete famigliare che, dall’Aquitania e dall’Inghilterra, arriva Sicilia è quella di Giovanna d’Inghilterra, figlia di re Enrico II e di Elionor d’Aquitania, sorella di re Riccardo Cuor di Leone e regina di Sicilia dal 1177 al 1189 (periodo nel quale il Regno di Sicilia diventa uno dei principali alleati della corona inglese). Un esempio di rete relazionale è quella dei baroni di Monmouth che hanno conosciuto la regina di Sicilia, Giovanna, alla corte di Enrico II, come pure Riccardo cuor di Leone, e hanno finanziato Hue per pubblicare due opere ambientate nel Regno di Sicilia. Un esempio di rete ecclesiastico-letteraria è quella che lega le principali abazie benedettine del tempo: i Monmouth sono benefattori di Saunt-Florent di Saumur e di altre abazie benedettine che hanno rapporti continuati con Montecassino, con l’Abazia di Cava de’ Tirreni fondata nel 1011 da un nobile salernitano formatesi a Cluny, abbazia benedettina nell’allora ducato di Aquitania, e con i vescovi e gli arcivescovi inglesi del Regno di Sicilia.
Attraverso queste reti, viaggiavano poco le persone, ma viaggiavano molto fatti, narrazioni di eventi veri, favole e leggende. Quali di questi viaggiatori immateriali sono finiti nella primaChanson d’Aspremont(versione De Mandach)?


