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Il Tabacchificio Salvione-Parente e la rivoluzione delle donne ad Amorosi

Posted byon Ott 13, 2026

Il Tabacchificio Salvione-Parente e la rivoluzione delle donne ad Amorosi

Antonello Santagata

Agli inizi degli anni Venti del secolo scorso, un brillante imprenditore di Amorosi, Andrea Salvione, gettò le basi per quella che sarebbe diventata una delle realtà industriali più importanti dell’intera provincia di Benevento. Inizialmente dedito alla coltivazione di cereali e alla produzione di vini, Salvione colse le opportunità di una favorevole legge agraria e, all’inizio degli anni Trenta, fondò ilMagazzino Generale Deposito Tabacchiin via Puglianello.

Il fiore all’occhiello della sua fabbrica era la lavorazione del pregiato tabaccoKentucky, l’ingrediente unico per la produzione dei famosissimi sigari Toscani. Per i suoi straordinari successi industriali, Salvione fu insignito del titolo diCavaliere del Regnoperché come “proprietario terriero gestisce una grande azienda vitivinicola e occupa oltre 150 dipendenti nelle proprie industrie per la coltivazione del tabacco”.

Alla sua morte, nel 1941, a causa di una serie di sventure familiari, la guida della grande azienda passò inaspettatamente nelle mani della figlia Amelia, che aveva solo 23 anni.

Una donna al comando nel Sannio del dopoguerra

La figura di Amelia Salvione rappresenta un caso rarissimo, se non unico, di imprenditrice donna nella realtà rurale e patriarcale del Sannio dell’epoca. Dotata di un’intelligenza viva e di una ferrea determinazione, Amelia diresse l’azienda di famiglia introducendo una mossa geniale: avviò la coltivazione di una nuova e richiestissima varietà di tabacco che ancora oggi è la più coltivata in Italia.

Sotto la sua guida, negli anni Sessanta il tabacchificio arrivò a contare oltre 100 operai interni e più di 200 lavoratori nell’indotto agricolo, garantendo stipendi e benessere a centinaia di famiglie non solo di Amorosi ma anche dei paesi vicini. Dopo il matrimonio di Amelia con Mario Parente, l’azienda assunse il nome definitivo diMagazzino Tabacchi Amelia Salvione Parente.

Lavoratrici e lavoratori del tabacchificio Salvione -Parente

Una precoce emancipazione femminile

La vera rivoluzione sociale del tabacchificio di Amorosi riguardò la manodopera interna, che era composta prevalentemente da donne. Le operaie venivano preferite nella lavorazione delle delicate foglie di tabacco perché da sempre ritenute più accurate, precise e veloci ma anche perché all’epoca venivano pagate meno rispetto agli uomini.

Tuttavia, questa massiccia e anomala diffusione del lavoro femminile produsse un effetto sociale straordinario: ad Amorosi le donne ottennero una precoce emancipazione rispetto a tutte le altre realtà rurali circostanti. Portando a casa un salario proprio e contribuendo in modo decisivo all’economia familiare, le donne di Amorosi acquisirono la consapevolezza del proprio valore, ottenendo maggiore indipendenza, rispetto e autorevolezza all’interno della società locale.

L’attività del tabacchificio si interruppe negli anni Settanta a causa di una serie di congiunture economiche sfavorevoli. Oggi, la maestosa struttura dismessa del vecchio stabilimento rimane nel tessuto urbano come un affascinante e prezioso esempio di archeologia industriale, che alcuni studiosi propongono di recuperare e trasformare in uno spazio educativo per le nuove generazioni.

estratto

da: Amorosi, una storia per ragazzidi Antonello Santagata di prossima pubblicazione.

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