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Il Brandin e Chantilly travaso della Chanson di De Mandach nelle versioni Suard

Posted byon Nov 2, 2026

Il Brandin e Chantilly travaso della Chanson di De Mandach nelle versioni Suard

Giuseppe Gaangemi

LaChansondi De Mandach, nel corso della sosta dei due eserciti, francese e inglese, nell’area dello Stretto, viene travasata, attraverso una riscrittura, in una nuovaChansonche ha un numero di versi quasi doppio (da 6.107 si passa a oltre 11.000). Trattandosi di un travaso, il modo come la primaChansonviene inserita nella seconda e definitiva è fondamentale. L’aggiunta, per esempio di una lunga premessa avrebbe soltanto dato più risalto alla conclusione, se questa fosse rimasta la stessa. Invece, il travaso viene effettuato aggiungendo una prosecuzione e una nuova conclusione e questo rende diverso il significato tra le due opere.

Sintetizzando, si può dire che laChansondi De Mandach è la narrazione di come un giovanissimo guerriero è riuscito a emergere e farsi riconoscere come eroe della Cristianità in lotta contro l’Islam, Questo eroe è Roland (altrimenti denominato Orlando), e il momento della sua prima azione eroica è anche il culmine e il momento conclusivo dellaChanson d’Aspremont. Poco importa che, in questa narrazione, questo giovanissimo appaia pochissimo perché si deve nascondere dallo zio imperatore che ha ordinato di trattenerlo a forza a casa perché troppo giovane. E, si sa, la disubbidienza al tuo sovrano e al capo della tua famiglia è fatto grave. 

La conclusione è sempre, in ogni opera, il momento più significativo, quello che dà il senso a tutta la narrazione. Soprattutto quando l’eroe insospettato si presenta sulla scena come un deus ex machina, a impedire un imminente disastro e ribalta la situazione trasformandola da sconfitta in vittoria. Il lettore colto e l’ascoltatore analfabeta ne traggono due lezioni: 1) l’impegno e la perseveranza di chi si sente votato, per nascita, a una leadership, alla fine prorompono con forza inarrestabile e vengono riconosciuti e premiati; 2) una volta emerso e rivelatosi l’eroe individuale, la narrazione viene conclusa e questo svela che l’autore considera meno importante l’ultima e più grande battaglia, quella contro l’imperatore saraceno, che è ancora da fare. Per l’autore vanno considerate fondamentali solo quelle emozioni che nascono dalla speranza di un eroe che, magari, può non essere ancora nato mentre urgente è il problema che egli deve risolvere. E come non pensare al fidanzamento (1184) e matrimonio (1186) di Costanza d’Altavilla?

Le versioni di Suard, Brandin e Chantilly si concludono con la definitiva sconfitta di Agolant e la riconquista di Risa. L’eroe giovanissimo non è più l’evento più importante, nemmeno tanto decisivo. In queste tre versioni, quando Rolandino arriva in soccorso dello zio, questi non è ancora stato sconfitto e non sta per essere ucciso. Si sta ancora battendo ed è solo in pericolo perché l’avversario è giovane e forte. Nelle tre versioni definitive, lo zio e il nipote, insieme, combattono contro Aumont, anche se è Rolandino a uccidere Aumont. La differenza di situazione è evidenziata dal fatto che, mentre nellaChansondi De Mandach, Ogier e Naime rimproverano Carlomagno e abbracciano Rolandino, nelle versioni definitive (Suard, Brandin e Chantilly), Naime non sente più l’esigenza di rimproverare l’imperatore e si limita ad abbracciare Rolandino.

Due ulteriori elementi sottolineano che, nelle versioni definitive, la conquista di Risa sia più importante delle tre battaglie d’Aspromonte: la lunga discussione iniziale interna alla Corte d’Agolant presente nella versione di De Mandach viene abbreviata e una diversa lunga discussione viene impostata per descrivere i preparativi per la difesa di Risa dai Cristiani; ogni autore, sia che scelga di inviare la spia Sobrin a spiare i Cristiani quando questi sono già in Calabria, sia che scelga di inviarla quando questi sono ancora in Francia, comunque riduce il testo perché sceglie di non descrivere le impressioni di Sobrin su Roma, Orleans e Parigi; spariscono dai tre testi completi anche le narrazioni relative alla proclamazione di Carlomagno imperatore e alla nomina di Aumont a effimero re d’Europa, entrambe presenti in De Mandach; sparisce anche l’effimera preparazione di Agoland alla terza battaglia d’Aspromonte, dato che non porterà il proprio esercito in soccorso del figlio. Tutte queste esclusioni o spostamenti tolgono oltre 500 versi e fanno sì che la parte travasata sia inferiore, per numero di versi, alla parte aggiunta.

LaChanson, versione Suard, Brandin e Chantilly, si conclude con la cacciata degli Arabi dall’intera Calabria. Non narra della loro cacciata anche dalla Sicilia. A mio parere, questo permette di ipotizzare una regia degli Altavilla nella primaChanson(forse del ramo bastardo, Tancredi, o di quello femminile, Costanza, per le note controversie che hanno contrapposto i due).

Nel 1195, Guglielmo II detto il Buono fa giurare ai baroni l’accettazione della propria erede designata, Costanza d’Altavilla, appena sposata a Enrico, figlio di Federico I, il Barbarossa. Solo che, alla morte del re, i baroni non rispetteranno il loro giuramento e nomineranno re Tancredi, ultimo maschio della casa d’Altavilla, anche se discendente da un ramo bastardo. Costanza non può fare niente per opporsi perché suo suocero muore il 10 giugno 1190, mentre il marito solo, il 15 aprile 1191 diventa imperatore del Sacro Romano Impero, con il nome di Enrico VI.

Solo la sorte ribalta tutto: Tancredi muore il 20 febbraio 1194, un anno dopo la morte del figlio diciottenne, Ruggero. L’altro figlio, Guglielmo, di appena 9 anni, viene nominato re, con reggente la madre, Sibilla di Medania. La nuova situazione, e la popolarità nel Regno dell’imperatrice Costanza, rende più facile la conquista del Regno da parte di Enrico VI.

Gli Altavilla si consideravano eredi ideali di Carlomagno per aver condotto a compimento, sul Terzo Confine d’Europa, quello mediterraneo meridionale, l’opera di cacciata degli Arabi iniziata da Carlomagno sul Primo Confine d’Europa (creazione della Marca Hispanica). Siccome la liberazione della Sicilia dagli Arabi è stata la grande impresa degli Altavilla, nellaChanson, la Sicilia rimane sotto il controllo degli Arabi perché deve essere chiaro che l’opera di riconquista dell’isola è merito esclusivo degli Altavilla che hanno cacciato gli Arabi dal confine meridionale dell’Europa. La cacciata dalla Spagna avverrà quattro secoli dopo, mentre quella oltre il Bosforo non avverrà mai.

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