La Storia, generalmente, la scrivono i vincitori, che vi espongono, com’è ovvio, la propria verità. Qualche volta questa verità risulta un po’ scomoda per tutti, amici e nemici, e quindi accade che anche i libri dei vincitori subiscano il destino della damnatio memoriae; esattamente come capita, in genere, a quelli dei vinti.
Mentre catalogavo i video, che di seguito riportiamo, e cercavo di inquadrare le date mi sono reso conto che oggi è il 17 di marzo, che grazie a Giorgio Napolitano, è diventato giorno di festa nazionale perché nel 1861 si riunì il parlamento piemontese per l’ottava legislatura che proclamò il regno d’italia con Vittorio Emanule II re d’italia. Ma la cosa che veramente mi ha sorpreso e che è avvenuto nella indifferenza generale, non ne ha parlato nessuno e tanto meno i media che hanno preferito parlare di altro come accade per il 2 di giugno, festa della repubblica, e per il 4 novembre. Questa è un’altra risposta ai giacobini napoletani che si sbattono a difesa di cialdini e degli altri carnefici del Regno delle Due Sicilie e che se non fossero salariati dallo stato italiano andrebbero a rinforzare l’esercito dei braccianti agricoli che ancora lavorano nelle nostre terre. Ma vi sembra normale che una nazione dichiara 3 feste nazionali e nessuno le ricorda? Non c’è da aggiungere nessun altro commento.
Ma torniamo all’argomento oggetto di questo articolo, il 19 ottobre 2018 in quel di Andria abbiamo tenuto un importante convegno sul 1799 presentando il testo di Petromasi sull’epopea dell’esercito della Santafede guidata da Card. Ruffo con i relatori che sono stati di alto livello e hanno conferito di fronte ad un pubblico folto, attento e competente.
Oltre allo storico Laborino Fernando Riccardi abbiamo apprezzato gli interventi di Giuseppe Pirro, del Notaio Sabino Zinni, della Sig.ra Liliana Isabella Surabhi Stea in un convegno voluto grazie alla volontà e all’impegno di Pasquale Cacucci e dall’editore Vincenzo D’Avanzo che ha dimostrato grandissima sensibilità e spirito di accoglienza. Un ringraziamento va anche alla Sig.ra Teresa Gaudioso e a Antonio Iennarelli che hanno messo a disposizione la loro buona volontà affinchè riuscisse il convegno.
Abbiamo
deciso di pubblicare i video del suddetto convegno all’inizio della settima che
ci porta verso la data del 23 marzo che ci ricorda i drammatici fatti del 1799
quando le truppe giacobine del conte di ruvo e duca di Andria ettore carafa mise
a ferro e fuoco la città Andria lasciando dietro di se una scia di morte e
sangue.
Nel campo delle scienze positive sono state avanzate diverse ipotesi aventi per oggetto d’indagine il mondo fisico. Tali ipotesi, verificate nel tempo, hanno portato alla formulazione di leggi e principi, come il così detto effetto farfalla ( che ha studiato l’intima connessione fra tutti i fenomeni di un sistema ) e il principio di Huygens (che ha avuto per oggetto il fenomeno della propagazione delle onde ), i quali hanno dimostrato che una perturbazione prodotta in un qualunque punto dello spazio produce effetti fin nelle sue parti più estreme.
La ricorrenza bicentenaria del Triennio Giacobino in Italia (1796-1799) offre l’occasione per meditare sull’origine delle insorgenze anti-rivoluzionarie e per rileggere con spirito critico quegli avvenimenti, che si pongono agli albori dell’unità italiana.
Torna tra gli scaffali il libro “Storia della spedizione dell’eminentissimo cardinale D. Fabrizio Ruffo” di Domenico Petromasi, edito nel lontano 1801, per i tipi di Vincenzo Manfredi, e ristampato, in copia anastatica, recentemente a cura dell’Ass. Id. Alta Terra di Lavoro e con un saggio introduttivo dello storico roccaseccano Fernando Riccardi; saggio che narra l’impresa del Vicario Generale di Sua Maestà Ferdinando IV di Borbone, che riesce, senza uomini, all’inizio, e senza mezzi al riacquisto del reame di Napoli.