Finito il lavoro come Tesoriere, Ruffo capisce che a Roma non gli saranno offerte nuove occasioni di uguale o superiore prestigio. Nel novembre del 1794, si reca a Napoli, ospite nel palazzo del fratello primogenito, Duca Vincenzo, e offre i suoi servigi al re Ferdinando IV. Questo, che diffida del personaggio, non può, tuttavia, rifiutargli qualche incarico, anche perché, sia la potente famiglia Ruffo, sia qualche parente della famiglia Colonna, il ramo siciliano cui apparteneva la madre di Ruffo, morta nel 1779, premono in suo favore. Insieme al suo primo ministro, John Acton, gli concedono prebende “avvelenate”.
Articolo segnalato da Gianandrea de Antonellis e alla fine ripubblichiamo intervista a Fernando Di Mieri che anni fa segnalò la profezia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
di Don Bruno Lima atti del convegno tradizionalista di civitella del tronto 1997
Il secolo XVIII passerà alla storia come il “secolo dei lumi” – paradossalmente diciamo noi – dato che proprio l’idea stessa di luce ci rimanda a quella sublime immagine di Luce perenne che si identifica con Dio; quei lumi tanto conclamati e applauditi dagli spiriti settecenteschi menzogneri ed ebbri di miscredenza – quanto del resto dai loro epigoni fino ad oggi – sono piuttosto l’emblema della oscurità più tenebrosa, quella che sfida il Creatore e che trova l’antenato più vecchio in Lucifero, il primo rivoluzionario della storia.
ISTORICA DESCRIZIONE DEL REGNO DI NATOLI DIVISO IN DODICI PROVINCIE,
In cui si fa menzione delle cose più rimarchevoli di tutte le Città, Terre, Casali, Villagji, Fiumi, Laghi, Castelli , e Torri marittime in esse contenute con le Badie del Regno: Le di loro Giurisdizioni Ecclesiastiche, e Politiche; la qualità dell’aria d’ogni Paese; ed il numero delle rispettive Popolazioni . Vi è in fine la Serie cronologica di tuttI i SovrAni di Napoli; Ed un Elenco alfalietico degl’Uomini Illustri del Regno colle di loro Patrie .
Anni fa abbiamo creato una collana dedicata al periodo storico “1799” con il primo numero dedicato al diario di Domenico Petromasi, fedelissimo del Cardinale Fabbrizio Ruffo, che narra l’epopea dei Sanfedisti che ricacciarono l’invasore giacobino francese, primo caso della storia in cui un popolo resiste, combatte e ricaccia un esercito invasore. Grazie alla volontà dell’editore Vincenzo D’amico e alla curatela di Francesco Maurizio Di Giovine e Gianandrea de Antonellis, la collana ha ripreso le sue pubblicazione e siamo arrivati alla pubblicazione delle “Memorie di Paul Thiebault”, un generale francese invasore e protagonista delle vicende belliche, che il nostro e caroRaimondo Rotondiha tradotto dal francese all’italiano con l’illustre frefazione del Prof. Massimo Viglione, studioso, ricercatore e storico tradizionalista di dimensione internazionale e massimo esperto della “Vandea Italiana”. Se con il suddettoPetromasi abbiamo pubblicato la voce di un resistente, con l’ultima fatica letterariaRaimondofaremo conoscere la voce di un invasore che riserva delle sorprese che forse a qualcuno non faranno piacere, venerdì 8 maggio alle ore 18:30 lo presenteremo a Palazzo Massone a San Lorenzello grazie “L’Ente Culturale San Lorenzo Martire Nicola Vigliotti”
Che cosa succedeva a Napoli e nel meridione in passato, per quanto riguarda la gente che vi viveva? Ecco un riassunto chiaro di quel testo, con i periodi precisi in cui sono avvenuti i cambiamenti: