Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

ALESSANDRO PARENTE, LAERTE SCOTTI, CORENO AUSONIO, ORGANETTO E TERRA DI LAVORO

Posted by on Ago 19, 2022

ALESSANDRO PARENTE, LAERTE SCOTTI, CORENO AUSONIO, ORGANETTO E TERRA DI LAVORO

Qualche anno addietro, dopo molto tempo, rivedo a Coreno Ausonio il caro amico, di vecchia data, Alessandro Parente, che abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare insieme a Laerte Scotti qualche tempo fa per la rubrica “Musicanti e Cantori in Alta Terra di Lavoro”, e dopo gli abituali saluti di rito mi chiede cosa volesse significare essere in Terra di Lavoro perché pur sapendo cosa fosse e che faceva parte della sua storia personale, non riusciva a comprenderne a pieno il grande valore intrinseco e perché venisse attratto da questa entità anche se apparteneva al passato.

Mi sono bastate poche parole per spiegargli perché e per fargli spalancare gli occhi che cominciarono ad emanare luce radiosa e nel salutarmi mi disse che aveva trovato la chiave giusta per creare un qualcosa che avrebbe stupito e che mi avrebbe reso felice.

Qualche giorno fa l’addetto stampa di Alessandro mi manda locandina e comunicato di un evento che si teneva il 16 e 17 di agosto a Coreno Ausonio dal titolo “Festival Popolare della Terra di Lavoro e dell’Organetto a Coreno Ausonio” con direttori artistici Alessandro Parente e Laerte Scotti e dal titolo comprendo che Alessandro l’impegno e la promessa fattami qualche anno fa l’aveva mantenuta.

Alessandro con grande umiltà, si sa che quella vera appartiene ai grandi, ha compreso che nonostante i suoi successi, anche internazionali, che lo hanno portato ai vertici della musica, c’era qualcosa che gli sfuggiva e che doveva per forza spostare l’orizzonte della sua vita di musicista più avanti e con sguardo da falco ha visto che la sua arte, il suo talento è figlia della sua identità laborina, abitante della Terra di Lavoro, e la sua capacità di suonare l’organetto, come quella dei suoi avi e di tutta la comunità corenese, affonda le radici nella grande storia, nella grande cultura e nella grande arte musicale della Terra di Lavoro che è sempre stata una delle costole più vivaci e più floride della “Scuola Musicale Napoletana”. Questa sua ansia positiva e questi suoi tormenti, sempre positivi, ha contagiato anche il suo caro nipote Laerte Scotti, un altro talento straordinario nel suonare l’organetto, ed insieme hanno allestito due serate di grandissimo spessore artistico e culturale accogliendo anche le indicazioni del comune che ha volute farle in due luoghi diversi per far conoscere e valorizzare due contrade dalla bellezza unica.

La prima sera, quella del 16, è stata organizzata nella contrada “Cardito” che ha ospitato in uno scenario fiabesco e sotto delle querce secolari, il M.so Peppe Ricci, grandissimo suonatore e compositore di zampogna, e la sua “Piccola Orchestra Ecletnica” che si sono esibiti in semiacustica, con soli microfoni panoramici, incantando il numeroso pubblico che ha risposto con grande passione. La stessa passione che ha avuto per l’orchestra, “La Scatola del Vento”, dei giovani organettisti che si sono esibiti con il loro M.so e direttore Alessandro Parente.

Il giorno 17 è stata la contrada “Nocella”, sita nella parte alta di Coreno con un panorama mozzafiato e in un piazzetta elegantissima e aristocratica, ad ospitare i f.lli Bottasso, due importanti artisti venuti da Cuneo, con Nicolò al violino e Simone all’organetto che hanno strabiliato il pubblico che anche in questo caso è accorso numeroso, Nicolò e Simone hanno suonato musica semi sperimentale partendo dall’identità del proprio territorio. Il Duo Bottasso è stato preceduto da Laerte Scotti che si esibito con il suo organetto dimostrando tutta la sua bravura anche quando si esibito con Nicolò e Simone suonando un pezzo composto dallo lui stesso.

La prima edizione è riuscita alla grande grazie all’impegno di Alessandro e Laerte di concerto con il Comune ed insieme alla comunità di Coreno Ausonio, regalando due serate non solo artisticamente di grande livello, ma anche di raffinata eleganza facendo comprendere che il mondo popolare e contadino di Coreno Ausonio, della Terra di Lavoro e della Patria Napolitana, nostra per circa 8 secoli, è estremamente aristocratica al pari delle corti e che ha educato e formato il mondo intero.

Alessandro e Laerte rispolverando la “Terra di Lavoro” per creare il festival dell’organetto che vuol dire Coreno Ausonio, hanno dimostrato di sapere come fare per mettere la Corona a questa loro grande iniziativa che è servita, altresì, a sotterrare il folkloristico abbinamento organetto e ciociaria, il nulla mischiato con il niente, e che mette al riparo da qualsiasi tentativo di strumentalizzazione “trappana” quel meraviglioso strumento che è l’organetto. Alessandro e Laerte però, usando il concetto “Terra di Lavoro”, si sono assunti anche una grande responsabilità che è quella di non poterlo più slegare dal Festival dell’Organetto di Coreno perché decidendo di consegnargli uno scettro alla nascita e caratterizzandolo con un sigillo a fuoco quale la cornucopia della “Terra di Lavoro”, non possono più guardarsi indietro rimanendo condannati a volare in alto come le “poiane” che volteggiano sulle loro splendide montagne.

Concludo affermando che Alessandro e Laerte hanno tracciato la strada nobilitando il loro “figlio” chiamato organetto e chiunque vorrà fare qualcosa di simile, con altri strumenti caratteristici dell’alta Terra di Lavoro, non potranno ignorarla e considerando che a Villa Latina, già Agnone, da qualche anno stanno facendo la stessa con la zampogna, uscire fuori da questa strada è impresa ardua e difficile.

Non pubblico con la presente nessun video perché nelle prossime settimane verranno divulgati integralmente entrambe le serate.              

Claudio Saltarelli

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