Alta Terra di Lavoro

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Cultura: Jean Noël Schifano, Saviano? Non è uno scrittore …

Posted by on Gen 6, 2019

Cultura: Jean Noël Schifano, Saviano? Non è uno scrittore …

(Lettera Napoletana ) Ci voleva un anticonformista come lo scrittore siculo-francese Jean-Noël Schifano, innamorato di Napoli, per uscire dal coro dell’adulazione e dire qualche parola di verità sul guru del politicamente corretto Roberto Saviano. Saviano ha costruito la sua fama di scrittore sulla enfatizzazione della camorra, generando meccanismi di emulazione e diffondendo nel mondo con i suoi libri e, soprattutto con la fiction televisiva prodotta da Sky, un’immagine di Napoli negativa e schiacciata sulla criminalità organizzata. Intervistato dalla storica dell’arte Adriana Dragoni per il sito “Exibart” (11.12.2018), ecco che cosa ha risposto Schifano, uno degli autori più prestigiosi delle edizioni Gallimard ed ex direttore dell’Istituto Francese di Napoli “Grenoble”: «Saviano non è uno scrittore: lui raccoglie da qua e da là notizie di camorra e fa un copia e incolla. E dice di essere costretto a vivere blindato dalle minacce camorristiche. Ma la Camorra non lo pensa proprio. Anzi lui non è suo nemico, le fa pubblicità». Come nella favola del “Re nudo”, qualcuno rompe il muro del silenzio e dice quello che in tanti pensano, ma non hanno il coraggio di dire in pubblico(LN130/18)

articolo della Dragoni

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Lo scrittore figurativo. Jean Noel Schifano ci parla del suo Dizionario appassionato di Napoli

Posted by on Dic 20, 2018

Lo scrittore figurativo. Jean Noel Schifano ci parla del suo Dizionario appassionato di Napoli

È un tourbillon. Da martedì scorso, ogni giorno, lui gira, senza sosta, per prestigiose sedi napoletane, a presentare la traduzione italiana del suo libro Dictionaire amoureux de Naples. Ma dice: «Preferisco il titolo italiano, Dizionario appassionato di Napoli. L’amour è un sentimento diffuso, dolce, a volte tiepido. La passione è forte, calda, esclusiva. E Napoli ha un’anima appassionata». E proprio quest’anima, in numerosi suoi libri, lui descrive. Con la sua prosa poietica, cioè fattrice di immagini. Calde, coerenti. Lei è uno scrittore figurativo, gli dico. «Mi fa un grande complimento. È di pochi scrittori saper creare delle figure vive», mi risponde Jean Noel Schifano

Ha, a tratti, ancora lo sguardo impudente del ragazzo strafottente e ha il ciuffo impertinente, sempre un po’ scomposto ma non più biondo, di quando, negli anni Novanta, era il brillante direttore dell’Istituto Grenoble e si meritava la cittadinanza onoraria di Napoli. La sua prosa è conoscenza istintiva, come dire, viscerale, delle cose. E quindi è necessariamente impudente. Qualcuno l’ha definita coraggiosa. Perché parla di verità vissute o di quello che tanti pensano e nessuno dice. Schifano è anche un protagonista nell’arte figurativa. È curatore e amico di Lello Esposito, l’artista napoletano famoso nel mondo per i suoi pulcinella dagli occhi sgranati. Ed è stato anche direttore artistico di una mostra permanente, “Creator Vesevo”, con la quale il Vulcano parla di sé con sculture di artisti internazionali, fatte della sua pietra lavica, sistemate lungo il percorso verso il cratere. Lui, Jean Noel, si sente figlio del Vesuvio, più che dell’Etna, nonostante suo padre, sposo di una lionese, sia nato in Sicilia. Ma lui è soprattutto figlio della Magna Grecia. Tanto che il suo conoscere istintivamente e il suo esprimersi carnalmente, a pelle, ricorda Empedocle di Agrigento, che affermava la conoscenza attuarsi «attraverso i pori della pelle». 

E ci ricorda anche il napoletano G. B. Vico che, più moderato, scriveva «la conoscenza è una mescolanza di corporeità e di pensiero». Ma è appunto Napoli, che, con la sua lunghissima continuità storica, unica nel mondo occidentale, conserva nel suo popolo lo spirito magnogreco. È questo, pensiamo, che la rende unica, diversa da tutto il resto dell’Occidente il quale, formatosi dalla temperie razionalista, ora va sempre più decisamente verso l’astrazione incorporea degli avatar. Invece: «Napoli è realtà. E la realtà è mille cose. È un barocco esistenziale, è un’immagine che ha mille facce. Di conseguenza, Napoli bisogna sentirla nel suo complesso, per giungere a captare la sua anima», ci dice Jean Noel. Che, con i suoi libri “napoletani” sembra abbia prodotto un incremento notevole di turisti nella città. Nonostante la cattiva pubblicità che altri le fanno. Come lo scrittore Saviano. Ma «Saviano non è uno scrittore: lui raccoglie da qua e da là notizie di camorra e fa un copia e incolla. E dice di essere costretto a vivere blindato dalle minacce camorristiche. Ma la Camorra non lo pensa proprio. Anzi lui non è suo nemico, le fa pubblicità», afferma Jean Noel. E le sue parole sanno di verità. 

Prima di andare a Palazzo Reale, per la presentazione del libro, si è fermato all’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, un antico convento seicentesco, suggestivo di storia e di storie di monache. Qui, sotto la direzione del professore Alvio Patierno, un alsaziano di origini italiane, alcune studentesse dell’Istituto hanno attuato la traduzione italiana dal titolo Dizionario appassionato di Napoli, che va da “Amelio Lucio”, il famoso gallerista, a “Zoccola”. È pubblicata dall’editrice Il mondo di SuK e sovvenzionata, per iniziativa della direttrice Donatella Gallone, dalla vendita delle opere offerte gratuitamente da cento artisti. 

Napoli è una città creativa. Peccato che ora succeda, come ha detto Jean Noel, che invece a volte la sua creatività si esprima nell’illegalità.

Adriana Dragoni

fonte http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=60426&IDCategoria=204

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Dove regna lo spazio a 4 dimensioni dei pittori napoletani di Adriana Dragoni

Posted by on Ago 4, 2018

Dove regna lo spazio a 4 dimensioni dei pittori napoletani di Adriana Dragoni

Un crescendo. Che si vuole non finisca mai. Una lingua, araba o ebraica che sia, dalle roche inflessioni aspirate, in ritmi esotici, complessi, nettamente scanditi. È il canto del Mediterraneo, il canto ebraico e quello gregoriano dei monasteri femminili nell’alto medioevo. Un repertorio colto, raro, ma seducente e l’orecchio poco uso si va via via abituando e ne rimane affascinato.

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Il Madre per il Sociale. Il museo ricorda Felice Pignataro e guarda al futuro di Scampia

Posted by on Lug 30, 2018

Il Madre per il Sociale. Il museo ricorda Felice Pignataro e guarda al futuro di Scampia

pubblicato venerdì 13 luglio 2018
Foto © Amedeo Benestante

11 e 12 luglio, due giorni per presentare Il Madre per il Sociale, l’impegno del museo napoletano a promuovere uno stretto legame con gli abitanti del territorio, basato sulla comprensione dei loro bisogni e quindi sulla loro partecipazione.

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Villa Floridiana, il museo Duca di Martina non ha più nemmeno il custode per aprire e chiudere i cancelli ai visitatori. Unica risorsa, i volontari

Posted by on Lug 26, 2018

Villa Floridiana, il museo Duca di Martina non ha più nemmeno il custode per aprire e chiudere i cancelli ai visitatori. Unica risorsa, i volontari

La Floridiana è un parco dal verde intenso. Grandi alberi folti, un grande prato e vista sul mare.  E’ un luogo delizioso, riservato, raccolto.  Non è molto grande (con gli anni ha perso un pezzo). E’ silenzioso. Soltanto, a volte, grida gioiose di bambini si perdono nel verde. Viali dolci vi si insinuano seducenti. Il passato, la storia, ha fatto il suo lavoro. Quei viali dalle dolci curve sono di un tempo in cui non si andava, come ora si va, quasi meccanicamente diritti verso il futuro. Ma si andava con un consapevole cammino, ci si girava intorno. Si capiva dove ci si trovava, e si sentiva trascorrere la vita propria e  degli altri.

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Siamo tutti ospiti di Adriana Dragoni

Posted by on Lug 16, 2018

Siamo tutti ospiti di Adriana Dragoni

Tra gli intriganti palazzi storici napoletani, c’è anche, a via Crispi 69, Palazzo Ruffo di Calabria. Che ha un suo fascino particolare. Costruito da Beniamino Ruffo di Calabria nel tardo Ottocento, conserva il bianco dello stile neoclassico, ha il verde di un giardino tutt’attorno e l’azzurro del mare in lontananza.

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