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CAVOUR?…..QUANTI PUNTI INTERROGAVITI!!!!!

Posted by on Lug 29, 2018

CAVOUR?…..QUANTI PUNTI INTERROGAVITI!!!!!

fortuna di cavour o altro?

Se a questo punto, il 19 aprile, l’Austria, in modo inconsulto e misterioso, non avesse inviato un ultimatum al Piemonte, senza consultare nessuna altra potenza, dando l’opportunità al Piemonte di far scoppiare la guerra respingendo l’ultimatum, oggi noi dovremmo ragionare in tutt’altro modo e l’ultimo dei nostri pensieri e delle nostre preoccupazioni sarebbe quello di interessarci di un piccolo personaggio di un piccolo.

Stato provinciale che aveva tentato la grande fortuna alla roulette. Ma la storia non si fa con i se ed i ma ed oggi siamo qui a riportare almeno alla realtà il personaggio Cavour. Di certo noi sappiamo che tra il 17 aprile, giorno in cui aveva scritto la lettera al nipote con l’intenzione di suicidarsi, ed il 19, quando l’Austria decise di inviare l’ultimatum al Piemonte, Cavour non svolse alcuna azione diplomatica per recuperare la situazione a suo vantaggio. C’è da chiedersi, allora, perché gli storici ufficiali ancora oggi sostengano che Cavour sia stato abile e gran tessitore.

quale è la verità sullo scoppio della guerra?

In ogni caso non è stata ancora scritta la verità, o non convince la verità ufficiale, sul perché una potenza di prima grandezza come l’Austria si sia andata a pregiudicare, invischiandosi in una guerra con un piccolo paese, nella quale non aveva nulla da guadagnare. Non aveva da guadagnare territori perché era impensabile che la Francia accettasse la scomparsa dello Stato cuscinetto rappresentato dal Piemonte. Non aveva da guadagnare risarcimenti in danaro per il precario stato delle finanze piemontesi. In quel momento, inoltre, l’Austria era alle prese con una sua gravissima crisi finanziaria e con la rivolta dell’Ungheria. Per ciò l’esborso di una cifra considerevolissima per una campagna militare e l’apertura di un secondo fronte di guerra non potevano essere di alcun suo interesse. Né regge la debole spiegazione dell’orgoglio e del falso senso dell’onore di Francesco Giuseppe che gli avrebbe impedito di tollerare più oltre le provocazioni e gli attentati ai suoi legittimi diritti perpetrati da ormai troppo tempo da Napoleone III e dai suoi complici. Né, infine, regge la spiegazione di Massimo d’Azeglio: “La sommation (l’intimazione) dell’Austria proprio al momento che la nostra condotta ci faceva diventare i beniamini dell’Inghilterra, è stato uno di quei terni al lotto che accadono una volta in un secolo”. Lungi da me l’azzardare spiegazioni che non risultano da alcun documento né da alcuna testimonianza; nulla mi impedisce, però, dal dichiararmi insoddisfatto di tutte le spiegazioni su quel folle gesto austriaco che ci ha regalato la falsa figura cavouriana di pater patriae. Chi aveva dato illusione all’Austria di un conflitto più generalizzato che avrebbe visto tutti i tedeschi contro i francesi? Chi impedì alla Prussia l’entrata in guerra e come? Non dimentichiamo che dieci anni dopo la Prussia mise fine all’impero francese, con la battaglia di Sedan. E se la verità stesse tra le carte distrutte dal Cavour o tra quelle ancora nascoste? Oppure nello strano comportamento di Napoleone nel bel mezzo della guerra?

concausa oppure causa della guerra del 1859?

Come abbiamo visto, alla notizia dell’inizio delle trattative di pace, Cavour corse a Parigi per incontrare Napoleone. Cavour minacciò Napoleone di pubblicare i documenti in suo possesso che, evidentemente, avrebbero messo in imbarazzo l’imperatore. Ma non sappiamo se effettivamente Cavour avesse anche minacciato Napoleone di farlo assassinare. Persone vicine a Napoleone erano persuase che, nel far decidere l’imperatore ad aiutare Cavour a cacciare gli austriaci dall’Italia, avesse una parte importante la sua paura quasi paralizzante di venire assassinato da qualche rivoluzionario italiano (MZ).

guerra del 1859

Come sappiamo la storia non andò esattamente come Napoleone III e Cavour avevano stabilito a Plombières. Napoleone nel bel mezzo della guerra all’Austria si fermò. Invece di marciare su Vienna, firmò l’armistizio di Villafranca con l’imperatore d’Austria, senza consultare né Cavour né Vittorio Emanuele. Ai piemontesi non rimase altro che accettare la situazione, non prima, però, di rinegoziare con Napoleone III il costo della guerra. Napoleone, che non era stato ai patti, poiché si era accordato direttamente con l’Austria, invece di addebitare l’intero costo della guerra, circa 360 milioni, chiese al Piemonte di pagare solo 60 milioni. I documenti non chiariscono fino in fondo lo strano comportamento di Napoleone III. È indubbio che delle forti, fortissime, pressioni esterne fermarono Napoleone, che credeva di avere Francesco Giuseppe in pugno, e obbligarono l’imperatore austriaco ad accettare le trattative di pace con le forze militari ancora integre. Tra queste pressioni, ci furono quelle di natura politica e militare da parte della Prussia, dell’Inghilterra e della Russia. Ma non furono le sole e le principali; bisogna tenere conto, dal punto di vista austriaco, anche della rivolta ungherese, delle divisioni tra i militari, tra i politici e tra i diplomatici, della situazione economica e finanziaria e, principalmente, degli interessi a questa legati.

colloquio tra napoleone III e francesco giuseppe

A Villafranca, l’otto luglio 1859, i due imperatori si erano chiusi da soli, senza consiglieri e interpreti, in una stanza a pianterreno dove avevano parlato per un’ora circa, in apparenza senza accorgersi dei giornalisti che sbirciavano dalle finestre. Stavano seduti a tavolino fumando sigarette e parlando speditamente in francese o in tedesco. Non avevano cartine spiegate davanti. Di tanto in tanto prendevano qualche appunto su un foglio di carta. Un giornalista dichiarò di aver visto Napoleone III gualcire nervosamente dei fiori, e di certo era meno a proprio agio di Francesco Giuseppe (PA). Considerazioni: Da notare i giornalisti: qualcuno doveva ricevere testimonianza del fatto che Napoleone aveva parlato con Francesco Giuseppe. Qualcuno sapeva cosa avrebbe detto Napoleone a Francesco Giuseppe. Cosa gli disse?

una piccola importante traccia di storia non scritta

Abbiamo già visto l’episodio durante il quale Cavour, in occasione dell’armistizio di Villafranca, “sembrava quasi uscito di senno”. Della crisi di isteria del conte di Cavour ci ha lasciato una testimonianza il generale Della Rocca, firmatario dell’armistizio di Villafranca: “In sul più bello, mentre il Cavour esalava il suo cattivo umore contro il re, contro di me, contro tutti, piombò tra di noi il principe Gerolamo Buonaparte. Incontrato il Bixio, stato fin allora un suo amico, gli fece il viso dell’arme e non lo salutò” (MC).

fonte

http://www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Personaggi/Cavour02.htm

 

 

 

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