Colligite [virtutes] ne pereant…
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Erminio De Biase
Sappiamo bene che Liborio Romano, il famigerato ministro dell’Interno che tradì Francesco II ed accolse scodinzolando Garibaldi a Napoli, ha ancora molti eredi. Ma non è detto che chi lo ammiri debba per questo essere condannato: se no che libertà di pensiero sarebbe? Come pure ci sono molti che, in perfetta buona fede, sono convinti che Vittorio Emanuele sia stato veramente un galantuomo, che Camillo sia stato un genio ed il Peppe nazionale indubbiamente un eroe (e questa mia ultima affermazione è suffragata dalla stima e dall’apprezzamento che nutro, anche con un certo affetto, nei confronti di un emerito rappresentante del Centro Studi Garibaldini di Marsala). E poi, se la pensassimo tutti allo stesso modo, che mondo monotono sarebbe!
Non tollero, però chi, tra quegli eredi di cui sopra, per dire la sua a tutti costi, vomita sciocchezze per malafede o per ignoranza. E vengo al dunque. Qualche sera fa, a Piedimonte Matese, è stato presentato un libro sui cosiddetti plebisciti che “sancirono” la volontà della popolazione (sic!) di aderire alla nuova Italia. Almeno così ha affermato il moderatore che, però, tale non era, perché si è subito sbilanciato a favore della storiografia ufficiale. Rivolto all’uditorio che, dalla scarsa intensità degli applausi, si deduce non essere stato per niente numeroso (nel video della conferenza[1]il pubblico non è mai inquadrato) il conduttore di cui sopra, il dottor Pasquale Simonelli, ha aggiunto che “col Plebiscito si decisero le sorti dell’Italia”. Dimenticando o fingendo di non sapere, che le sorti dell’Italia erano state decise già da tempo e altrove, in Inghilterra addirittura, e che quella manifestazione di pseudo democrazia era soltanto una becera sceneggiata.
Secondo lui, il suddetto plebiscitoportò all’abbattimento dei Borboni cherappresentavano il Medio Evo della politica. Da attento studioso (!) qual è non si è, evidentemente, ancora reso conto che, coi nuovi regnanti, dal medioevo il Sud fu proiettato nellapreistoriadella politica! Egli è addirittura convinto che quel plebiscito sia stata una ribellione che ha addirittura formato una coscienza sociale! Ma come si fa ad affermare certe cose?!? Come fa a non sapere che l’unica, vera ribellione che ci fu, scaturita da una coscienza sociale e dalla voglia di diritti, fu quella che si suole definire Brigantaggio?!?
L’illustre oratore, afferma poi che, oggi, i nuovi borboniciaspirano a recuperare il loro territorio per soldi,oper chissà quali altri motivi, ignorando che ciò non sarebbe mai possibile per il semplice motivo che la storia non torna indietro e quindi, non torneranno certo a regnare né i Savoia né i Borbone. Ciò che si vuole affermare è che quella storia, debba essere raccontata diversamente da come lo si è fatto e si continua ancora a fare: una storia non più farcita di sciocchezze trite e ritrite continuamente reiterate dai tantimassoncellid’occasione o di regime.
Un’ultima considerazione: nella sua vis oratoria, all’impareggiabile “moderatore” è sfuggito che non è corretto dire Borboni, anziché Borbone: dei nomi propri non si forma il plurale. Per cui, sarebbe opportuno se, oltre alla storia, si ripassasse pure un po’ d’Italiano!
Il microfono passa poi al professor Armando Pepe che è turbato dal fatto che, nel suo romanzo, Tomasi di Lampedusa abbiafatto sembrare i plebisciti una farsa…ma non si scandalizza per niente che, nella realtà, votarono tutti, ma proprio tutti, cani e porci compresi, in un’epoca in cui aveva diritto di suffragio meno del 2% degli abitanti! Esercitarono il “diritto” di voto perfino dei corpi militari stranieri, tra i quali anche una legione francese che, però, tiene a precisare per sottolinearne la democraticità,vollero votare con lo scrutinio segreto. Hai capito?! Ai transalpini, però, andrebbero aggiunti anche soldati ungheresi, marinai inglesi e perfino “volontari” altrettanto britannici travestiti da escursionisti: tutta gente che, pur non avendo nulla a che fare con le Due Sicilie, apportò il suo contributo a quella tragica buffonata da lui definitalegittimazione di una nazione…
E mi fermo qua. Ho smesso di guardare il video proprio quando ha preso la parola l’autore del libro che si presentava. Una persona al quale, a suo tempo, già contestai le sue idee sul Brigantaggio; idee che poi riversò in una mostra allestita a Torino e finanziata coi fondi del PNRR, nella quale emergeva tutta la faziosità e la voluta disinformazione sull’argomento da parte sua e dei suoi “compagni di merenda”. Una persona che da tempo finge di ignorare le mie critiche ed elude accuratamente proposte di confronto, di dibattito e che perciò, parafrasando Foscolo, io definisco un “giacobin fuggiasco” …
Erminio de Biase
[1]Postato su You Tube il 24.09.2026


