Così è, se ti pare…

Erminio de Biase
Verso la nostra mezzanotte di domenica 19 luglio, un urlo: “Goool!!!” è risuonato all’unisono con quello di miliardi di altre persone sparse su tutto il globo terracqueo mentre, sul campo di calcio, da un latoil portiere caduto alla difesa ultima vana, contro terra celava la faccia a non veder l’amara lucee, dall’altro, undici atleti in rosso esultavano impazzendo di gioia…
Già, undici giocatori, ma perché – a ben rifletterci – il gioco del calcio non ne prevede dieci, come dovrebbe essere naturale per noi che basiamo il computo sul sistema metrico decimale, perché tante sono le dita delle nostre mani? O, come in altri casi, utilizziamo la dozzina come unità di misura alternativa? Ve lo siete mai chiesto? Io sì, da ragazzo, anche se poi, con gli anni, questo “perché?”, insieme a tanti altri, si è rannicchiato in qualche recondito meandro del cervello, fino a quando, pochi giorni fa, il mistero mi si è svelato lasciandomi, però, uno sgradevole amaro in bocca…
Amaro?!? Amarissimo piuttosto, perché non mi ha fatto “benissimo”, così come recitava un vecchio slogan legato alla pubblicità di un famoso digestivo. E adesso capirete perché.
Per puro caso, sono venuto a sapere che anche il football, definito “il gioco più bello del mondo”, affonda le sue radici nella stessa melma dalla quale è nata l’unità d’Italia, nello stesso fango da cui è venuta fuori quella fregatura chiamata Risorgimento, nella stessalotanella quale sguazza chi aspira ad essere insediato alla Casa Bianca, all’ONU e a chissà a quanti altri siti del Potere mondiale, Italia compresa. Nella Massoneria, insomma.
Come dicevo, perché proprio 11 giocatori? “Elementare, Watson!”, visto che siamo a Londra (e dov’altro, se no?), città in cui, il 26 ottobre 1863, nellaFreemassons Tavern, fu fondataThe Football Association: associazione nata dall’accordo diundiciscuole e/o club (massonici, ovviamente). Ecco dunque spiegato il perché di questo numero in cui, molto probabilmente, potrebbero esservi altre motivazioni allegoriche: la consorteria vive di simboli, anche se in questo caso sembra di no. La suddettaTavernsi trovava tra Holborn Circus e Covent Garden, non molto lontano da Blackfriars (vi ricorda niente questo nome?) nella Great Queen Street, praticamente adiacente alla United Lodge of England! Più lampante di così!
Oggi, in quella stessa strada, dopo che all’inizio del XX secolo laFreemassonsTavernfu demolita, ai numeri civici 61/65 sorge laGrand Connaught Rooms, un sontuoso complesso edilizio con pavimenti di marmo, preziosi lampadari, specchi scintillanti, e tanto altro, in cui si tengono conferenze, congressi, ricevimenti ed incontri istituzionali di un certo livello… Un edificio che non si è mai staccato dalla “casa madre” massonica nel quale e, infatti, non a caso, nonostante la demolizione, sono state deliberatamente inserite numerose decorazioni originali di simbologia esoterica del vecchio fabbricato: sole, luna, volte celesti che decorano i soffitti della sale; stelle a sei punte su porte, maniglie e vetrate; colonne che richiamano alla mente il tempio di Salomone; triangoli, pavimenti di maniera e quant’altro. Sulla facciata dell’edificio accolgono i visitatori le allegorie di Saggezza e Fedeltà.
L’ESTERNO

GLI INTERNI



Mò hai capito, come me povero illuso, chi ti ha inoculato, il germe di quel tifo che ti fa sempre sgolare, spesso sperare, quasi sempre dannare e a volte estasiare per i magici colori della tua squadra?
Purtroppo, è così. O, meglio, così è se ti pare, come suggerisce Luigi Pirandello…


