Alta Terra di Lavoro

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I “buoni” maestri

Posted by on Set 14, 2021

I “buoni” maestri

Nel loro spazio televisivo, lui si preoccupa di farci il bignamino settimanale delle cose come le vedono “color che sanno”, lei non dice nulla di particolarmente intelligente o divertente, ma farcisce i discorsi di allusioni o doppi sensi che vorrebbero essere provocatori, ma che oramai non scandalizzano più nessuno. A guardare i compensi, ci costano ogni anno quanto ci costerebbe la realizzazione di un piccolo ambulatorio in una comunità isolata, o la ricostruzione dell’Ufficio Postale di Amatrice. Ma qualcuno ritiene, evidentemente, che siano soldi spesi bene.

Ora però è sorto un problema. Cioè che il conduttore, nella “sua” trasmissione (pagata però con in soldi nostri) ha deciso di ospitare solo coloro che parlano a nome della Scienza. E qui, a ben guardare, i problemi non sono neppure uno, ma almeno due.

Il primo. Chi decide chi sono coloro che parlano a nome della Scienza? Il conduttore? Ed in base  a quale titolo? Perché nonostante i dibattiti li si voglia sempre presentare come la lotta dei Sapienti contro gli Ignoranti, a ben guardare si rivelano subito come discussioni tra persone che hanno pari titolo, ma una visione diversa del problema. Anzi, capita spesso che i più titolati, secondo una qualche graduatoria “obiettiva”, siano proprio da annoverare tra le fila degli ignoranti.

Il secondo. Non dubito che il suddetto conduttore sia un grande epistemologo e storico della Scienza. È anche abbastanza intuibile il suo pensiero, nonostante non abbia trovato il modo, probabilmente per semplice mancanza di tempo, di esporlo in un testo destinato certamente a rimanere una pietra miliare per i decenni avvenire in questo campo di studi.

Le affermazioni della Scienza, secondo il Nostro, sono certamente qualcosa di fisso, di immutabile, di eterno; qualcosa che non può neanche essere messo in discussione, ma che bisogna solo proteggere con adeguata censura da dubbi e da perplessità.

Peccato che due epistemologi e storici della Scienza contemporanei, certamente non di pari valore e profondità del nostro conduttore, ma anch’essi degni in qualche modo di considerazione, cioè Thomas Kuhn e Karl Popper, abbiano espresso idee diverse sul concetto stesso di “Scienza”.

Thomas Kuhn, Professore ad Harvard ed a Berkley, pubblicò nel 1962 un celebre libro, “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”, in cui esponeva la sua teoria secondo cui la Scienza non proceda per accumuli successivi di conoscenze, in maniera costantemente lineare, ma per rivoluzioni, in cui alla rottura di un “paradigma” (ipotesi di spiegazione di una serie di fenomeni) questo venga messo da parte e sostituito da un altro, spesso antitetico. Ad esempio, la sostituzione del paradigma di Tolomeo, geocentrico, con quello di Copernico, eliocentrico.

Karl Popper, Professore alla London School of Economics, elaborò la teoria del falsificazionismo, in cui affermava la natura congetturale ed ipotetica delle conoscenze scientifiche, da sottoporre sempre, per l’appunto, ad un tentativo di falsificazione. Ed arrivò a scrivere pagine come questa: “Se lo scientismo è qualcosa, esso è la fede cieca e dogmatica nella scienza. Ma questa fede cieca nella scienza è estranea allo scienziato autentico. […] Non si può designare nessuno dei grandi scienziati come scientista. Tutti i grandi scienziati furono critici nei confronti della scienza. Furono ben consapevoli di quanto poco noi conosciamo.”

Termino. Aggiungo solo, ad abundantiam, l’affermazione di un altro celebre logico, Bertrand Russel: “La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”

Comunque, guarderemo le prossime trasmissioni, e sono certo che ne vedremo delle belle. Non siate perfidi: ho scritto “belle”, con la “e”, non con la “a”…

Michele Scotto di Santolo

2 Comments

  1. Certo. C’est la vie! Ma i soldi sono i nostri, non quelli degli inserzionisti pubblicitari!

  2. Grazie…un po’ di ironia fa bene! Credo che ognuno di noi ce la metta tutta per godersi il prossimo spettacolo… sperando che ci vada bene! c’est la vie!.. caterina ossi

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