Alta Terra di Lavoro

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I MISTERI DELL’ITALIA DEL FERRARI (1849-1864) (II)

Posted by on Lug 10, 2023

I MISTERI DELL’ITALIA DEL FERRARI (1849-1864) (II)

Questi tre volumi di “misteri” del Ferrari ((1)) non aggiungono chissà quali verità sul Risorgimento, ma ci ha colpito lo spazio che viene dato alla impresa del Pisacane, a proposito della quale si parla anche del ruolo della società Rubattino. Anche per Pisacane come lo sarà poi per Garibaldi la società fornisce il Cagliari come fornirà il Piemonte e il Lombardo mentre ufficialmente si parlerà di sottrazione fraudolenta.

Non a caso una delle prime preoccupazioni dell’eroe dei due mondi fu quello di rimborsare generosamente ((2)) la società Rubattino per il suo “disinteressato” aiuto ((3)). Nei libri di storia fino a qualche decennio fa si continuerà nella narrazione degli uomini di Pisacane e del Bixio che si impadroniscono dei vapori necessari all’impresa!

Su Pisacane ritorneremo ampiamente, vogliamo per ora riportare uno stralcio tratto da “La Repubblica – venti dialoghi politico-popolari del professore Leopoldo Perez De Vera – Napoli, tipografia dell’unione, Strada Nuova Pizzofalcone, 2 – 1869”:

[…]

Ton. E qual fu quest’altro plebiscito?

S. Bep. Vel dichiarerò per via di esempi. Come si spiega, che nel 1857 il prode ed infelice Pisacane, sbarcando a Sapri con pochi ardimentosi, levò un grido di rivolta, a cui nessun eco rispose, e invece poco dopo nel 1860 Garibaldi sbarcando a Marsala, ne levò un altro, che valse a menargli dietro nove milioni di persone?

Carl. Oh per diancine! si spiega subito. Pisacane fu tradito, e Garibaldi no. Pisacane non ebbe aiuto dal Piemonte, come ebbe Garibaldi. Per Pisacane non vi fu corruzione dei regi, non comitati intestini, non danaro sonante, come vi fu per Garibaldi; e quindi…

S. Bep. E quindi… adesso mi vieni a ripetere tu stesso quello, che la consorteria clericale va propalando, per attenuare il merito dell’Eroe nizzardo! Non è il nu mero dei combattenti, non gli aiuti, non il danaro, non il tradimento, che rende forte una rivoluzione; è il principio, è l’adesione del popolo. Io poi, a dirla francamente, di valor personale e di coraggio reputo Pisacane più fornito di Garibaldi; poiché con pochi uomini, senza una sommossa già iniziata e senza aiuto di alcun potente, sfidò nel cuore del regno le truppe del Borbone, e le tenne a scacco per qualche giorno. Sicché se i popoli avessero risposto al suo appello, la causa dei regi era fin da allora spacciata.

Carl. Ma dunque, per tutti i malanni! donde derivate voi la differenza?

S. Bep. La è chiara. Ma prima di risponderti, un’altra domanda: Come avvenne, che lo stesso Garibaldi, già insigne ed idolatrato per le antecedenti prodezze, due anni appresso sbarcò alla stessa Marsala, si unì agli stessi valorosi, attraverso la stessa Sicilia, e senza incontrare né eserciti né cannoni nemici, senza abbattersi in flotte avverse ed in cittadelle ostili, passò lo stesso Faro, e giunse nella stessa Calabria; e con tante simiglianze, anzi con tanti vantaggi, non destò lo stesso entusiasmo, e invece fu così poco curato, così maltrattato, da divenire all’infelice Aspromonte?

(1) I misteri d’Italia – gli ultimi suoi sedici anni (1849-1864) di A. Ferrari – tre volumi – Venezia, tipografia di Gio. Cecchini edit. 1865.

(2) ITALIA E VITTORIO EMMANUELE – Il Dittatore dell’Italia meridionale, Caserta 5 ottobre 1860 (ATTI GOVERNATIVI PER LE PROVINCIE NAPOLETANE – Raccolti dall’avv. Giuseppe d’Ettore 1860 – 25 Giugno a 31 Dicembre – Napoli, Stamperia del Fibreno, Trinità Maggiore, 26 – 1861, pag. 181).

(3) Il CODIGNOLA sostenne, nel 1938, che Rubattino sapeva del progetto di Pisacane e aveva messo volontariamente a disposizione il Cagliari.

fonte

https://www.eleaml.org/ne/zenone/zde-i-misteri-di-ferrari-2022.html

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