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Occidente e gender. Perché si vuole femminilizzare la società?

Posted by on Feb 3, 2017

Occidente e gender. Perché si vuole femminilizzare la società?

Poche sere fa ho visto il film The island, uscito nelle sale nel 2005, interpretato da Ewan McGregor e Scarlett Johansson. Fiction ambientata in un vicino futuro, condanna la clonazione umana a scopo di trapianto e di riproduzione. Chi può permettersi cinque milioni di dollari può creare il proprio clone presso una clinica specializzata, la quale si occupa di “svezzarre” gli umani clonati per poi eliminarli al momento dell’espianto, o subito dopo che viene alla luce la creatura che sarà affidata ai “genitori” acquirenti.

Attraverso un lavaggio cerebrale scientifico, ai cloni viene fatto credere di essere i soli sopravvissuti ad una contaminazione che ha cancellato la vita sulla Terra, per questo motivo sono costretti a vivere in un luogo sotterraneo super attrezzato. I problemi nascono dal momento in cui il protagonista, Lincoln Sei Echo, scopre che fuori da bunker la vita continua, nonché la fine brutale che aspetta ai cloni come lui.

La clonazione fa parte dell’eugenetica, scienza che si occupa del miglioramento della razza (vedi gli esperimenti prima e durante il nazismo, nonché gli attuali umanifici, come nel Regno Unito dove si è dato il via libera all’utilizzazione del Dna di tre o più persone). Il film mi ha fatto pensare alle organizzazioni internazionali come l’ONU, che si occupano del Gender, neologismo per definire un programma che, come sappiamo, mira al superamento dei limiti della natura sessuale, mutando la coscienza e, chi lo desidera, il proprio sesso.

La fissazione di cambiare a proprio piacimento la sessualità e la coscienza umana, la troviamo anche nell’UNESCO, (United Nations Educational Scientific Cultural Organization) e nell’Organizzazione Mondiale per la Salute, OMS, che, gira-gira, si prefiggono la creazione di una società pansessualista. Ora, se pure le lobbies miliardarie sovvenzionano il programma, donando montagne di dollari, significa che sul piatto ci sono soprattutto interessi economici. Per ottenere tale cambiamento è necessario plasmare la coscienza, livellando il popolo in un pensiero unico, eliminando i concetti di femmina e di maschio, madre e padre e, dunque, di famiglia. Aspirazioni poco originali, in quanto l’eliminazione della famiglia è una delle priorità dei fratelli massoni e del duo Marx-Engels. A questo punto non è difficile immaginare che nelle organizzazioni menzione il numero di massoni e di orfani marxisti è maggioritario.

Perché si vuole femminilizzare la società?

Da che mondo è mondo il padre è la figura che protegge la famiglia dalle ostilità esterne. È colui che attraverso la propria esperienza guida il figlio nel mondo. È il condottiero che dà la vita per la famiglia. Oggi l’uomo, smascolinizzato, è ridotto a semplice numero familiare. La totale assenza di reattività della polizia e dei maschi tedeschi nelle violenze di Colonia, e i fatti analoghi che si verificano da qualche anno nelle altre città nord europee, ci confermano quanto scriviamo. Se i soprusi si fossero verificati in una società dove ancora esistono il senso di appartenenza e il naturale sentimento di protezione che l’uomo ha per  la donna, le violenze non avrebbero avuto un esito così meschino. Dunque, il progetto di annichilazione del popolo europeo sembra seguire passo dopo passo i metodi utilizzati nel film The island.

Una volta allontanati definitivamente i figli dai genitori, gli asili nido e le scuole diventano luoghi di manipolazione mentale (non è un caso se dal 1981 il plagio non costituisce più reato). Come i cloni, l’uomo post moderno è a disposizione della comunità, tanto che nei paesi dove l’eutanasia è stata legalizzata, l’espianto di organi è una prassi. Anche qui, niente di nuovo sotto il sole. Le cronache, pur con parsimonia, ci informano sul business degli organi umani praticato in Cina e, illegalmente, nel resto del mondo. Un esempio tra tutti lo abbiamo con la famigerata Planned Parenthood, scoperta a vendere clandestinamente organi di bambini abortiti. L’uomo, figlio del Divino, e quindi sacro per il cristianesimo, per gli atei è un prodotto da condizionare e plasmare secondo criteri di efficienza produttiva. Una merce di scambio e di ricambio.

Un personaggio di Dostoevskij ne I fratelli Karamazov, chiede: «Ma allora, domando, che sarà dell’uomo senza Dio e senza vita futura? Tutto è permesso dunque, tutto è lecito?» La risposta, in parte, è stata data dalle culture pagane dove, nonostante le conseguenze disumane create dallo schiavismo, temevano gli dèi e lo schiavo pensava con la propria testa. Con gli atei al potere l’uomo si è fatto Dio e, grazie al lavaggio cerebrale mediatico, la maggioranza non ha nemmeno la soddisfazione di pensare con la propria testa. Gli schiavi, al contrario dei cittadini post moderni, nella ribellione si univano, oggi invece ci troviamo con una maggioranza plagiata che non vede più in là degli interessi strettamente personali. Cloni mentali, per l’appunto.

Il film diretto da Michael Bay, presenta un altro aspetto drammaticamente attuale. Ai cloni viene fatto credere che vincendo la lotteria possono avere accesso nell’unica isola incontaminata della Terra, descritta come un paradiso terrestre. In realtà, come abbiamo detto, sono destinati all’isola che non c’è. O meglio, all’eliminazione fisica. Attraverso la manipolazione mentale i cloni vivono e pensano come bambini ingenui, fragili e particolarmente timorosi nei confronti dei loro superiori.

Più o meno come l’uomo post moderno, costretto alla precarietà, all’insicurezza presente e futura. Mentre il popolo annichilito spera in una ripresa dell’economia veloce e risolutiva (l’isola che non c’è), e il terrorismo dilaga in ogni angolo del pianeta, i governi impongono l’aborto, l’eutanasia, l’eugenetica, il matrimonio tra persone dello stesso sesso con affidamento di bambini, sessuologia e omosessismo nelle scuole, a partire dagli asili nido. Nel frattempo – ciliegina sulla torta – un gigantesco tsunami globale di pornografia naviga liberamenete nelle reti del personal computer e dello smartphone. Il tutto alla portata dei bambini di zero anni. È un piano prestabilito? Complottismo o naturale evolversi dei tempi? Al lettore l’ardua sentenza.

di Agostino (Tino)  Nobile

 

 

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