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SAN GENNARO / Alfano “depaupera” la storica Deputazione per cederla alla Curia

Posted by on Mar 1, 2016

SAN GENNARO / Alfano “depaupera” la storica Deputazione per cederla alla Curia

fonte identitainsorgenti.com

ormai è diventato di dominio pubblico la deputazione di San Gennaro che il ministro Alfano vuol far passare con un decreto che di seguito è ben riportato.

E’ una notizia di estrema gravità. Eppure, è stata lanciata da pochissime testate e solo a livello locale.

La Deputazione di San Gennaro, l’organo LAICO che da mezzo millennio si prende cura del Santo dei napoletani, sta per essere scalzata dalla Curia grazie ad un colpo di penna del Viminale, a firma del Ministro Angelino Alfano.

In sostanza, gli esponenti della storica nobiltà partenopea potrebbero ritrovarsi “pezzi” di Curia a gestire il Santo e le sue inestimabili reliquie.

Dopo la bellezza di cinque secoli di laicità, insomma, la Curia riuscirebbe a mettere le mani sul Santo partenopeo e sulle sue ricchezze.

Finora, infatti, la gestione da parte della Deputazione- fondata nel 1601 a seguito di un ex voto, da parte dei cittadini partenopei, legato ad un’eruzione del Vesuvio- è stata sempre slegata dalla Curia ed indipendente da essa, nonostante le pressanti e continue ingerenze.

Tra l’altro, ricordiamo brevemente, già una volta il Tesoro del Santo fu sottratto alla città dal Vaticano.

Durante la seconda guerra mondiale, infatti, il Tesoro di San Gennaro fu spostato in territorio papalino per preservarlo da bombardamenti e trafugazioni.

Finita la guerra, però, il Vaticano tirò alla città quello che si definisce uno scherzo da prete: non volle in nessun modo restituirglielo.

Provvidenziale fu, è il caso di dirlo, l’intervento di Giuseppe Navarra, meglio noto come ‘o Rre ‘e Puceriale. Autorizzato dall’Arcivescovo di Napoli in persona, Alessio Ascalesi, ‘o Rre si recò a Roma dove prelevò con le sue mani l’intero tesoro per riconsegnarlo, al termine della spedizione, alla città.

In rappresentanza del popolo napoletano,  presiede la Deputazione il primo cittadino di Napoli, che ne è il garante e primo controllore in nome e per conto del popolo stesso.

Possiamo ben comprendere e condividere la rabbia dei membri della Deputazione che, attraverso il delegato per gli affari legali della stessa, Riccardo Imperiali di Francavilla, spiega che il decreto “equipara la deputazione a una Fabbriceria e rinomina arbitrariamente gli undici deputati in carica”.

Veniamo a sapere, inoltre, dei continui scontri col Cardinale Crescenzio Sepe ed il tentativo dello stesso, durato anni, di piazzare “persone sue”.

Troviamo veramente vergognoso tutto questo.

Ancora una volta, lo Stato italiano, non tenendo minimamente in considerazione la storia né l’identità di questa città di cui ignora tutto, cala dall’alto un provvedimento per danneggiarla.

Nel caso specifico, una marchetta alla Curia, di cui nessun napoletano sentiva il bisogno, di cui non comprendiamo il senso, se non quello, neanche tanto immaginato, di essere legittimati a mettere le mani su uno dei tesori più ricchi e preziosi del mondo.

Ci chiediamo con quale stomaco questi signori della fuffa abbiano potuto riunirsi, perdere del tempo ed impiegare risorse economiche per partorire un decreto inutile e dannoso, una MARCHETTA, appunto,  quando c’è un paese che cade a pezzi e di cui ci si dovrebbe occupare.

Noi come giornale ed attivisti ci schiereremo al fianco di associazioni e cittadini che già stanno organizzando la protesta. Non lasceremo consumare quest’ennesima PORCATA ai danni della nostra comunità senza lottare.

Daremo in seguito notizie ed indicazioni per la protesta a cui, ci auguriamo, parteciperanno in tanti.

Drusiana Vetrano

Deputazione San Gennaro

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