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“Tracciolino”, una lunga storia

Posted by on Mag 1, 2021

“Tracciolino”, una lunga storia

Finalmente si torna a parlare del nostro “Tracciolino”, grazie soprattutto all’intraprendenza di Silvio Zincone, assessore alla cultura del comune di Casalvieri, che ha avuto l’ottima idea di costituire un gruppo Facebook nel quale interagiscono tutti quelli interessati (e sono tanti) alle sorti di questa splendida ma sfortunata strada che mette in collegamento diretto la media Valle del Liri con quella di Comino, seguendo un percorso sinuoso mirabilmente incastonato tra le gole del fiume Melfa.

Per questo ho pensato di fornire alcune brevi “pillole” di storia su di una realtà che merita di essere conosciuta in maniera più approfondita. Iniziamo dal nome: perché si chiama “Tracciolino”? Nei tempi antichi, lì non esisteva una strada ma solo un tratturo, una mulattiera, un piccolo sentiero percorso da pastori e viandanti. Quando nella seconda metà dell’Ottocento s’iniziò a pensare di mettere in collegamento la Valle di Comino con la Valle del Liri, i tecnici incaricati per prima cosa “tracciarono” il percorso della realizzanda strada, ossia segnarono la “traccia” sulla quale poi iniziare i lavori. Da qui è rimasto il nome “Tracciolino” che ancora oggi comunemente si usa per indicare quell’arteria. Della realizzazione di una strada che potesse collegare le due valli limitrofe, si cominciò a ragionare nella seconda metà dell’Ottocento. Dopo alcuni progetti rimasti solamente tali, ecco finalmente qualcosa di concreto con la strada Isernia-Atina-Roccasecca. Tale strada era divisa in vari tronchi. Il VI tronco era proprio quello tra Casalvieri e Roccasecca, fino al cimitero, per una lunghezza di km 14,280. C’era poi il VII e ultimo tronco che dal cimitero di Roccasecca conduceva all’odierna Casilina, allora chiamata Consolare, per una lunghezza di poco meno di 3 km. Nel settembre del 1879 iniziarono i lavori per la realizzazione del sesto tronco da parte dell’impresa Moro. Ma si bloccarono subito dopo (furono ultimati soltanto 6 km) a causa delle enormi difficoltà incontrate nel seguire un progetto che presentava alcune incongruenze di non facile risoluzione. Qualche tempo dopo la ditta Moro comunicò ufficialmente la sua rinuncia ad eseguire il lavoro. Si dovranno aspettare ben cinque anni e un nuovo progetto affinché i lavori sul “Tracciolino” potessero riprendere.  Nel settembre del 1884, a cinque anni dall’interruzione, s’iniziò di nuovo a lavorare sul tratto di strada Casalvieri-Roccasecca e l’opera fu affidata all’impresa Begani. Ancora una volta, però, s’incontrarono tante difficoltà, specie a causa del contesto particolarmente accidentato nel quale andava ad aprirsi la strada, con la ditta che bussò più volte a denari perché incontrava frequenti complicazioni in corso d’opera. Finalmente nell’ottobre del 1888 la strada poteva dirsi completata quasi del tutto: mancavano, infatti, soltanto 2 km. E così il “Tracciolino” iniziava la sua travagliata esistenza. Da notare un passaggio della relazione finale nel quale l’ingegnere direttore dei lavori, così osservava: «La strada sarà sempre pericolosa per i transitanti a meno della costruzione di opere economicamente impossibili». Si riferiva, ovviamente, alla protezione dai massi che cadevano sulla carreggiata dalla sovrastante parete rocciosa. Sono passati un bel po’ di anni da quel 1888 ma, come si può vedere, le difficoltà sono tuttora irrisolte. Con una differenza di non poco conto: allora la strada era aperta al transito mentre oggi è ormai da tempo malinconicamente chiusa. Eppure la moderna tecnologia consentirebbe di realizzare quelle opere alle quali faceva riferimento l’ingegnere e direttore dei lavori. Per cui l’ostacolo più grande da rimuovere non è tanto l’aspetto tecnico e neanche, a ben vedere, quello economico (con un progetto ben articolato si potrebbero intercettare i generosi fondi dell’Unione Europea), bensì la volontà politica. E se manca quella tutto finisce fatalmente per arenarsi. Anche perché, come fa maliziosamente notare più di qualcuno, il “Tracciolino” non porta in dote alcun pacchetto di voti… 

Fernando Riccardi

1 Comment

  1. Che si riapra!! In sicurezza logicamente.
    A prescindere dall, utilita logistica, è uno spettacolo percorrerla per la sua bellezza naturale. Rilassante.. scendondola sentivo un benessere spirituale. Quante volte mi sono fermato x meditare nel suo silenzio… Bellissima!

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