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ARTICOLI DEI RAGAZZI DELLE QUARTE DEL LICEO CLASSICO “G.CARDUCCI” CASSINO, SEMINARI STORICI 2018

Posted by on Apr 12, 2018

ARTICOLI DEI RAGAZZI DELLE QUARTE DEL LICEO CLASSICO “G.CARDUCCI” CASSINO, SEMINARI STORICI 2018

20 Gennaio 1799, i rivoluzionari francesi irrompono nel castello di Sant’Elmo e lo conquistano. In quelle stesse stanze che hanno visto la morte di numerosissimi patrioti, tre giorni dopo il Cardinale Ruffo, esponente politico dei Borbone, sottoscrisse le capitolazioni imposte dai rivoluzionari che non rispettò mai. Di fatto ci volle poco prima che lo stesso cardinale fece nascere un movimento controrivoluzionario che cambiò completamente la storia italiana e napoleonica, il sanfedismo. Questo movimento si formò soprattutto grazie a decine di migliaia di volontari che accorsero da ogni parte del Regno a fronte delle devastazioni che l’esercito rivoluzionario stava provocando in Italia, tra cui saccheggi, distruzioni di opere d’arte, stragi di uomini, tanto che solo nel primissimo periodo della Repubblica furono sterminate circa 13000 persone solo nelle zone del basso Lazio. Numerosissimi furono anche i briganti che si allearono con questo movimento controrivoluzionario grazie all’intervento del re Ferdinando IV che decise di liberare dalle carceri questi colpevoli per partecipare alla controrivoluzione.

Alcuni di questi briganti si possono considerare eroi della patria, tra cui ricordiamo Fra Diavolo, e sicuramente tutti sono stati di grande aiuto per la capitolazione dei francesi, che solo qualche mese dopo sono stati costretti ad abbandonare la Repubblica Partenopea. Bisogna anche sottolineare però che questi briganti spesso provocarono anch’essi immense stragi non solo tra le fila napoleoniche, ma anche all’interno degli stessi paesi che venivano liberati, anche dopo la fuga dei loro stessi avversari.

Tra questi personaggi, sicuramente il più peculiare e sanguinario è Gaetano Coletta, meglio conosciuto come Gaetano Mammone, un uomo descritto da Alexandre Dumas, scrittore francese del 1800, quasi come una creatura mostruosa: “Il ferito rimase in piedi, ma oscillando come se stesse per cadere. Gaetano Mammone gettò la scure, balzò su di lui, con una mano lo tenne appoggiato al muro, con l’altra lacerò – senza che don Clemente avesse la volontà o la forza di opporvisi – la veste da camera e la camicia di batista, gli denudò il petto, strappò via il coltello piantato nella gola e attaccò avidamente le labbra alla ferita, da cui sgorgava un lungo filo scarlatto”. Numerosi sono i racconti che girano intorno a questo personaggio, e come si denota dall’estratto precedente, pare che il brigante amasse il sangue umano, tanto che soleva berlo anche a pranzo, come ci dice Vincenzo Cuoco, suo contemporaneo, nel suo “Saggio storico sulla rivoluzione di Napoli”: “Il suo desiderio di sangue umano era tale, che si beveva tutto quello che usciva dagl’infelici che faceva scannare. Chi scrive lo ha veduto egli stesso beversi il sangue suo dopo essersi salassato, e cercar con avidità quello degli altri salassati che erano con lui. Pranzava avendo a tavola qualche testa ancora grondante sangue; beveva in un cranio…”.

Quest’uomo però fu uno dei banditi che mise più in difficoltà l’esercito francese, tanto che dopo aver guidato una rivolta nelle città di Isola e di Sora contro l’occupazione francese fu nominato fiduciario della zona dallo stesso Fra Diavolo. A seguito di questa impresa il brigante espugnò anche la città di Venafro tagliando le comunicazioni tra Capua e Roma e il 13 Giugno dello stesso anno partecipò alla conquista del ponte della Maddalena a Napoli a fianco dello stesso cardinale Ruffo e di Fra Diavolo. Il declino del Mammone giunse dopo la fuga dei francesi, nel Luglio dello stesso anno, quando non permise al generale sanfedista Giambattista Rodio di passare le porte di Sora dopo aver confiscato i beni di coloro che avevano appoggiato le forze rivoluzionarie, e il generale in segno di sfida, dopo aver raccolto prove riguardo le crudeltà compiute dal brigante, tra le quali spiccano l’uccisione di circa 400 cittadini nella città di Sora e l’ordine di fucilare l’abate di Montecassino, denunciò pubblicamente Mammone al governo che ne ordinò l’immediato arresto, non riconoscendo così, come accadde anche per Fra Diavolo, l’importante peso che quest’uomo aveva avuto per la guerra contro la Repubblica francese, tanto che Mammone, due anni dopo, morì prigioniero nelle carceri della Vicaria, a Napoli.

Un altro personaggio fondamentale fu il sorano Luigi Alonzi detto Chiavone, iniziò l’opera di brigantaggio come informatore del governo italiano durante la Spedizione dei Mille. Viene ricordato, fra le tante, per la vicenda che lo vide protagonista quando giunse gran parte della colonna borbonica alle porte di Sora. Chiavone era alla testa della numerosissima popolazione che gridava “Viva il Re!”e si recò nella sede della guardia nazionale gettando a terra la tabella dipinta con i tre colori i nazionali, un atto per ripristinare lo “status quo ante”. La notte del 3 ottobre, Chiavone e la sua banda forte di 80 uomini, si diedero alla caccia dei liberali fuggiti da Sora. Qualche giorno dopo ebbe modo di dimostrare appieno le sue capacità: La Grange, avendo espletato la parte poliziesca del suo compito con l’arresto di alcuni liberali e la requisizione dei loro beni, lasciò Sora e si avviò con la sua colonna lungo la Valle Roveto per andare ad occupare la sua posizione strategica nella Marsica. Chiavone, con 100 uomini, fungeva da scorta seguendolo dall’alto. Nonostante gli attacchi a cui il popolo sorano era costretto Chiavone riuscì sempre a mantere l’ordine nella città ma, gli stessi legittimisti per i quali lavorò si resero responsabili della sua morte. Quando il tentativo antinazionalista divenne vano, Chiavone fu fatto uccidere il 28 giugno 1862, in un posto imprecisato della boscaglia di Valle dell’Inferno, per ordini del generale Tristany accompagnato dal colonnello Zimmermann che giá da tempo aveva cominciato a rivaleggiare con Chiavone.

 

Beatrice Pescosolido

Claudio Savelli

IV D (liceo classico Carducci Cassino)

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