Alta Terra di Lavoro

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IL RISORGIMENTO DI ANTONIO CIANO

Posted by on Giu 22, 2017

IL RISORGIMENTO DI ANTONIO CIANO

150 anni fa le cupole francesi e inglesi della massoneria internazionale decretarono l’assetto da dare all’Europa e al mondo. Col pretesto della <<Rivoluzione Liberale>> sancirono per la penisola italica il cosiddetto Risorgimento che avrebbe portato all’accentramento del potere politico ed economico sfruttando l’idealismo di qualche benpensante. Riuscirono nell’operazione.

All’interno di questo disegno individuarono, come nemico da distruggere, la Chiesa Cattolica, l’Impero Asburgico e il Regno delle Due Sicilie. Il Mezzogiorno d’Italia, soprattutto sotto i Borbone, era il felice contenitore geografico in cui cresceva e si moltiplicava un popolo che storicamente non ha mai prodotto sudditi ma uomini liberi per via delle benefiche influenze filosofiche originarie della Magna Grecia, di stampo epicureo, in cui risaltava l’importanza della persona umana e del suo pensiero assolutamente irreprimibile.

Il Pensare, l’Estro, la Fantasia del Napoletano, del Siciliano, del Meridionale viene dal centro del sapere, a cui, oggi si rifà, dopo Roma, tutta la cultura occidentale. Ben se ne erano accorti i Borbone, i quali diedero al popolo maggior importanza di quanto non se ne potesse dare alle aristocrazie e alto-borghesie pur presenti nel territorio, da cui sarebbe venuto il tradimento della Patria durante l’invasione massonica. A maggior ragione andava soppresso il <<Regno Felice>>, in quanto, per la prima volta al mondo, si sperimentava la grande idea di San Leucio, pericoloso meccanismo statuale che avrebbe potuto determinare un diverso assetto politico ed economico dell’Europa.

Per la prima volta, dopo duemila anni, venivano codificate le basi filosofiche dei Vangeli e le stesse parole di Cristo fondate sull’uguaglianza: Ama il prossimo tuo come te stesso. L’affermazione di questa realtà sarebbe stata non solo nefasta ma mortale per l’assetto politico-ideologico liberal-massonico, in quanto, essa, per via dell’Imprimatur Cristiano, sarebbe stata meno estirpabile di esperienze fondate su visioni meramente terrene, come sarebbe accaduto poi col marxismo. Del resto le molteplici comunità monacali presenti nel meridione d’Italia avevano spianato il terreno a tale mirabile e non certo utopistica sperimentazione. Di fronte a tali fatti, reputati fatali per le ideologie liberali, la massoneria europea scatenò tutta la sua potenza distruttrice contro il Regno Due Sicilie e la Chiesa, assoldando mercenari di ogni risma e di ogni nazione. I massoni liguri << infrancesati>> Garibaldi e Bixio, fatti passare dalla setta mondiale per socialisti, con i Mille, longobardi, e l’appoggio delle grandi potenze massoniche di allora ( l’Inghilterra e la Francia) e le quinte colonne dei residui borghesi e feudatari sopravvissuti nel Sud ( Poerio, Scialoja, De Virgili, Pilo, De Santis, Crispi, De Pretis, Liborio Romano ecc. ecc.) misero a ferro e fuoco il Mezzogiorno d’Italia massacrando le sue genti pacifiche per via della propria cultura, retaggio della sua storia millenaria.

Compiuta la colonizzazione e la conquista del Sud, dopo aver massacrato oltre un milione di liberi cittadini che si erano opposti da eroi alla calata dei barbari, dopo aver bollato i nostri patrioti, i nostri partigiani col marchio di briganti e dopo aver posto serti trionfali ed aureole sulle teste bacate degli avventurieri, dei mercenari, dei delinquenti comuni e dei criminali di guerra immortalandoli nei nostri libri di storia, la massoneria diede inizio alla spoliazione di tutti i beni e le ricchezze accumulati nel Sud, culturali, bancari, finanziari o religiosi. Iniziò quindi l’immane diaspora che doveva vedere nell’arco di un secolo le genti del Sud disperse in tutto il pianeta. Esse con le sudate rimesse di migliaia di miliardi hanno arricchito le tasche della massoneria europea e dei barbari longobardi che, con la colonizzazione dell’ex << Regno Felice>>, arrestarono la loro emigrazione, la loro fame secolare.

Quella Massoneria, sempre più potente, è riuscita in questo secolo ad infiltrarsi e dominare, prima con i Savoia e con il fascismo, poi a introdurre una Costituzione repubblicana che, accanto ad alcuni affermati principi di libertà salvaguardava la centralizzazione ad essa cara per dominare comunque, anche in chiave cosiddetta “ democratica”, i destini del popolo.

Allora, è lecito interrogarsi sulle ragioni che hanno portato una parte dell’Italia, un tempo ricca e prospera, a diventare la cenerentola dell’Europa? Allora in che misura questa Repubblica è democratica, se in tutti i gangli importanti della vita istituzionale, finanziaria, bancaria, politica, economica, militare, giudiziaria e professionale affiorano massoni di ogni risma? Dal costituzionalista Labriola all’ex Presidente del Consiglio Berlusconi la lunga pletora di tessere massoniche si è susseguita senza soluzione di continuità. Le <<sette>> segrete continuano a dominare servendosi anche del braccio armato della <<MANDRACA>>( mafia-‘ndrangheta-camorra), togliendo il respiro all’immobilizzato Sud, alla libera gente della Magna Grecia sotterraneamente manipolando storia, cultura, vita politica e sociale. Se è vero come è vero che peggio dell’AIDS c’è solo la Massoneria, ce la dobbiamo aspettare anche pronta ad infiltrarsi nelle fila di qualsiasi movimento di riscatto del Sud, proprio come fece nell’ex Regno delle Due Sicilie 154 anni fa.

Bisogna vigilare giorno e notte se vogliamo dare inizio ad una battaglia di libertà e di bonifica in tutta l’area Meridionale, e perché no, nazionale ed internazionale.

Tale bonifica sarà possibile con una chiesa razionale, moderna ed evangelica, sposando il postulato cristiano dell’<<Ama il prossimo tuo come te stesso>>, sulle orme di quanto iniziato a San Leucio, si muoverà contro la bestia massonica oggi come ieri, vestita col manto di falsa <<RIVOLUZIONE LIBERALE>> che produce sfruttamento dell’uomo sull’uomo, enormi ricchezze contrapposte ad abissali povertà, a schiavitù sempre più scientificamente aberranti. Non è possibile che 400 famiglie detengano l’80% della ricchezza mondiale: è immorale, è indecoroso, è indegno di una civiltà umana chiamata tale. Berlusconi appartiene ad una di quelle famiglie, appartiene alla massoneria nazionale ed internazionale, è figlio politico di quel Partito Liberale e massonico che ha distrutto e massacrato il Sud e lo ha reso colonia del Nord, dei Savoia, di Cavour e Garibaldi.

A noi il compito di destare le genti del Sud, a noi il compito di svegliare le coscienze sopite da 153 anni di vergognose mistificazioni storiche; a noi il compito difficile e gravoso di ridestare la memoria storica, di affondare la nostra coscienza nelle radici culturali, nelle tradizioni delle nostre popolazioni, nella religione dei nostri padri. Solo così possiamo sconfiggere una volta per sempre il Blocco del Nord costituito ieri da Cavour, portatore malefico della rivoluzione liberale e da quella sinistra garibaldina altrettanto malefica, che in un modo o nell’altro, ha appoggiato quella rivoluzione. Era solo reazione.

 

Per distruggere il sud e la sua economia, ce l’han messo proprio tutta. Hanno massacrato i nostri uomini più coraggiosi, hanno fucilato, impiccato incarcerato uomini, donne e bambini. Hanno desertificato il nostro territorio. Hanno derubato tutte le nostre riscorse bancarie, industriali, commerciali e turistiche. Anche la nostra repubblica, nata dalla resistenza, sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo, continua, imperterrita, a declassare il Sud a favore del Nord padano. Il Banco Di Napoli e il Banco di Sicilia sono stati fatti assorbire dal San Paolo Imi di Torino a dall’Unicredit di Milano, come volevasi dimostrare. Gli imprenditori del Sud sono costretti a chiedere mutui al Nord, e regolarmente vengono strozzati. Migliaia di commercianti hanno dovuto chiudere le loro serrande, strozzati non solo dalla concorrenza dei 19.000 supermercati del nord ma dalla Mandraca SPA e dallo Stato, che in egual misura, chiedono loro tangenti e tasse. Le industrie che contano stanno solo al Nord; la Finanza speculativa e non, sta al Nord al Centro e al Sud. La Borsa sta a Milano. Non più a Napoli, a Bari, o a Palermo. L’Economia che chiamano italiana è solo Tosco-Padana. IL Sud non ha più economia.

Tutte le compagnie di Assicurazioni sono del Nord padano, o forestiere, facendo pagare ai meridionali premi da strozzo, come pure le compagnie telefoniche.

Il sud è ricco di giacimenti petroliferi. L’ENI dà ai paesi produttori della Basilicata il 7%; alla Libia dà dal 55 al 90%. Questa è super colonizzazione.

La Germania Ovest, ha inglobato la Germania Est. In 20 anni, i tedeschi hanno reso equanimi le due economie. Oggi la Germania è la nazione più ricca ed avanzata della Comunità Europea. In Italia abbiamo ancora uno Stato ottocentesco, centralizzato. Le sue leggi burocratiche sono le peggiori al mondo, sono piemontesi e sabaude. Stanno strozzando l’Italia, ma a tutti fanno credere che siano borboniche. Le tasse centralizzate sono piemontesi: danno modo ai furbi di evadere 180 miliardi di tasse. A pagare sono sempre gli stessi: operai, impiegati, pensionati. Con il sistema fiscale borbonico non era possibile. Era quasi perfetto e gli evasori finivano in galera.

I porti e le spiagge sono tutti demaniali, cioè dello Stato. I proventi doganali ammontano a miliardi di Euro. I porti sono una fonte di ricchezza incredibile. La Lombardia e il Piemonte non li posseggono, né hanno spiagge i cui concessionari pagano tangenti allo stato e alla Mafia.I comuni sono estranei a detti proventi. Immaginate i proventi del Porto di Napoli, di Palermo, di Bari, di Taranto, di Salerno, di Brindisi, di Gioa Tauro, di Gaeta e di altri porti del centro e nord Italia. Sono miliardi di euro che vanno ad ingrossare ed ingrassare le casse dello Stato, a danno del Sud. I porti e i loro proventi devono andare ai comuni di competenza. Come pure le spiagge, i musei, i templi, tutti del Sud. Città come Napoli, Caserta, Palermo, Selinunte, Pompei, Piazza Armerina, Paestum, sono ricchissime di Templi e Musei, palazzi storici beni demaniali da recuperare per dare lavoro ai nostri giovani. L’Italia è in crisi profonda, il sud è morto dal 1861; non ha infrastrutture stradali, né ferroviarie. La scuola è ottocentesca, la ricerca menomata. L’Italia ha bisogno del sud, per primeggiare in Economia. Il sud è morto da 154 anni, da quando fu invaso, senza dichiarazione di Guerra, dai Savoia di origine e lingua francese. Crearono la Questione Meridionale. Se non si risolve la quale, dando autonomia al sud, possibilmente in una Macro regione, l’Italia sarà attraversata da una spinta secessionistica. Gli Stati preunitari stanno riprendendo la loro identità è la spinta secessionista è agli albori, ma forte: il Trentino, il Veneto e il Sud si stanno attivando. Noi non vogliamo separarci dai 13 milioni di meridionali che vivono al Nord, ma se il Governo dorme e non darà autonomia al Sud, il passo sarà breve. Lotteremo per il nostro risorgimento. L’unica possibilità di salvezza, è quella di confederare l’Italia in tre Macroregioni. L’Italia confederata l’aveva proposta Ferdinando II di Borbone nel 1836.

Antonio Ciano

 

 

 

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