Alta Terra di Lavoro

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Inizia il campionato di calcio ma Maradona e sempre il Re

Posted by on Ago 20, 2016

Inizia il campionato di calcio ma Maradona e sempre il Re

domani inizia un nuovo campionato di calcio di serie A italiano che rappresenta non più un evento sportivo, la stessa cosa dicasi delle olimpiadi, ma un evento televisivo e quindi come tale va trattato. L’ultima freccia nera, non voglio nemmeno nominarlo, che in 12 mesi abbassò di un secondo il tempo su i 100 mt, s’è paragonato ad Alì nonostante non è nemmeno l’unghia del dito mignolo del piede del grande Alì, e se lo potessi vedere gli farei notare che ha dimenticato di citare l’ultimo Re di Napoli “Diego Armando Maradona”. Di seguito un bel articolo di erminio de biase, che sabato 27 agosto ci parlera dell’ultima regina di napoli, Maria Sofia al Campo dei Briganti di Caspoli  che vi invito a leggere.

Pensieri & parole…

‘A cammisa can un vo’ sta’ cu tico,

pigliala e stracciala!

PROVERBIO NAPOLETANO

 

Sta per cominciare un altro campionato di calcio ed è inutile nascondersi dietro un dito: il tradimento del numero 9 del Napoli ci ha feriti tutti, è stato un pugno allo stomaco. Il problema, però, non sta nel trasferimento ad altra squadra, cosa normalissima nel mondo del calcio, ma per come è avvenuto: per dirla con Dante, il modo ancor m’offende. Vorrei, perciò, chiedergli: “Come hai potuto tu, meschino ed ipocrita mercenario sudamericano, baciare la maglia, la mia maglia azzurra, quando segnavi un gol?!?” Alla luce dei fatti, quell’atto di (apparente) affetto sembra premonitore: a chi si associa il bacio se non al nome di Giuda? Addirittura, pare proprio che, centesimo più, centesimo meno, il valore degli attuali novanta milioni di €uro pagati per il suo “valore” corrisponda proprio ai trenta denari di duemila anni fa…

Ho detto: “Dopo aver segnato un gol…” e di gol ne ha fatti tanti, veramente tanti. Non s’illuda, però, la vecchia bagascia (pardon, la vecchia signora) che quest’anno egli ne segnerà altrettanti: la storia non si ripete. Quando avrà visto sfumare per l’ennesima volta quel trofeo tanto ambito e per cui si è svenata, allora, e solo allora, si pentirà amaramente di aver sborsato una somma tanto spropositata per un calciatore quasi trentenne. Sì, perché nemmeno quest’anno i bianconeri alzeranno al cielo l’agognata coppa dalle “grandi orecchie”. Ancora una volta, la perderanno, auspicabilmente alla finale. Scommettiamo? Probabilmente si prenderanno l’ennesimo scudetto e pure la Coppa Italia ma non la Coppa Campioni, perché questa la devono vincere, mentre titolo italiano e coppitalia, come al solito, glieli faranno vincere…

Inoltre, se Atene piange, Sparta non ride: è certo che Higuain (29 anni) risolva i loro guai, visto che la contropartita è stata la cessione di Pogba (23 anni) il quale peraltro, paradossalmente, è andato a rafforzare una loro diretta concorrente per la Champions? Oggi va così e se i giocatori se ne vogliono andare altrove, le squadre di appartenenza non possono opporsi. Ecco il perché dell’esistenza della clausola compromissoria: se non posso trattenerti, che mi strapaghino! E De Laurentiis ha trovato chi lo ha strapagato.

Purtroppo, non c’è più il calcio di una volta; oggi, il profitto è il moderno Moloch che tutto si porta via, a cominciare dai sentimenti. “Non sono in tanti gli atleti che seguono il loro cuore.” – ha dichiarato pochi giorni fa quel gran signore di Francesco Totti che di sentimenti ne capisce – “Scelgono di andare altrove per vincere e guadagnare di più, sono un po’ come i nomadi… …è del tutto normale che quando uno straniero arriva in Italia abbia la possibilità di andare in un’altra squadra per fare più soldi. … non è che tutti gli stranieri sono Maradona”.

Già… Maradona, Diego Armando Maradona, ancora oggi emblema del Napoli, che ama ancora Napoli ed i napoletani che, a loro volta, lo ripagano con lo stesso, infinito affetto; Diego Armando Maradona che, in un’analoga situazione, trent’anni fa, rifiutò un assegno di cinquemilionididollari del signor Agnelli e che in seguito, ebbe occasione di affermare: “Io ero la Bandiera del Sud, per questo non sono mai passato al Milan!

Ecco qual è la differenza tra una bandiera e una mappina.

 

Erminio de Biase

 

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