Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Quando ‘L’Osservatore Romano’ raccontò che nel Sud i piemontesi fucilavano pure i fanciulli!

Posted by on Gen 8, 2021

Quando ‘L’Osservatore Romano’ raccontò che nel Sud i piemontesi fucilavano pure i fanciulli!

I piemontesi, subito dopo la ‘presunta’ unificazione italiana, avevano il fucile facile. E fucilavano anche i bambini. Come hanno fatto in Sicilia, a Castellammare del Golfo, nei primi giorni di Gennaio del 1862. Ma lo hanno fatto anche in altre parti del Sud, come testimonia un articolo e ‘L’Osservatore Romano’. Perché non bisogna dimenticare 

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“FANCIULLI” TRATTA DEI BAMBINI NEL REGNO D’ITALIA E IN TERRA DI LAVORO

Posted by on Giu 7, 2020

“FANCIULLI” TRATTA DEI BAMBINI NEL REGNO D’ITALIA E IN TERRA DI LAVORO

Senza scomodare Milan Kundera credo che mai nella storia dell’uomo ci sia stata una cancellazione di una Nazione con 8 secoli di vita, quella napolitana, avvenuta con tale disinvoltura e spudoratezza, come mai s’è assistito ad una trasformazione antropologica come quella subito da un popolo che da napolitano s’è trovato da un giorno all’altro ad essere meridionale di una subnazione.

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La storia dei ‘piccoli disgraziati sanniti’ e i Fanciulli delle Mainarde

Posted by on Mag 16, 2020

La storia dei ‘piccoli disgraziati sanniti’ e i Fanciulli delle Mainarde

Ovvero quando i bambini molisani, e non solo, erano “venduti” per miseria ed erano la vergogna d’Italia.

Quella che vado a raccontare è una storia sconosciuta ai più. È, senza dubbio, la pagina più drammatica dell’emigrazione molisana e laborina. Vide per protagonisti tantissimi bambini provenienti dal Circondario di Isernia, specificatamente dalla valle del Volturno e da San Polo Matese, territori accomunati dalla tradizione della zampogna. L’ho ricostruita sulla base di documenti conservati negli archivi che ci raccontano della “vendita” , da parte dei genitori, dei propri figli a quelli che venivano definiti “padroni”.

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«QUANDO NAPOLI ERA CAPITALE» di GIUSEPPE PIANELLI (XIII)

Posted by on Mar 8, 2021

«QUANDO NAPOLI ERA CAPITALE» di GIUSEPPE PIANELLI (XIII)

CAPITOLO IV
L’ECCLISSE DEL REGNO ILLUMINATO

Per la sedicenne Maria Carolina discendere dall’”Austria felix” alla felicissima Napoli fu come passare da un monastero di clausura ad un ballo mascherato. Come tutto, a cominciare dalla reggia, nel suo paese era sobrio, solenne, misurato, così a Na­poli, a cominciare dalla natura, era fastoso, leggiadro, esagerato. Lo sposo, il diciassettenne Ferdinando era tenero e allegro e la corte faceva di tutto per procurare agli sposini ogni letizia. Il rigido “ce­rimoniale spagnolo” di Schönbrunn, i rigidissimi orari dell’Im­peratrice madre, restarono solo un ricordo uggioso da cancellare fra feste, ricevimenti, colazioni sull’erba e giochi con le dame e i cava­lieri fra i boschetti e le cascate di Caserta, a Capodimonte, a Portici, nei “siti reali”, nei teatri dove si esibiva la massima fioritura di mu­sicisti e di cantanti d’Europa.

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BUROCRAZIA BORBONICA

Posted by on Mar 7, 2021

BUROCRAZIA BORBONICA

Quando in Italia la pubblica amministrazione o la macchina dello stato non va, o se una legge appare ingiusta, meschina, pignola, contro il cittadino, viene fuori il solito luogo comune: «burocrazia e/o leggi borboniche», dal chiaro significato negativo.

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