Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Liberalizzare la pesca del corallo (1856)

Posted by on Nov 26, 2022

Liberalizzare la pesca del corallo (1856)

Sapevi che Ferdinando II intese favorire la pesca del corallo in diverse aree del Mediterraneo esercitata dalle imbarcazioni battenti bandiera del Regno delle Due Sicilie. Così, in effetti, stabilì, con un decreto del gennaio 1856, con il quale veniva approvato un regolamento costituito di 28 articoli. In sostanza, esso liberalizzava l’entrata e l’uscita dei pescherecci corallini, qualunque fosse la destinazione. Ogni barca, che non poteva avere più di 14 uomini d’equipaggio, doveva essere ben munita di provviste da bocca (biscotti, paste lavorate, patate, legumi, olio, lardo, segale) e di attrezzi utili (canapa lavorata per reti e funi; remi). Il responsabile dell’imbarcazione, che doveva recare sui documenti la dizione di padrone di pesca di corallo, doveva avere almeno 21 anni e vantare un’esperienza quinquennale nel settore. L’esercizio della pesca era disciplinato per i mari della Corsica, della Sardegna, delle Isole Jonie, delle coste d’Africa, della Romagna, oltre a quelli del Regno duosiciliano. Al fine di evitare tensioni e risse, un’imbarcazione non poteva accostarsi a pescare nello stesso scoglio corallino ove si trovasse un’altra barca o dove questa avesse lasciato il segno di occupazione (detto pedagno), ma doveva tenersi ad una distanza di almeno 100 passi da tutti i lati.

fonte

http://decretiamo.blogspot.com/2010/01/liberalizzare-la-pesca-al-corallo-1856.html

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Le navi, gli scogli e la solidarietà (1825)

Posted by on Nov 25, 2022

Le navi, gli scogli e la solidarietà (1825)

Sapevi che esattamente 187 anni fa, all’indomani della morte di Ferdinando I, tra il 5 e il 7 gennaio 1825 accadde nell’Adriatico, lungo le coste del Regno delle Due Sicilie, qualcosa di analogo a quanto si è verifcato nei giorni scorsi nelle acque del Tirreno, nei pressi dell’Isola del Giglio, alla nave da crociera “Costa Concordia“.

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Tutti gli uomini del “Francesco I” (1829)

Posted by on Nov 24, 2022

Tutti gli uomini del “Francesco I” (1829)

Sapevi che lo yacht reale di Francesco I contava complessivamente 282 persone fra ufficiali, equipaggio e domestici. Il numero però variava, anche di molto, a seconda dello stato in cui si trovava l’imbarcazione, ovvero se armata, se svernante o se in disarmo. La pianta organica fu decisa, in effetti, con un decreto dell’aprile 1829, firmato a Napoli dal secondo sovrano del Regno delle Due Sicilie. Sicché il Francesco I, questo il nome dello “scafo” reale, aveva 156 uomini quand’era armato. Fra di essi: 57 marinai, 10 grumetti, 10 domestici, 22 cannonieri, 4 piloti e 3 timonieri, senza contare comandante, nostromi, ufficiali, chirurgo e aiuto, cappellano, cuoco, dispensiere, maestri vari e musicisti. Quando svernava, invece, lo yacht era composto di 72 uomini: la diminuzione riguardava in particolare marinai (ridotti a 40) e cannonieri (ne rimaneva uno solo). Infine, se era in disarmo, non aveva più di 13 uomini: un nostromo, 2 sottoufficiali e 10 marinai.

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Illuminare le coste (1859)

Posted by on Nov 19, 2022

Illuminare le coste (1859)

Sapevi che Ferdinando II volle mettere in sicurezza la navigazione delle coste della parte continentale del Regno delle Due Sicilie, adottando un sistema di illuminazione notturna del litorale e delle spiagge. Così fece, in effetti, approvando nel marzo del 1859 un decreto che prevedeva la realizzazione di una serie di fuochi, ossia di fari.

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Arte dell’interpretazione autentica (1851)

Posted by on Nov 16, 2022

Arte dell’interpretazione autentica (1851)

Sapevi che per risolvere conflitti di competenza e possibili ambiguità circa la conservazione dei monumenti Ferdinando II firmò, nel maggio 1851, un apposito decreto. Con il quale, prendendo spunto dal caso del restauro dell’Arco Felice sulla strada da Caserta a Capua e a chi spettassero le relative spese, materia peraltro già rimessa al Consiglio di Stato, il terzo sovrano del Regno delle Due Sicilie intese risolvere la questione con un’interpretazione autentica.

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