Siamo tra il 1852 e il 1855, Ferdinando II, Re delle Due Sicilie, commissionò un opera straordinaria da fare come regalo alla sua amata Regina Maria Teresa d’Austria, da lui affettuosamente chiamata “Tetella”. Si trattava di un album di opere pittoriche e poesie. Non un semplice album di disegni, ma una raccolta composta da oltre settanta opere originali tra dipinti, acquerelli, tempere, disegni e testi poetici, realizzati dai più importanti artisti del Regno delle Due Sicilie. Un oggetto che andava molto di moda presso le corti dell’epoca.
recitato nel dì 12 novembre 1859 nella Cattedrale di Castellamare da Monsignor D. Francesco Saverio Petagna Vescovo di detta Diocesi e Cavaliere del Real Ordine Francesco i. ecc. nei solenni funerali fatti dal Municipio
Già nel 1838 Castellammare, i Granili, Pietrarsa, Mongiana avevano raggiunto la piena produzione; nel 1845 le Due Sicilie avevano la seconda o terza marina mercantile del mondo. Invece Milano, al momento dell’unità – cioè quindici anni dopo – non era ancora al primo tentativo grand’industriale.
C’è una verità storica che merita di essere ricordata. Battipaglia nasce nel 1858 per volontà di Re Ferdinando II di Borbone, nell’ambito di un grande progetto di bonifica della Piana del Sele già avviato negli anni precedenti.
Dopo il devastante terremoto del 16 dicembre 1857, che colpì il Vallo di Diano e la Basilicata causando migliaia di vittime, il Sovrano non si limitò ai soccorsi: trasformò una tragedia in un’opportunità di rinascita. Nacquero così le “Comprese”, un innovativo villaggio agricolo destinato ai terremotati, ai quali furono assegnate una casa, un appezzamento di terra e un lavoro nelle opere di bonifica e nella costruzione della nuova colonia. Un esempio concreto di assistenza, sviluppo e lungimiranza sociale.
È vero che Battipaglia divenne Comune autonomo nel 1929, durante il periodo fascista, ma la sua fondazione risale a oltre settant’anni prima ed è un’opera del Regno delle Due Sicilie. Confondere la nascita della città con la sua autonomia amministrativa significa alterare la storia.
Dal 1995, il busto di Ferdinando II in Piazza della Repubblica ricorda a tutti il sovrano che pose la prima pietra della Battipaglia moderna.
L’Inghilterra? “’Ntustata comme ‘o maccarone senza pertuso”. La Francia? “Fetosa comm’a femmena ca nun trova marito”.
Quando era di buon umore, cosa che gli capitava spesso, Ferdinando II di Borbone Due Sicilie intratteneva ministri, diplomatici e segretari come un attore consumato, tralasciando le formalità per esprimersi in napoletano stretto, la lingua che amava parlare con gli amici e in famiglia.