GARIBALDI, IL SERVO LIBERISTA DELLE DUE LONDRE (II)
Lorenzo Piccolo
Ovvero colonizzazione mentale e rieducazione alla minorità dei terroni nei partiti socialista e comunista italiano.
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Ovvero colonizzazione mentale e rieducazione alla minorità dei terroni nei partiti socialista e comunista italiano.
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Più che l’eroe socialista dei Due Mondi, Giuseppe Ommemme’ Mezarecchia (al secolo, Garibaldi) è stato il servo delle Due Londre: quella all’apice del dominio attraverso l’Impero britannico e la nuova Londra, ovvero quella Washington che avrebbe dato vita ad un impero ancora più devastante di quello inglese.
Read MoreClaudio Saltarelli
Mi chiama dopo un po di tempo il caro amicoPietro Caserta, un ex funzionario della Polizia di Stato, per invitarmi ad una presentazione del libro di un suo collegaAntonio Sferragatta, in pensione come lui, che ha scritto sul risorgimento e ovviamente su “Don Peppino Garibaldi”, ma come succede ormai da anni, in totale dissonanza con la vulgata dominante istituzionale e sempre come accade da anni, pieno e zeppo di documenti d’archivio fondamentali per chi vuole contribuire al ripristino di verità storiche sotterrate. La presentazione è avvenuta nella bellissima sala dellaChiesa San Salvatore a Corte di Capuae nonostante il gran caldo era piena di gente con tutte le autorità militari d’ordine pubblico e di stato locali in presenza come si confà ad un evento organizzato da un funzionario della Polizia di Stato. A circa metà della presentazione si alza un personaggio che comincia ad urlare come un forsennato offendendo l’autore, i relatori e i presenti perché si stava mettendo in discussione l’Unità Nazionale con delle argomentazioni che nulla di nuovo hanno portato al dibattito zeppe di inesattezze e demagogiche tesi che ascoltiamo e leggiamo da decenni, nulla di nuovo sotto questo cielo! Gli animi si sono surriscaldati e la tensione è arrivata alle stelle con il facinoroso che, recitando bene il copione che s’era preparato, continuava ad alimentare con l’unico scopo di far saltare la presentazione fallendo nel suo intento perché i presenti lo hanno isolato e ridicolizzato. Un altro personaggio ha voluto prendere la parola esprimendo la sua opinione storica pensando di dargli un peso perché allievo di accademici storici nazionali dimenticando che sono proprio quelli che da 160 dettato le linee guida su quello che viene scritto su i libri scolastici quando si parla di risorgimento o della vandea italiana. La serata è terminata con una bella atmosfera e chi pensava di rovinarla ha ottenuto l’effetto contrario facendomi nascere, però, delle riflessioni che di seguito espongo:
come già ho espresso in altre sedi se fino a pochi anni fa noi insorgenti eravamo costretti ad inseguire la vulgata dominante su i temi dell’unità d’Italia oggi, senza nemmeno troppa fatica, vediamo la situazione ribaltata e chi pensava di essere depositario della verità ora è in grosso affanno nell’inseguirci nonostante andiamo avanti piano e a zig e zag. Stanno affogando nel fiume carsico della storia negata che è emerso in superfice senza sapere come navigarlo nonostante le zattere e i salvagenti che le istituzioni pubbliche gli hanno dato in dotazione. I loro sforzi sono messi a dura prova dopo anche il discorso a camere riunite alParlamento Italiano da Carlo III di Inghilterra. Sul falso mito diGaribaldiormai nemmeno alle scuole elementari ci credono più e dopo l’importante lavoro di tanti ricercatori e studiosi indipendenti tra cui spiccano “i nostri”Vincenzo Giannonee diErminio De Biaseche da anni ricercano, studiano e divulgano la storia sconosciuta del nizzardo, si aggiunge anche l’ultimo lavoro diAntonio Sferragattache ci fa conoscere documenti inediti presi soprattutto nella corposa biblioteca delMuseo Campano di Capuaa cuil’Ass. Id. Alta Terra di Lavoroè molto legata. Di seguito il video integrale della presentazione e dove acquistarlo
Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente.(Indro Montanelli)
Garibaldi era di corporatura bassa, alto 1,65, ed aveva le gambe arcuate. Era pieno di reumatismi e per salire a cavallo occorreva che due persone lo sollevassero. Portava i capelli lunghi perché, avendo violentato una ragazza, questa gli aveva staccato un orecchio con un morso. Era un avventuriero che nel 1835 si era rifugiato in Brasile, dove all’epoca emigravano i piemontesi che in patria non avevano di che vivere. Fra i 28 e i 40 anni visse come un corsaro assaltando navi spagnole nel mare del Rio Grande do Sul al servizio degli inglesi che miravano ad accaparrarsi il commercio in quelle aree. In Sud America non è mai stato considerato un eroe, ma un delinquente della peggior specie. Per la spedizione dei mille fu finanziato dagli Inglesi con denaro rapinato ai turchi, equivalente oggi a molti milioni di dollari. In una lettera, Vittorio Emanuele II ebbe a lamentarsi con Cavour circa le ruberie del nizzardo, proprio dopo “l’incontro di Teano”: “… come avrete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda Garibaldi, sebbene – siatene certo – questo personaggio non è affatto docile né cosí onesto come lo si dipinge e come voi stesso ritenete. Il suo talento militare è molto modesto, come prova l’affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso qui, ad esempio l’infame furto di tutto il danaro dell’erario, è da attribuirsi interamente a lui che s’è circondato di canaglie, ne ha eseguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una situazione spaventosa”.
Read MoreIGNAZIO COPPOLA
DATE E ANNIVERSARI 2 GIUGNO 1946 NASCITA DELLA REPUBBLICA E FINE DELLA MONARCHIA 2 GIUGNO 1882 MORTE DI GIUSEPPE GARIBALDI
Read MoreGaribaldi, dittatore a Napoli nel 1860, concesse il monopolio dei tabacchi e le strade ferrate del Regno delle Due Sicilie al banchiere Adriano Lemmi di Livorno (in foto), Gran Maestro della Massoneria; i Napoletani ci rimisero moltissimo, vincolandosi per anni e sottoponendosi al carico di 650 milioni di lire, spesa preventiva che assicurava a Lemmi l’utile del 7% senza che avesse sborsato nemmeno un centesimo. Lemmi viveva a Londra, dove era diventato amico di Giuseppe Mazzini; finanziò la spedizione di Carlo Pisacane del 1857 e quella di Garibaldi del 1860. Ferocemente anticattolico, dichiarò: “La scomparsa del potere temporale dei papi è il più memorabile avvenimento del mondo”. Potere che passò direttamente dal papa a lui e ai suoi confratelli banchieri che lo detengono tutt’oggi.
