Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

PIEDIMONTE MATESE E I SUOI FIGLI

Posted byon Ott 21, 2026

PIEDIMONTE MATESE E I SUOI FIGLI

Iniziativa della amministrazione comunale a guida Vittorio Civitillo, che ha voluto così rendere omaggio ai diversi personaggi del passato che, ognuno nel suo campo, ha scritto pagine di storia della cittadina e di tutto l’Alto casertano.

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L’epidemia di colera del 1893 a Cassino 

Posted byon Ott 20, 2026

L’epidemia di colera del 1893 a Cassino 

L’epidemia di colera del 1893 a Cassino tra ispezioni, inondazioni e scioglimento dell’Amministrazione Iucci

Gaetano de Angelis-Curtis

Ilcholera morbuso colera asiatico raggiunse per la prima volta l’Europa nel corso del 1830 nell’ambito della seconda pandemia originatasi nel Bengala. Da quel momento e per tutto l’Ottocento il morbo dilagò ciclicamente nel vecchio continente funestandolo particolarmente negli anni 1841-1856, 1865-1874, 1884-1886, 1892-1895, mentre, in particolare, l’Italia fu interessata da sei pandemie, di cui la prima attestatasi tra il 1835 e il 1837 con alte percentuali di decessi. In quegli anni il colera ebbe un forte incidenza di diffusione tra la popolazione in quanto, al momento della sua comparsa, erano del tutto sconosciute le cause al pari degli agenti eziologici responsabili della malattia. Questi ultimi, per la verità, vennero individuati da Filippo Pacini1nel 1854, ma i suoi studi non furono presi in considerazione per cui bisognò attendere quelli di Robert Koch del 1884. Invece nel 1865 Arnaldo Cantani, clinico medico, sulla base delle sue analisi sul colera asiatico, aveva avanzato delle proposte terapeutiche ma anche i rimedi prospettati passarono quasi inosservati in Italia e all’estero nonostante numerose fossero state le sue pubblicazioni sull’argomento2.

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ASCESA DELLA BORGHESIA IN TERRA DI LAVORO, SINTESI DI ANTONIO FORGIONE

Posted byon Dic 29, 2025

ASCESA DELLA BORGHESIA IN TERRA DI LAVORO, SINTESI DI ANTONIO FORGIONE

Abbiamo già pubblicato un interessante studio diAlessandro Marrasulla borghesia nascente in Terra di Lavoro negli ultimi anni di vita delRegno delle Due Sicilieche grazie alla volontà diFerdinando IIraggiunse in pochi anni uno sviluppo economico e sociale che se approfonditi come meritano dal mondo accademico metterebbero in forte imbarazzo l’enorme esercito di prezzolati che ormai non hanno nemmeno rispetto per se stessi. Di seguito una sintesi dello studio realizzato daAntonio Forgioneche pubblichiamo in una sequenza di pannelli.

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Ciccilla, la brigantessa che fece tremare la Sila

Posted byon Dic 4, 2025

Ciccilla, la brigantessa che fece tremare la Sila

InCalabria c’è una storia che nessuno dovrebbe dimenticare, una storia di polvere, boschi, sangue e libertà.

La storia di Ciccilla, la brigantessa, il suo vero nome era Maria Oliverio, nasce in località Casole Bruzio, nel comune di Casali del Manco nel 1841. Ma quel nome presto le stette stretto, perché Ciccilla non fu una donna qualunque:

fu una di quelle anime che scelsero la ribellione quando la vita non offrì altra strada

Dopo l’Unità d’Italia, quando il Sud venne travolto da povertà, tasse insostenibili e repressione, tanti uomini finirono nei boschi.

Ma una donna capace di guidare una banda era qualcosa di impensabile, eppure Ciccilla lo fece.

Quando il suo compagno, il brigante Pietro Monaco fu ucciso, fu lei a prendere il comando e sfidò lo Stato nei boschi della Sila tra il 1861 e il 1863. Le cronache dell’epoca – spesso gonfiate per propaganda – la descrivevano feroce, spietata, “più pericolosa degli uomini”. Tutti la temevano.

E lei, questo terrore, lo trasformò nella sua forza.

Fu una brigantessa autentica, una figura rara e scomoda per il suo tempo: troppo indipendente per essere sopportata, troppo coraggiosa per essere ignorata.

Nel 1864 venne catturata a Pedace. Catene ai polsi, sguardo alto. Da lì la sua storia si perde nelle prigioni del Regno d’Italia, ma il mito no. Quello è rimasto vivo.

✨Ciccilla è la dimostrazione che il coraggio, quando nasce, non chiede permesso.

Non importa se lo giudichiamo giusto o sbagliato: lei scelse la lotta, scelse la montagna, scelse la libertà… anche quando costava tutto.

Oggi la ricordiamo così: come la brigantessa che fece tremare la Sila e che ancora oggi racconta la forza di una Calabria indomabile

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Risorgimento al femminile

Posted byon Nov 21, 2025

Risorgimento al femminile

Affrontare il tema del «risorgimento al femminile» significa sia interrogarsi sul modo in cui le donne presero parte a quella lunga stagione di rivoluzioni, sia chiedersi quali novità promosse il risorgimento nella percezione che le patriote avevano di loro stesse e dei loro codici comportamen- tali. Questi due aspetti della questione risultano strettamente interconnessi nelle fonti storiche che ci sono giunte.
Sin dal triennio repubblicano (1796-99), alcune donne presero parte alla discussione sulla rigene- razione politica e morale della società intrecciando il risveglio della nazione con quello del loro sesso.

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I soldati borbonici subirono di tutto Non solo Fenestrelle

Posted byon Nov 18, 2025

I soldati borbonici subirono di tutto Non solo Fenestrelle

I soldati borbonici subirono di tutto Non solo Fenestrelle
CaroGranzotto, nelle sue ricorrenti intemerate filoborboniche ed antisabaude lei ha spesso citato il Forte di Fenesbrelle come un lager dove sa¬rebbero stati mandati a morire di freddo e di stenti migliaia (o decine di migliaia, non ricor¬do) di soldati borbonici. Ebbene, il Corriere del¬la Sera ha pubblicato un bell’articolo di recen¬sione ad un libro di Alessandro Barbero su la vera storia della Congiura di Fenestrelle.

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