Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

ASCESA DELLA BORGHESIA IN TERRA DI LAVORO, SINTESI DI ANTONIO FORGIONE

Posted by on Dic 29, 2025

ASCESA DELLA BORGHESIA IN TERRA DI LAVORO, SINTESI DI ANTONIO FORGIONE

Abbiamo già pubblicato un interessante studio di Alessandro Marra sulla borghesia nascente in Terra di Lavoro negli ultimi anni di vita del Regno delle Due Sicilie che grazie alla volontà di Ferdinando II raggiunse in pochi anni uno sviluppo economico e sociale che se approfonditi come meritano dal mondo accademico metterebbero in forte imbarazzo l’enorme esercito di prezzolati che ormai non hanno nemmeno rispetto per se stessi. Di seguito una sintesi dello studio realizzato da Antonio Forgione che pubblichiamo in una sequenza di pannelli.

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Ciccilla, la brigantessa che fece tremare la Sila

Posted by on Dic 4, 2025

Ciccilla, la brigantessa che fece tremare la Sila

In Calabria c’è una storia che nessuno dovrebbe dimenticare, una storia di polvere, boschi, sangue e libertà.

La storia di Ciccilla, la brigantessa, il suo vero nome era Maria Oliverio, nasce in località Casole Bruzio, nel comune di Casali del Manco nel 1841. Ma quel nome presto le stette stretto, perché Ciccilla non fu una donna qualunque:

fu una di quelle anime che scelsero la ribellione quando la vita non offrì altra strada

Dopo l’Unità d’Italia, quando il Sud venne travolto da povertà, tasse insostenibili e repressione, tanti uomini finirono nei boschi.

Ma una donna capace di guidare una banda era qualcosa di impensabile, eppure Ciccilla lo fece.

Quando il suo compagno, il brigante Pietro Monaco fu ucciso, fu lei a prendere il comando e sfidò lo Stato nei boschi della Sila tra il 1861 e il 1863. Le cronache dell’epoca – spesso gonfiate per propaganda – la descrivevano feroce, spietata, “più pericolosa degli uomini”. Tutti la temevano.

E lei, questo terrore, lo trasformò nella sua forza.

Fu una brigantessa autentica, una figura rara e scomoda per il suo tempo: troppo indipendente per essere sopportata, troppo coraggiosa per essere ignorata.

Nel 1864 venne catturata a Pedace. Catene ai polsi, sguardo alto. Da lì la sua storia si perde nelle prigioni del Regno d’Italia, ma il mito no. Quello è rimasto vivo.

✨ Ciccilla è la dimostrazione che il coraggio, quando nasce, non chiede permesso.

Non importa se lo giudichiamo giusto o sbagliato: lei scelse la lotta, scelse la montagna, scelse la libertà… anche quando costava tutto.

Oggi la ricordiamo così: come la brigantessa che fece tremare la Sila e che ancora oggi racconta la forza di una Calabria indomabile

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Risorgimento al femminile

Posted by on Nov 21, 2025

Risorgimento al femminile

Affrontare il tema del «risorgimento al femminile» significa sia interrogarsi sul modo in cui le donne presero parte a quella lunga stagione di rivoluzioni, sia chiedersi quali novità promosse il risorgimento nella percezione che le patriote avevano di loro stesse e dei loro codici comportamen- tali. Questi due aspetti della questione risultano strettamente interconnessi nelle fonti storiche che ci sono giunte.
Sin dal triennio repubblicano (1796-99), alcune donne presero parte alla discussione sulla rigene- razione politica e morale della società intrecciando il risveglio della nazione con quello del loro sesso.

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I soldati borbonici subirono di tutto Non solo Fenestrelle

Posted by on Nov 18, 2025

I soldati borbonici subirono di tutto Non solo Fenestrelle

I soldati borbonici subirono di tutto Non solo Fenestrelle
CaroGranzotto, nelle sue ricorrenti intemerate filoborboniche ed antisabaude lei ha spesso citato il Forte di Fenesbrelle come un lager dove sa¬rebbero stati mandati a morire di freddo e di stenti migliaia (o decine di migliaia, non ricor¬do) di soldati borbonici. Ebbene, il Corriere del¬la Sera ha pubblicato un bell’articolo di recen¬sione ad un libro di Alessandro Barbero su la vera storia della Congiura di Fenestrelle.

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Dieci anni di guerra contro i «briganti

Posted by on Nov 17, 2025

Dieci anni di guerra contro i «briganti

Per la prima volta le cifre attendibili della « guerra del brigantaggio » che si combatté cento anni fa nel Sud: 5.212 fucilati o uccisi negli scontri a fuoco

Dieci anni di guerra contro i «briganti

« Lo Stato italiano — ha scritto Gramsci — ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi i contadini poveri che gli scrittori salariati,tentarono infamare col marchio di briganti » – La storia del brigantaggiodopo l’unità d’Italia in un libro di Molfese.

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