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LA FONDI ROMANA – VICENDE DELLA CITTA’ TRA II E I SECOLO a.C.

Posted by on Ago 18, 2026

LA FONDI ROMANA – VICENDE DELLA CITTA’ TRA II E I SECOLO a.C.

Fondi – probabilmente già dal III sec. a. C. – aveva una pianta di forma quadrangolare, attraversata da decumani e cardini intersecatisi ad angolo retto, organizzata attorno a due assi principali ortogonali: il decumano massimo e il cardine massimo. All’incrocio dei due assi centrali c’era il foro, una piazza pubblica centrale circondata da edifici chiave, quali il tempio principale (capitolium), per la religione e il macellum, l’antico mercato alimentare. In rapporto ai quattro sbocchi del decumano e del cardine massimo, nelle mura si aprivano le 4 porte urbiche e all’interno del circuito murario si distinguevano 40 “insule” (piccoli agglomerati abitativi), estese circa 35 m x 35. Una possente cinta muraria, intervallata da torri circolari e quadrate, lunga circa 1.400 metri circondava tutta la città.

Nel II sec. a.C. la Fondi romana così strutturata conosce un rilevante sviluppo architettonico, economico e sociale; i censori romani del 174 a. C. (Fulvio Flacco e Postumio Albino) portano a compimento diverse opere pubbliche; i due infatti, secondo Livio, promuovono la costruzione di un tempio dedicato a Giove e di un acquedotto, che è indubbiamente una delle costruzioni più qualificanti per il prestigio urbano (Livio 41, 27, 10-11). Costruiscono poi un impianto fognario, realizzano un restauro delle mura cittadine (che in quel periodo avevano sulle spalle già qualche secolo), e abbelliscono infine il foro con un bel portico (come si può notare nella ricostruzione allegata) e con diverse “tabernae” (botteghe artigianali, osterie e punti di ristoro con apertura diretta sulla strada).

Nel I sec. delle trasformazioni interessarono anche la struttura amministrativa; dopo essere stata a lungo un “praefectura” (una comunità priva di magistrati indipendenti o di piena autonomia locale, governata invece da un funzionario nominato da Roma, noto come “praefectus”), Fondi diventa ora un “municipio romano” a tutti gli effetti, dunque un centro dotato di una sua “curia” e di suoi magistrati con giurisdizione autonoma. In questo periodo al foro e ai templi si aggiungono le terme – costruite in età repubblicana ed ingrandite in quella imperiale – che sono esterne alla cerchia muraria, così come l’anfiteatro.

Sotto l’influenza della cultura romana l’impianto urbano viene arricchito con la costruzione di sontuose dimore, monumenti, ponti e strade. Un notevole progresso si registra anche nell’economia, che originariamente era basata soltanto su agricoltura e pastorizia. Sotto il governo di Roma fu invece il commercio ad assumere un ruolo primario, grazie ai collegamenti consentiti dalle grandi arterie come l’Appia e la Flacca nonché dalle cosiddette “vie d’acqua” (come il canale dell’Acquachiara, che collegava la Fondi Romana al porto di S. Anastasia) che consentirono di esportare e far conoscere altrove i prodotti agricoli e i rinomati vini locali. M.R.

fonte

Giulia Gonzaga

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