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“La Fratellanza” (1959-1967) tra Illuminismo, Gnosi, Chiesa (e Conclave)

Posted by on Dic 27, 2021

“La Fratellanza” (1959-1967) tra Illuminismo, Gnosi, Chiesa (e Conclave)

Nel 1949 nella “PaulsKirche”, ex chiesa luterana in Frankfurt am Main (vedi qui: https://de.wikipedia.org/wiki/Frankfurter_Paulskirche),  viene fondata la Gran Loggia Unita di Germania (“Vereinigte Großloge von Deutschland”) che dal 1958 assume la nuova denominazione Gran Loggia degli Antichi Liberi e Accettati Muratori di Germania (“Großloge der Alten Freien und Angenommenen Maurer von Deutschland” – GLAFAMvD). 

Nel 1958 la GLAFAMvD e la Gran Loggia Nazionale dei Massoni di Germania (“Große Landesloge der Freimaurer von Deutschland” – GLLFvD) formano insieme le Grandi Logge Unite di Germania” (“Vereinigten Großlogen von Deutschland” – VGLvD), alle quali si aggiungeranno nel 1970 altre 3 Grandi Logge tedesche (vedi qui: https://de.wikipedia.org/wiki/Vereinigte_Gro%C3%9Flogen_von_Deutschland).

Nel gennaio 1959 esce il primo numero della “Die Bruderschaft” (trad. ital.: La Fratellanza), la rivista delle Grandi Logge Unite di Germania («Zeitschrift der Vereinigten Großlogen von Deutschland», VGLvD) che indicherò con la sigla BRU. L’allora Gran Maestro delle VGLvD è l’Ing. Theodor Vogel (1901-1977) (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/un-ricordo-su-mons-ingo-dollinger-1929-2017/).  

Segnalo alcuni articoli da cui, nel complesso, emergono:

1) i motivi della profonda incompatibilità tra la Massoneria tedesca regolare e la Chiesa Cattolica: infatti l’essenza della Massoneria comprende Umanesimo antidogmatico (come già nell’Illuminismo), Esoterismo & Gnosi (unione degli opposti: Dio-Diavolo, Luce-Tenebre…);

2) la speciale attenzione della Massoneria verso la Chiesa, il Concilio, e verso un futuro Conclave.

Su BRU, N° 1, 15. Jan. 1959, nell’articolo “Symbiose oder Synthese?” il massone Karl Hoede accenna alla figura di «Mephistos» (il Diavolo) e cita alcuni brani della poesia “Gingo Biloba” dove il massone Goethe accenna all’unione degli opposti: l’uno si sdoppia e diventa due, il due è uno… Hoede fa ben capire che i massoni cercano la Conciliazione degli Opposti, Dio e Uomo, Luce e Tenebre… («Licht und Finsternis mit einander zu versöhnen und gemeinsam zu ringen und zu siegen unter dem Zeichem: Gingo Biloba»: p. 6). È logico pensare che anche Mefisto rientri in quell’unione.

Su BRU N° 2, 15. März 1959, nell’articolo “Die junge Freimaurer-Generation” (pp. 37-39) il massone Kurt Mauch afferma che la giovane generazione massonica sa bene che Dio, come la Natura, è Bene e Male:

«Sie wissen mit Hegel und Goethe, daß Gott „gut” und „böse” ist wie die Natur und daß der Mensch nach den schönen Worten unseres Bruders Rückert Gott nur finden kann, wenn er ihn in sich trägt» (p. 39).

Su BRU, N° 4, 15. Juli 1959, nell’articolo “Die Bruderschaft der Freimaurer” (pp. 97-100), il massone Ernst Nitsche spiega che la Massoneria è fondata sull’Iniziazione con la quale il Candidato abbandona le tenebre del mondo profano e rinasce a nuova vita:

«[…] Darum entspricht die Lichtgebung einer neuen Geburt. Die Loge ist die gebärende Mutter, und alle, die in der Loge das Licht erhalten habe, sind Brüder» (p. 99).

Nitsche vede una parentela spirituale tra gli Antichi Misteri Egiziani e la Massoneria («Eine solche Verbindung ist aber geschichtlich nachweisbar, obgleich eine geistige Verwandtschaft unverkennbar ist»: p. 99). 

Su BRU N° 2, 15. Febr. 1960, il massone Artur Kreiner, con l’articolo “Symbole und Mysterien” (pp. 41-42), presenta l’associazione culturale massonica “Ordo Rosae Aureae” (ORA), guidata da Bruder Martin Erler (1920-2014: vedi qui: https://www.ordo-rosae-aureae.de/). L’ORA si dedica allo studio del Simbolismo, degli Antichi Misteri e del Rosacrocianesimo. L’ORA cerca l’esperienza dello Spirituale, dell’Invisibile, del Sacro… («eine Erfahrung des Geistigen, Unsichtbaren, Heiligen, – auch ohne begriffliches Denken!»: p. 41).

Su BRU N° 3, 15. März 1960, nell’articolo “Sind die Freimaurer eine Elite?” il massone Ernst Nitsche sostiene che la Massoneria è una «Elite» dello spirito che vuole liberare l’uomo dal pensiero dogmatico, nazionalista, totalitario e materialista (cf. pp. 69-72).

Su BRU N° 5, 15. Mai 1960, nell’articolo “Ex Occidente Lux” (pp. 149-151), il massone Georg von Spallart afferma che la frase “Luce dall’Oriente” («„Licht aus dem Osten”») si riferisce all’Oriente interiore, a una Luce trascendente e ultraterrena («überirdische Licht») che ha vari nomi tra cui anche «TAO», ossia il ritmo degli opposti, ad esempio Vita e Morte («Leben und Tod»). L’uomo deve cercare la comunione con quell’Essere Supremo («persönliche Communio suchen mit jenem höchsten Wesen») che i massoni venerano sotto il nome di Grande Architetto dell’Universo («A.B.A.W.»).

Von Spallart afferma che dalla mitica stirpe di Caino («mythischen Geschlecht Kains») provengono due personalità importanti nel simbolismo massonico: «Tubal Kain», il primo fabbro, e Hiram, l’architetto del Tempio di Salomone (cf. p. 149).

Su BRU N° 5, 15. Mai 1960, nell’articolo “Mysterienbund”, il massone Hubert Übelacker spiega che nella Massoneria ci sono due correnti: quella exoterica del razionalismo illuminista, e quella esoterica tipica del Rosacrocianesimo e degli Antichi Misteri. Überlacker sa bene che la Massoneria non può fare a meno dell’aspetto esoterico o misterico e accenna all’esperienza del gruppo massonico «O.R.A.» (cf. pp. 174-175). 

Su BRU N° 8-9, 1. Sept. 1960, nell’articolo “Päpste und die Freimaurer (II)”, il massone Karl Hoede auspica la possibilità che un massone cattolico e Cardinale possa legittimamente diventare Papa:

«[…] Ergo besteht durchaus die Möglichkeit daß ein katholischer Freimaurer rechtwirksam Papst werden kann; er muß es nur vorher zum Kardinal gebracht haben. Warum soll diese Möglichkeit indiskutabel sein? Reden läßt sich über alles, wenn man Trost sucht. Jeder tröstliche Gedanke aber, fernab vom tieferischen Ernst, tut not in dieser Zeit des Mißtrauens, der Zwietracht und des Kampfes aller gegen alle» (p. 238).

Su BRU N° 11, 1. Nov. 1960, nell’articolo “Die Kette als Symbol” (pp. 312-315), il massone Georg von Spallart afferma che la Catena è simbolo dell’unione che lega tutte le creature tra di loro e con il Creatore (cf. pp. 312-313). Von Spallart propone la conoscenza del TUTTO-UNITÀ per superare le antitesi del pensiero dualista, ossia Dio e Diavolo, Luce e Tenebre, Cielo e Inferno, Spirito e Materia (cf. p. 313).  Sembra che per von Spallart il Diavolo non sia avversario di Dio (cf. p. 314):

«[…] Von diesem neuen Gesichtspunkt aus müßte es nun doch endlich gelingen, noch immer bestehende Denk-spalten hoffnungslos inkonsequenter dualistischer Vorstellungen von Gott und Teufel, Licht und Finsternis, Himmel und Hölle, Geist und Materie usw. Zu überbrücken durch die Erkenntnis der ALL—EINHEIT. (Der Teufel ist so wenig ein „Gegenspieler” Gottes, wie es uns einfiele, einem verhängnisvoll dunklen Trieb in uns die Ehre anzutun, diesen Teilaspekt als ebenbürtigen Gegner anzuerkennen.)» (pp. 313-314).

Su BRU N° 1, 15. Jan. 1961, Friedrich Domay recensisce l’articolo “Freimaurer” (trad.: “i Massoni”) pubblicato dal Prof. Dr. K. Algermissen sul 4° volume della nuova edizione di “Lexikon für Theologie und Kirche” curata da Josef Höfer e Karl Rahner (19602). Domay spiega che, rispetto alla prima edizione del 1932, Algermissen ha riveduto le sue idee nei confronti della Massoneria. Domay, assai lieto, vede in ciò un segno del nuovo atteggiamento positivo nella Chiesa verso la Massoneria (cf. p. 34).

Su BRU N° 1, 1. Jan. 1962, il massone Günter Wiemann, nell’articolo “Der Freimaurer und die Mystik” (pp. 11-16), afferma che in tutti i tempi i mistici insegnano che noi siamo parte del Cosmo e Dio è in noi: è la divinizzazione dell’Uomo («Vergottung des Menschen»: p. 12),  è l’identità Dio=Uomo («Es ist letztlich die Gleichung: Gott = Mensch, Mensch = Gott»: p. 12). 

È interessante notare che sotto il titolo dell’articolo e il nome di Wiemann, c’è questa frase: «Eritis sicut Deus scientes bonum et malum (Genesis 3, 5)».

Wiemann spiega che l’Uomo=Dio, non è l’uomo terreno, ma è l’Uomo-Primordiale («der Ur-Mensch») e ciò non piace alle Chiese dell’ortodossia dottrinale che invece vogliono l’Uomo contrito, peccatore pentito, consapevole della propria debolezza… Secondo Wiemann le Chiese creano dogmi per dominare l’Uomo (cf. p. 12) e non accettano alcun insegnamento esoterico («kein esoterischen Lehren»: p. 13).

Wiemann interpreta così, in modo positivo, la frase del Genesi “Eritis sicut Deus…” (senza precisare che è del Serpente): per i mistici l’Uomo è uguale a Dio, ossia è della stessa essenza di Dio (cf. p. 13), inoltre il dualismo non è reale, Dio è Uno, è in tutte le cose, il Bene e il Male sono solo formulazioni dell’intelletto umano… Dio include tutto, anche il peccato e il male:

«„Gut” und „Böse” sind nur Formulierungen des menschlichen Intellekts. Gott ist das positive Prinzip. Das schließt alles ein, selbst die Sünde, das Böse» (p. 13).

Come Jakob Böhme anche Wiemann ritiene che Dio è duplice in se stesso, porta sia la Luce che le Tenebre («der göttliche Ur-grund ist ein Doppelprinzip: er bringt Licht und Finsternis hervor»). Questa dualità in Dio è già insegnata dal testo induista Bhagavad-Gita (cf. p. 14). Wiemann afferma che il massone, in spirito paracelsiano-faustiano, lotta per la Conoscenza e la Libertà («In paracelsisch-faustischen Geiste will er um Erkenntnis, um Freiheit ringen»: p. 16). 

Su BRU N° 5, 1. Mai 1962, nell’articolo “Gedanken zum Ökumenischen Konzil” (pp. 180-181) il massone Hieronimus Frey cita il Card. Frings che auspica il ridimensionamento del potere della Curia Romana a vantaggio dei Vescovi (cf. p. 180)… Frey si chiede, tra l’altro, se il Concilio porterà a un nuovo atteggiamento, più conciliante e fraterno, della Chiesa nei confronti della Massoneria e osserva che, al riguardo, in Francia c’è già un cambiamento in atto con il libro (filomassonico) di Alec Mellor “Nos Frères séparés – Les Francs-Maçons” [Tours 1961] pubblicato con il “nihil obstat” del censore ecclesiastico (un gesuita) e con il permesso del Vicario generale del Vescovo di Tours (cf. p. 181).

Su BRU N° 11, 1. Nov. 1962 nell’articolo “Humanität und Symbol im Werk Hauptmanns. Zum 100. Geburtstag des Dichters am 15. November 1962” (pp. 346-350), il massone  Wolfgang Kelsch afferma che l’opera del poeta Gerhart Hauptmann (1862-1946) è impregnata dello spirito massonico («Das Werk des großen Dichters ist dem Geist des Freimaurertums eng verwandt»: p. 346). Anche Hauptmann sostiene l’unione di tutti gli opposti («die Vereinigung aller Gegensätze»: p. 347). Nell’opera „Großen Traum”, Hauptmann vede risolta la grande opposizione tra Cristo e Satana: entrambi, figli di Dio, si uniscono per condurre l’Umanità al suo vero essere… Kelsch scrive:

«Im „Großen Traum” sieht der Dichter die ewigen Gegensätze der Welt aufgehoben: Christus und Satanael, die beiden Söhne Gottes, vereinigen sich, die Menschheit kommt endlich zum wahren Sein, der heilsgeschichtliche Kreislauf vollendet sich. In den letzten großen Werken Hauptmanns ist die dialektisch zerspaltene Welt der tragischen Gegensätzliche aufgehoben, die scheinbar unversöhnlichen Pole vereinigen sich» (p. 350).

BRU N° 12, 1. Dez. 1962 apre con l’articolo “Die Freimaurer und das Konzil” (pp. 369-371) del massone Kurt Mauch il quale osserva che mentre la Chiesa impone la lingua latina, la Massoneria invece («keine Problematik der „Latinität”») permette ampia libertà di riti e rituali alle varie Logge e Grandi Logge (pp. 369-370). Secondo Mauch la Massoneria gode di un carattere decentralista e federativo (cf. p. 370).  

Mauch sta suggerendo che la Chiesa prenda a modello la Massoneria?

Ancora su BRU N° 12/1962, c’è l’articolo, non firmato, “Konzil und Freimaurerverschwörung” (pp. 397-398) che presenta il caso dell’articolo della scrittrice Louise Rinser (vedi qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Luise_Rinser), pubblicato sul giornale domenicale “Welt am Sonntag” del 7 ottobre 1962.  Rinser afferma che alcuni circoli vedono il Concilio Vaticano II come una grandiosa sessione massonica («eine grandiose Freimaurersitzung») ben architettata con trame e chiusa al pubblico (cf. p. 397). L’anonimo articolista definisce falsa e stupida («falsche wie dumme Satz») questa affermazione di Rinser (cf. pp. 397-398) alla quale ha replicato il Dr. Wolfgang Scherpe, Maestro Venerabile della Loggia “Carl zur gekrönte Säule” di Braunschweig.   Scherpe fa capire che la Massoneria gode di stima anche tra il clero cattolico e i Vescovi tedeschi, e loda  Mozart come un vero cattolico e massone (cf. p. 398).

Su BRU N° 1,  1. Jan. 1963, nell’articolo “Mysterienbund oder nicht?” (pp. 5-9) il massone Richard Moes spiega che la Massoneria è figlia dell’Illuminismo («unser Bund ein Kind der Aufklärung ist»: p. 5) ma ha radici anche nella magia, nell’alchimia, nelle antiche società misteriche (cf. p. 5).  Secondo Moes il Faust di Goethe è un esempio per ogni massone: Faust ha due anime nel suo petto, Dio e il Diavolo, a cui Faust è legato:

«[…] der Faust Goethes, der ja nicht ein Vorbild sein soll, sondern ein Bild des Menschen mit den zwei Seelen in seiner Brust, dem Guten und dem Bösen, Gott und dem Teufel, mit dem Faust doch wohl etwas eng verbunden ist, um uns ein Beispiel sein» (p. 8).

Moes fa ben capire che di fatto la Massoneria fa la stessa promessa del Diavolo biblico o del «Mephisto» goethiano:  «„Eritis sicut deus” – Ihr werdet sein wie Gott. Das ist also im Faust wie in der Bibel der Rat des Teufels» (p. 8).

Moes afferma che la Massoneria guida gli Iniziati alla rinascita nello Spirito («zu einer Wiedergeburt aus heiligem Geist»), così i Massoni possono essere come il loro Modello ossia Dio («Dann aber erst werden wir dem Urbild gleichen, werden wir sein wie Gott»: p. 9).

Su BRU N° 2, 1. Feb. 1963, c’è il breve articolo “Ein Patriarch als Suchender” che riprende una notizia di “Alpina”, rivista della Gran Loggia Svizzera Alpina: mentre il Concilio è in corso, «Monsignore Johannes Maria Assendelft», Patriarca della «Katholisch-apostolischen Kirche von Antiochien des orthodoxen, syrisch-byzantinischen Ritus», presente a Roma come Osservatore al Concilio, si è fatto iniziare massone nella Gran Loggia d’Italia («Nationale Großloge AFAM von Italien»). Mons. Assendelft spiega che suo padre e suo cognato sono massoni, e sin da giovane ha conosciuto la Massoneria… La rivista “Alpina” vede nello svolgimento del Concilio la crescita dell’opposizione al Dogmatismo (cf. p. 65).

Cito testualmente:

«Die Zeitschrift der Schweizerischen Großloge knüpft an diese Mitteilung die Feststellung, der Verlauf des Konzils habe gezeigt, daß die Opposition gegen einseitigen Dogmatismus in der katholischen Kirche gewachsen ist» (p. 65).

Su BRU, N° 8-9, 1. Sept. 1963, nell’articolo “Nomen est omen. Gedanken eines Freimaurers über Papst Johannes XXIII. (pp. 228-229) il già Gran Maestro della Gran Loggia Svizzera Alpina, Josef Böni, elogia il defunto Papa Giovanni XXIII, ma non apprezza i Papi “Pii” («Pius-Päpste»), cioè Pio IX e Pio X. Li ritiene intolleranti poiché combattevano l’uno (Pio IX) gli errori moderni, e l’altro (Pio X) il Modernismo (cf. p. 228).

Su BRU N° 1, 1. Jan. 1964, nell’articolo „Rückkehr zum Beginn” (pp. 1-3), il massone Kurt Lähn parla di due Princìpi («zwei Prinzipien») che decidono la nostra sorte («Lebensschicksal»): Cielo e Inferno, Giorno e Notte, Pieno e Vuoto («Himmel und Hölle, Tag und Nacht, Fülle und Leere…»). La Polarità («die Polarität») esiste anche nel piano spirituale… Nell’antica Cina si parla dei due princìpi «Yin und Yang»… La Totalità è andata perduta («Einst ging das Ganze durch Teilung verloren»). Secondo Platone, i sessi dovrebbero essere tre: maschile, femminile, maschile-femminile (cf. p. 1). Il massone Lähn afferma che ognuno porta in sé l’equilibrio come armonica compenetrazione dei due sessi: «Jeder trägt in sich den Ausgleich als harmonisches Ineinandergreifen beider Geschlechter» (p. 2).

Ancora su BRU N° 1/1964, nell’articolo “Vorboten der Freimaurerei – Mysterienbünde (pp. 4-9), il massone Günter Wiemann vede le antiche società misteriche come precursori della Massoneria («wir die antiken Mysterienbünde als Vorboten der Freimaurerei ansehen dürfen»: p. 4). Secondo la dottrina misterica la Divinità è duplice, è personale e impersonale, e l’anima umana è una emanazione della Divinità che cerca di tornare alla sua origine: 

«Die Gottheit ist ein Doppelprinzip; unpersönlich und persönlich zugleich. Die menschliche Seele ist Emanation (Ausfluß) der Gottheit. So hat sie das Streben, sich einst wieder mit dieser zu vereinigen» (p. 5).

Gli antichi Misteri insegnano che l’uomo può cercare Dio in modo adogmatico («undogmatisch»: p. 6). Dio, nelle diverse religioni, vuole essere cercato in diversi modi ed esser chiamato con diversi nomi (cf. p. 6). L’Iniziato ai Misteri apprende l’unione Luce-Tenebre, la nascita della Luce dalle Tenebre («die Vereinigung von Licht und Dunkel, die Geburt des Lichtes aus dem Dunkel»: p. 6). 

Su BRU, N° 2, 1. Feb. 1964, nell’articolo “Es tagt in Rom” (pp. 58-59) al tempo del Concilio Vaticano II, il già Gran Maestro della Gran Loggia Svizzera Alpina, Josef Böni (ex prete cattolico poi pastore protestante), condivide la polemica del Card. Frings  contro il Sant’Uffizio e la Curia Romana: il Sant’Uffizio non è più attuale e il Collegio dei Vescovi deve sostituire la Curia nel governo della Chiesa. Il Gran Maestro Böni ritiene necessaria («notwendig») una tale decentralizzazione («eine Dezentralisation der Kirchenleitung»).

Infine, su BRU N° 7, Juli 1967, nella rubrica dedicata alla rassegna stampa (“Pressespiegel”) nell’articolo Die Ungleichgesinnten si sottolinea che prima del Concilio Vaticano II la Chiesa era ostile alla Massoneria ma poi è avvenuto un cambiamento cruciale: 

«In früheren Jahren hatte die katholische Kirche der Freimaurerei feindlich gegenübergestanden, doch das Vatikanische Konzil brachte hier die entscheidende Wendung» (p. 187).

Sì, a livello di gerarchia c’è stato un cambiamento finché, tra il 1981-1985, la Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dal Card. Ratzinger, ha ribadito chiaramente l’incompabilità tra appartenenza alla Massoneria e Fede cristiana (cf. alcuni miei articoli: qui http://amicideltimoneferrara.blogspot.com/2017/09/la-massoneria-negli-acta-del-concilio.html; quihttp://amicideltimoneferrara.blogspot.com/2017/04/massoneria-chiesa-confusione.html; qui http://amicideltimoneferrara.blogspot.com/2017/11/la-massoneria-vista-dalla-congregazione.html; qui https://www.corrispondenzaromana.it/br-kurt-baresch-glvo-e-il-dialogo-massoneria-chiesa-1968-1983-1999/; qui https://www.corrispondenzaromana.it/listruzione-della-s-penitenzieria-suprema-ecclesiae-bona/).

fonte

“La Fratellanza” (1959-1967) tra Illuminismo, Gnosi, Chiesa (e Conclave) – di Padre Paolo M. Siano | Corrispondenza romana

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