Lo Scempio autorizzato dagli amici-degli-amici di Napoli

Cindy D’Amico
Non contenta di oltraggiare Bagnoli, l’attuale amministrazione partenopea (solo di nome e non di anima) sembra aver preso di mira l’area che circonda Piazza Vittoria: oltre ai lavori da macellaio (con tutto rispetto per i macellai) fatti sulla Colonna Spezzata, c’è da segnalare altri interventi, tutti eseguiti in fretta e furia prima che iniziasse la “pre-regata dell’America’s Cup”, svoltasi il 24 – 27 settembre scorso. Un evento di quattro giorni ha determinato quasi un mese di non trascurabile disagio alla viabilità stradale, nonché un susseguirsi di scempi visivi e ambientali. Cosa succederà l’anno prossimo con due mese di gare, non ci vorrei neanche pensare.
Già da inizio settembre si sono impadroniti del banchino della Rotondo Diaz, piazzando a 3 mt. dall’acqua cinque osceni “bunker” stile militare. Per fare belle figura, si sono messi a dare un’imbiancata alle panchine a lato alberato di Via Caracciolo ma, attenzione: non a TUTTE le panchine, da anni trascurate e sbiadite, bensì a quelle poche che sarebbero finite sotto i riflettori (cioè, le telecamere) dei media.
Peggio ancora sono state le mostruose “pedane” montate sulla scogliera, contro ogni normativa sulla tutela ambientale.
Queste cinque “pedane”, ovvero gli stand per accomodare i VIP e altri privilegiati spettatori, sono state sorrette da pezzi di legno compensato, pertanto assai precari. Anche se le pedane sono state successivamente tolte, la finestra di Overton è stata non solo aperta ma spalancata: da parte degli amici degli amici che si occupano del Napolicidio, c’è una forte spinta per rimontarle e renderle permanenti.
Ultimo – e non ultimo, visto che siamo solo all’inizio – sempre in Piazza Vittoria e quindi pochi metri dalla Colonna Spezzato, è stato montato l’ennesimo obbrobrio con tanto di nome di sponsor e quindi una roba pubblicitaria. Sulla base della struttura nera c’è un’enorme palla gialla (se avessero montato due, sarebbe stata metafora perfetta). A prima vista, sembra il totem di un distributore di carburante. Invece si tratta di una sorta di “impianto a orologeria” – lo chiamerei così – che conta alla rovescia fino all’inizio dell’invasione prevista per il prossimo maggio.
Dunque, per far funzionare questo scempio piazzato proprio davanti al mare, qualcuno genio ha pensato bene di alimentarlo – per i prossimi 200+ giorni, h24 – con un GENERATORE A COMBUSTIONE. Duecento giorni. E poi parlano di inquinamento!
Si dice che l’occasione fa l’uomo ladro. Una cosa è certa: questa occasione fa sbavare i pochi che se ne arricchiranno a scapito dei tanti. Ogni eccesso è permesso; ogni volgarità è concessa. A fianco dell’orripilante rattoppo sulla base del molo Borbonico c’è un cartello con la scritta “Messa in sicurezza provvisoria”. Peccato che – come osservò lo scrittore Giuseppe Prezzolini – in Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio. Mentre chi dovrebbe monitorare e far rispettare le normative ambientali a cui noi cittadini – di serie “B”, intendiamoci – dobbiamo attenerci onde evitare multe/sanzioni/sequestri e altre vessazioni, agli amici degli amici viene pure sancito lo sfruttamento dei lavoratori, dato che i ragazzi che vengono invitati tramite i social a “candidarsi come volontari” alla Coppa America NON saranno retribuiti.
Del resto, i giovani del Sud servono a questo, no?



https://www.youtube.com/shorts/Wh4xf9lI6lM



Parafrasando l’antico adagio napoletano “facesse ‘na culata e ascesse ‘o sole”, si potrebbe tranquillamente affermare “vutasseme ‘nu sindaco ‘num poco buon”…