Posted by altaterradilavoro on Mar 27, 2026
Edificata nel 1484 dal re Ferrante d’Aragona, fin dalle prime fasi, è stata il punto di accesso giungendo da est verso il centro della città, oltre a essere punto nevralgico delle comunicazioni.
Un cronista di Napoli nel 1847 fornisce una descrizione dell’attività della città in questi termini:
«Qui è oggi come ieri, come sempre … sempre lo stesso inferno, le stesse botteghe, di mercanzie, di commerci, di traffici, di gente diversa.
Una babele di lingue.
Chi vuol conoscere la plebe napoletana veramente in tutte le sue abitudini fra le sue virtù e i suoi vizi… venga alla Porta Capuana, in qualunque ora delle 24 ore del giorno, e se ne ammaestrerà…Porta Capuana è il teatro universale, è la Cosmopoli del nostro popolo.. Qui non vi è né notte né giorno»
Sergio Dattilo
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Posted by altaterradilavoro on Mar 23, 2026
a cura di Sarah K. Kozlowski
Un alabastro inglese nella Napoli aragonese
a cura di Sarah K. Kozlowski
rassegna promossa da Amici di Capodimonte Ets
introduce Alessandra Rullo
Museo e Real Bosco di Capodimonte
giovedì 26 marzo 2026 ore 16.00
Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sala 20
Nell’ambito del ciclo Notizie da Capodimonte, promosso da Amici di Capodimonte Ets, giovedì 26 marzo Sarah K. Kozlowski condividerà con il pubblico i suoi recenti studi sulla Pala d’altare con storie della Passione conservata al Museo e Real Bosco di Capodimonte.
Come e perché le opere d’arte hanno viaggiato attraverso l’Europa Rinascimentale? Il trittico monumentale d’alabastro, uno dei tesori del Museo di Capodimonte, è un oggetto della più squisita fattura in eccezionale stato di conservazione, che racconta, in sette pannelli scolpiti, la Passione di Gesù.
Documentata a Napoli nella chiesa di San Giovanni a Carbonara alla fine del Seicento, e dall’Ottocento nelle collezioni borboniche, la scultura fu realizzata nel secondo Quattrocento in una delle famose botteghe di alabastro dell’Inghilterra centrale. Questa conferenza traccerà la storia del trittico di Capodimonte dalla sua produzione al viaggio per terra e per mare verso la penisola italiana, fino al suo arrivo nella Napoli aragonese, dove era forse destinato alle raccolte reali.
Sarah K. Kozlowski è storica dell’arte, vicedirettrice e responsabile dei programmi di ricerca accademica presso l’Edith O’Donnell Institute of Art History dell’Università del Texas a Dallas, nonché direttrice del Centro per la storia dell’arte e dell’architettura delle città portuali “La Capraia” di Napoli. Studiosa d’arte medievale e rinascimentale italiana ed europea, lavora in particolare su Napoli e sull’Italia meridionale. I suoi attuali interessi di ricerca interrogano i materiali, i movimenti e i formati delle opere d’arte, con particolare attenzione alle pratiche di scambio di doni, mecenatismo e collezionismo femminili. Tali interessi sono alla base del volume Portable Panel Paintings at the Angevin Court of Naples: Mobility and Materiality in the Trecento Mediterranean (Brepols, 2022).
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Posted by altaterradilavoro on Mar 22, 2026
Nel 1735, mentre l’Europa illuminista ridisegnava i confini della conoscenza, Napoli si imponeva come capitale scientifica globale grazie alla lungimiranza della Real Casa di Borbone. Sotto il regno di Carlo di Borbone, la città divenne il fulcro di una rivoluzione intellettuale senza precedenti: proprio in quell’anno venne istituita la prima cattedra di Astronomia e Nautica in Italia, affidata al genio di Pietro De Martino. Questo primato non fu un evento isolato, ma il pilastro di una strategia politica volta a trasformare il Regno delle Due Sicilie in una potenza marittima e accademica.
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Posted by altaterradilavoro on Mar 19, 2026
Lucia, chiamata dolcemente “’a madunnella” (piccola Madonna) dagli amici e dai frequentatori del luogo, era un raggio di luce nel cuore di Napoli, nel lontano 1888.
La sua figura snella e delicata si muoveva tra i tavoli affollati della trattoria «Villa di Londra», in via S. Sebastiano, dove il fumo dei sigari si intrecciava alle parole di studenti, giornalisti e professori della vicina università.
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Posted by altaterradilavoro on Mar 18, 2026
Che cosa succedeva a Napoli e nel meridione in passato, per quanto riguarda la gente che vi viveva? Ecco un riassunto chiaro di quel testo, con i periodi precisi in cui sono avvenuti i cambiamenti:
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