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PIEDIMONTE MATESE E I SUOI FIGLI

Posted byon Ott 21, 2026

PIEDIMONTE MATESE E I SUOI FIGLI

Iniziativa della amministrazione comunale a guida Vittorio Civitillo, che ha voluto così rendere omaggio ai diversi personaggi del passato che, ognuno nel suo campo, ha scritto pagine di storia della cittadina e di tutto l’Alto casertano.

Partendo dal lato sinistro, del palazzo Municipale diPiedimonte Matese, le immagini stilizzate diAurora SanSeverino,Niccolò Gaetani,Ludovico Paterno, quindi a destraEnrico Caruso, Giacomo Egg e Vincenzo De Franchis.Ed ancora, sulla facciata laterale,Dante Marrocco, quindiGiacomo Vitale, Giovanni Petella, Ercole D’Agnese. Nell’aula consiliare, invece, all’interno del Comune quindi, verranno realizzate sulla facciata a destra all’ingresso, sulla parete grande, le immagini diRomagnoli, Caso, Marasaco e Ventriglia.

Aurora SanSeverinoè stata una nobildonna, poetessa e mecenate italiana, tra i più importanti salottieri e committenti del Regno di Napoli. Nacque nel potentino nel 1669, morì a Piedimonte Matese nel 1726. Si sposò in seconde nozze nel 1686 con Nicola Gaetani dell’Aquila d’Aragona, conte di Alife, duca di Laurenzana e principe di Piedimonte. Un piccolo teatro eretto in onore della famiglia nei pressi del Palazzo Ducale, quindi un Conservatorio delle orfane del posto che ospitò numerose fanciulle.

Niccolò Gaetani, consorte della SanSeverino, principe di Piedimonte per decreto dell’imperatore Carlo VI, collegato con le esperienze scientifiche e filosofiche del nuovo regno; scrittore di manuali di comportamento e di educazione, attraverso la sua opera Piedimonte (all’epoca d’Alife), forse unica in Campania, diventa una specie di misuratore delle esperienze letterarie della cultura italiana.

Ludovico Paternonacque a Piedimonte d’Alife, quartiere San Giovanni, nel 1533 da un’antica famiglia napoletana discendente di un ramo baronale, mori in un convento aversano dell’Ordine domenicano. Inserito nell’ambiente letterario napoletano, scrisse diversi canzonieri.

Enrico Caruso, tenore, nacque a Napoli nel 1873 da genitori originari di Piedimonte Matese, padre metalmeccanico e madre donna delle faccende domestiche, esordì al Teatro Nuovo di Napoli all’età di 21 anni, quindi cantò nei principali teatri del mondo, soprattutto negli Usa, dove fu per 17 anni l’idolo del Metropolitan di New York.

Giacomo Egg, imprenditore svizzero che quando scoprì Piedimonte d’Alife, ai piedi del Matese, ricca di sorgenti d’acqua e meravigliosi paesaggi, si impegnò per ottenere in comodato da Gioacchino Murat un vecchio convento dismesso delle Suore Carmelitane. Da lì vi impiantò un opificio che cambiò radicalmente l’economia locale. A Piedimonte Matese c’è un piccolo “cimitero degli svizzeri”, dove riposano gli Egg e le maestranze svizzere che vi giunsero per lavorare.

Vincenzo De Franchis, giurista, famiglia di origine francese, trasferitasi a Piedimonte Matese, dove nacque nel 1530 ma studiò a Napoli, dove fece l’avvocato; rifiutò cause ingiuste, e spesso patrocinò cause di poveri senza compenso. Notizia professionale è l’incarico ricevuto dalla contessa di Alife Cornelia Piccolomini; De Franchis, giovane 30enne, dottore in Diritto canonico e civile, viene nominato procuratore della contessa presso il Viceré. Nel 1566 entrò nel Sacro Real Consiglio, la corte suprema. 

Dante Marrocconacque a Piedimonte nel 1915, docente di filosofia, storia ed economia. Nel 1958, dietro sua richiesta, venne trasferito a Piedimonte la scuola di avviamento “G. Ferraris”, poi insegnò alle locali scuole medie fino a divenire preside, ispettore onorario ai Monumenti. Autore di diverse pubblicazioni, ripristinò l’Associazione Storica del Sannio Alifano.

Giacomo Vitalenacque a San Gregorio Matese nel 1883, rimase presto orfano di padre e di madre, frequentò il seminario diocesano, ordinato sacerdote nel 1906, venne nominato canonico della Chiesa dell’Annunziata, insegno anche nel seminario alifano.

Giovanni Petella, medico, oculista, autore di diversi saggi in medicina, studioso anche di religione. Nel ’21 ebbe dal Comitato centrale Nazionalista la tessera; inizialmente vide nel Fascismo un governo rivalutatore del nome italiano, anche se rinunciò a qualche carica locale offertagli.

Ercole D’Agnesenacque a Piedimonte Matese nel 1745 da nobile famiglia trasferitasi da Napoli a Piedimonte. Studiò a Napoli nel collegio dei Domenicani, quindi divenne giurista; si trasferì in Francia dove insegnò filosofia del diritto, e partecipò attivamente ai moti rivoluzionari francesi del 1789. Fu condannato a morte per impiccagione il 30 settembre 1799 e per sfuggire all’esecuzione ingurgitò una dose di veleno, la quale però non sortì l’effetto sperato. Seppur moribondo, l’esecuzione fu rinviata di un giorno, quando il 1º ottobre 1799 fu giustiziato in Piazza del Carmine a Napoli.

fonte

https://www.matesenews.it/piedimonte-matese-san-severino-caruso-gaetani-paterno-egg-de-franchis-marrocco-vitale-petella-dagnese-allinterno-romagnoli-caso-marasaco-e-ventriglia-immagini-stilizzate-di-personagg

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