CASERTA. Vent’anni di musica, tradizione e ricerca artistica saranno celebrati sabato 10 ottobre al Teatro Città di Pace di Caserta, dove i Pastellesse Sound Group “I bottari di Macerata Campania” saranno protagonisti di una grande serata a ingresso gratuito. Sul palco, insieme al gruppo, ci saranno anche Carlo Faiello, Lumanera, Arianova e Spaccapaese, oltre alle realtà di danza école d’Art et Ballet e La Barca di Teseo.
Nel video il MaestroEnzo Amatoparla del suo libroLa Musica del Sole, Viaggio attraverso l’insuperabile Scuola Musicale Napoletana del Settecento, pubblicato nel 2012 da Controcorrente edizioni.
Se Enrico Caruso potesse riaprire gli occhi dopo un sonno lungo quasi un secolo, si risveglierebbe sicuramente davanti al murales dai colori vivaci di Piazza Ottocalli. Probabilmente si getterebbe invano fra le patacche vendute dai negozi cinesi dell’Arenaccia, alla ricerca di un buon grammofono che possa riprodurre i suoi dischi.
Il genio napolitano diVincenzo Tiberionon è stato assecondato e sviluppato dal neonato Regno d’Italia rinunciando a diventare la nazione che avrebbe partorito la pennicillina che per fortuna è stata scoperta da Fleming che con onestà ammise che era partorito dagli studi del eccellenza molisano. IlTiberiocome la storia narra, comprese l’importanza delle muffe che potevano avere in medicina quando era ospite da parenti nelle campagne di Arzano che gli permisero di studiare a Napoli che non ha dimenticato l’ospite illustre intitogliandoli una strada e mettendo una epigrafe nella masseria doveva viveva.Annamaria Cirilloe suo maritoCiro Simeolimi hanno inviato due foto che con piacere pubblico di seguito
Altra straordinaria figura di intellettuale “poliedrico”, Sergio Liberovici ha attraversato con grande disinvoltura i confini sui quali si erigono oggi rigide, quanto anguste, ripartizioni di ambiti disciplinari
Musicista e compositore, autore di opere liriche e strumentali, balletti, lieder, musiche di scena, radiodrammi e canzoni, studioso e ricercatore, Liberovici è stato anche il co-fondatore, assieme a Michele Straniero, dei Cantacronache, la cui breve ma intensa parabola (1958-1962), rappresentativa delle passioni di quegli anni. è ricolma di istanze di sorprendente attualità.
“Evadere dall’evasione” -quella proposta dalle canzonette di allora- “per cantare storie, accadimenti, favole che riguardino la gente nella sua realtà terrena quotidiana, con le sue vicende sentimentali e con le sue lotte, le aspirazioni che la guidano e le ingiustizie che la opprimono, con le cose insomma che la aiutano a vivere o a morire”: questo l’obiettivo del gruppo torinese, composto assieme a Emilio Jona, Fausto Amodei e Margherita Galante Garrone, all’interno di un progetto che coinvolse anche poeti e scrittori come Franco Fortini, Italo Calvino e Umberto Eco, allo stesso modo interessati a un rinnovamento della tradizione canora nazionale.
Un ambizioso disegno artistico che si innestava, con sorprendente naturalezza, sul terreno della ricerca sul campo e lo studio dei repertori popolari che vede Liberovici tra i suoi protagonisti e pionieri, avendo già nel 1945 raccolto canti in ebraico di alcuni reduci dai lager nazisti di passaggio a Torino e realizzato, nel 1956, una delle più antiche raccolte del CNSMP, con un’ampia rilevazione in Val di Cogne i cui esiti abbiamo pubblicato nel volume, con due CD allegati, a cura di Mauro Balma e Giorgio Vassoney, “Musiche tradizionali della Val di Cogne”.
Dodici anni dopo, Liberovici effettua un’altra ricognizione in Polesine, offrendoci un ampio panorama sulle musiche di tradizione orale di un’area poco battuta da etnomusicologi e ricercatori, che, con un denso apparato storico-critico, abbiamo pubblicato nel volume a cura di Paola Barzan, “Musiche tradizionali in Polesine. Le registrazioni di Sergio Liberovici (1968)”, con tre CD allegati, saggi di Chiara Crepaldi, Flavio Giacchero, Febo Guizzi e Paolo Rigoni.
Nella foto, di Mario Dondero, riflesso nello specchio, i Cantacronache,sulla destra, in un locale di Torino (da sinistra a destra Michele Straniero, Sergio Liberovici, Margherita Galante Garrone e Fausto Amodei)