Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

LA FONDI ROMANA – VICENDE DELLA CITTA’ TRA II E I SECOLO a.C.

Posted byon Ago 18, 2026

LA FONDI ROMANA – VICENDE DELLA CITTA’ TRA II E I SECOLO a.C.

Fondi – probabilmente già dal III sec. a. C. – aveva una pianta di forma quadrangolare, attraversata da decumani e cardini intersecatisi ad angolo retto, organizzata attorno a due assi principali ortogonali: il decumano massimo e il cardine massimo. All’incrocio dei due assi centrali c’era il foro, una piazza pubblica centrale circondata da edifici chiave, quali il tempio principale (capitolium), per la religione e il macellum, l’antico mercato alimentare. In rapporto ai quattro sbocchi del decumano e del cardine massimo, nelle mura si aprivano le 4 porte urbiche e all’interno del circuito murario si distinguevano 40 “insule” (piccoli agglomerati abitativi), estese circa 35 m x 35. Una possente cinta muraria, intervallata da torri circolari e quadrate, lunga circa 1.400 metri circondava tutta la città.

Read More

Il ‘600 napoletano e la sua musica

Posted byon Ago 18, 2026

Il ‘600 napoletano e la sua musica

La Musicaccia ci offre, in questa domenica, un excursus nella musica e nella letteratura del Seicento napoletano: un mondo fitto di storie, suoni e parole che spesso non compaiono nei programmi scolastici e restano, per molti, un territorio inesplorato. Un invito, dunque, a riscoprire se stessi in quella cultura antica che ci ha formati

Read More

STENDHAL: “NAPOLI È LA CITTÀ PIÙ BELLA DELL’UNIVERSO”

Posted byon Ago 14, 2026

STENDHAL: “NAPOLI È LA CITTÀ PIÙ BELLA DELL’UNIVERSO”

Ci sono città che si visitano.

E poi c’è Napoli, una città che si vive, che si respira e che lascia un segno così profondo da rendere difficile perfino il momento della partenza.

È ciò che provò Stendhal nel 1817. Lo scrittore francese, tra i più grandi viaggiatori e osservatori del suo tempo, annotò nel suo diario un pensiero destinato a diventare una delle più belle dichiarazioni d’amore mai dedicate alla città.

“Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo.”

Non è soltanto un elogio alla bellezza dei monumenti o del panorama.

Stendhal rimase conquistato dall’anima di Napoli: dalle sue strade, dalla vitalità dei quartieri, dall’energia della sua gente e da quella straordinaria capacità di mescolare arte, storia e quotidianità in un equilibrio unico al mondo.

Colpisce che, tra tutti i luoghi visitati, lo scrittore scelga di citare via Toledo, simbolo della città già all’inizio dell’Ottocento, insieme ai suoi quartieri popolari. È il segno di una Napoli che non si lascia raccontare soltanto dai suoi palazzi o dalle sue piazze, ma soprattutto dalla vita che scorre tra i vicoli, dai volti della sua gente e da un’identità impossibile da replicare altrove.

A distanza di oltre due secoli, quelle parole conservano una forza sorprendente. Perché chi arriva a Napoli spesso parte con la sensazione di lasciare qualcosa di sé tra le sue strade. Ed è forse proprio questo il più grande privilegio della città: non limitarsi a essere visitata, ma riuscire a farsi ricordare per sempre.

PassioNapoli

Read More