Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

la «guerra dei Te Deum» e l’abate cassinese Simplicio Pappalettere

Posted byon Ott 22, 2025

la «guerra dei Te Deum» e l’abate cassinese Simplicio Pappalettere

Il 2 giugno di ogni anno l’Italia celebra la «Festa della Repubblica» in cui si commemora il giorno-anniversario della nascita della Repubblica, cioè il referendum svoltosi appunto in quel giorno del 1946 quando italiani e italiane (per la prima volta al voto), chiamati a scegliere se confermare l’impianto istituzionale esistente oppure cambiarlo, fecero prevalere, con quasi due milioni di voti in più, la forma repubblicana abbandonando quella monarchica che dall’Unità aveva retto l’Italia.

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Ferdinando Palasciano, il vero ispiratore della Croce Rossa di Angelo Forgione

Posted byon Ott 1, 2025

Ferdinando Palasciano, il vero ispiratore della Croce Rossa di Angelo Forgione

Molti conoscono, “per sentito dire”, la grandezza della scuola medica napoletana ma in pochi la figura diFerdinando Palascianoda Capua che si può definire il protagonista della nascita della Croce Rossa Internazionale. Purtroppo anche lui è uno dei tanti scienziati ed intellettuali che nonostante sono diventati dei luminari di fama mondiale grazie al Regno delle Due Sicilie, hanno girato le spalle alla corona Borbonica nel 1860 diventando dei protagonisti nella nascita dell’Unità d’Italia. ilPalasciano, come quasi tutti, dei loro servigi non hanno avuto nessun riconoscimento dall’Italia, Savoia e Repubblicana, e se non fosse per l’opera di recupero di identitari napolitana sarebbe rimasto nell’oblio. Pubblichiamo l’intervento diAngelo Forgioneal programma“La Radiazza”diGianni Simioliche ogni giorno va in onda su Radio Marte che ci descrive in pochi minuti l’opera diFerdinando Palascianoaccennando, altresì, ad altre figure di luminari medici napoletani.

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Lettere inedite confermano la viscidità ingannatrice di Voltaire

Posted byon Lug 31, 2025

Lettere inedite confermano la viscidità ingannatrice di Voltaire

François Voltaire è stato tra i più feroci nemici del cristianesimo che la storia abbia mai visto. A lui risalgono gran parte delle leggende nere contro la Chiesa cattolica che i militanti laicisti tentano ancora oggi di tenere in vita. Lui stesso scrisse in una lettera del 1763 a Thériot: «occorre mentire come un demonio, non in maniera timida e nemmeno per qualche tempo, ma arditamente e sempre».

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BRIGANTI D’ABRUZZO

Posted byon Giu 20, 2025

BRIGANTI D’ABRUZZO

di Franco Cercone

«Non è stato mai assalito li giù dai briganti? Questa fu la prima domanda – lo posso documentare con scrupolosità – che mi fu rivolta allorché raccontai di aver intrapreso un viaggio in Abruzzo».

Così inizia il capitolo dal titolo Drei Wochen in den Abruzzen inserito nel libro di viaggio di Alfred Steinitzer, “Aus dem unbekannten Italien” (L’Italia sconosciuta), pubblicato nel 1911, un viaggio compiuto tuttavia nella primavera del 1907 e finanziato interamente dal Deutschen Alpenklub[i].

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QUANDO I MERIDIONALI SI RIFIUTAVANO DI EMIGRARE AL NORD

Posted byon Giu 13, 2025

QUANDO I MERIDIONALI SI RIFIUTAVANO DI EMIGRARE AL NORD

I napoletani e i siciliani, prima del 1861 non conoscevano l’emigrazione. Dopo la forzata annessione, con la chiusura delle fabbriche, la perdita dei terreni in enfiteusi e la chiusura degli uffici pubblici e dei ministeri dell’ex Regno delle Due Sicilie, per i meridionali comincia l’esodo forzato verso il nord. E giustamente nei primi anni, i nostri avi, si rifiutarono di lasciare la loro terra natia per una terra considerata straniera.

Di questo aspetto ne parlarono lungamente anche alla Camera il presidente dei ministri Ricasoli, il guardasigilli Miglietti, i ministri Della Rovere (guerra), Peruzzi (lavori pubblici), Menabrea (marina), Brofferio e Petruccelli della Gattina. In particolare, Miglietti, ministro di Grazia e Giustizia, ammise che dei suoi 108 dipendenti solo tre erano napoletani: «Nel fare l’ordinamento del mio Ministero io ho contemplata la venuta di questi napoletani, che io desiderava, che chiamava, che pregava perché venissero, ed ho per questo lasciato vacante un posto di capo di divisione, ho lasciati vacanti due posti di capo sezione, ho lasciati vacanti ancora più altri posti, e ciò sempre nell’intendimento di nominare a questi posti impiegati napoletani […]. A quanti io ho fatta la proposta di venire impiegati al Ministero a Torino, tutti mi risposero: per carità, datemi un posto qualunque, ma a Napoli; datemi anche un posto inferiore a quello che ora occupo, ma in Napoli, poiché io assolutamente non posso andare a Torino»

Fonte: Le Città del Sud

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