Alta Terra di Lavoro

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CHIUSI CACCIA ACEA, QUANDO IL POPOLO VUOLE….

Posted by on Ago 1, 2020

CHIUSI CACCIA ACEA, QUANDO IL POPOLO VUOLE….

Chiusi: il progetto dell’Acea va verso il definitivo naufragio. Dopo le tante polemiche il sindaco Bettollini ha informato di aver inviato una Pec all’Acea e alla Regione Toscana dicendo che , viste le tensioni sociali, non ci sono le condizioni per realizzarlo  e in  alternativa chiede un grande parco fotovoltaico

Quasi sicuramente il tanto contestato progetto Acea a Chiusi, il cosiddetto “Carbonizzatore” da realizzare nell’area industriale delle Biffe, non si farà più. La parola fine ufficiale slitta verso la metà di dicembre per rispettare le procedure ma il sindaco di Chiusi Juri Bettollini ha fatto capire ieri sera, al termine di una lunga maratona (oltre sei ore) dei lavori delle seconda sessione della commissione di inchiesta regionale, punteggiata da un tifo da stadio soprattutto da parte dei contrari al progetto, che siamo arrivati alle ultime battute che porteranno al naufragio definitivo dell’impianto di  trasformazione dei rifiuti. Infatti il primo cittadino, di fronte a una platea “inferocita” per le informazioni fornite dall’Acea non considerate sufficienti a fugare dubbi su eventuali conseguenze negative ambientali e per la salute ,ha informato di aver già inviato una Pec non solo alla regione Toscana, prima titolare del progetto, ma anche all’Acea facendo presente che viste le tensioni sociali che sono venute a crearsi non ci sono più le condizioni  per questa struttura e in alternativa, proponendo in alternativa la realizzazione di un mega parco fotovoltaico. Insomma in questo “braccio di ferro” tra favorevoli e contrari hanno vinto questi ultimi anche perché le motivazioni addotte dai responsabili di Acea nelle sessioni di inchiesta avviata dalla regione sono sembrate deboli, poco convincenti e non veritiere mentre i tecnici dei comitati contrari come quelli di “Aria” e de “Il Riccio” e i singoli cittadini intervenuti a spiegare le loro ragioni,  hanno riscosso tantissimi apprezzamenti dalla folta platea accorsa al teatro Mascagni per  seguire la discussione.Tanto folta (sembra quasi cinquecento persone) che la polizia municipale e quella di Stato hanno  dovuto regolare  per qualche ora nel primo pomeriggio l’accesso delle vetture nel centro storico per non  intralciare la lunga fila di persone che si è radunata avanti al teatro prima di poter entrare.  Ma andiamo con ordine . Prima di arrivare all’epilogo con le dichiarazioni del sindaco, la discussione è stata vivace,  accesa e anche molto colorita  non solo per gli applausi beffardi e le urla diretti contro i rappresentanti di Acea che, comunque, imperturbabili, sono riusciti a illustrare quanto si erano prefissati di dire ma anche per alcune battute tipiche toscane  che hanno fatto anche sorridere. Divertente quella di qualcuno che da un loggione a un certo punto ha chiesto al rappresentante dell’Acea che negava conseguenze per la salute se le emissioni facessero bene anche alle tonsille. In platea ad ascoltare in prima fila con Bettollini gli interventi anche i sindaci di Sarteano Francesco Landi, di Montepulciano Michele Angiolini, di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti, di Cetona Roberto Cottini,l’assessore all’ambiente di Chianciano Damiano Rocchi; poi tutta la giunta chiusina e tanti esponenti delle minoranze dei comuni limitrofi come Gianfranco Maccarone di Montepulciano, Pierio Andreini di Sarteano, Carlo Trioli di San Casciano, Antonello Niccolucci di Cetona, una agguerrita pattuglia del M5S  con le consigliere chiusine Bonella Martinozzi e Bruna Cippitelli e la sen. Emma Pavanelli. Senza contare i tantissimi esponenti dei comitati civici presentatisi  in maniera massiccia: Presente anche il consigliere regionale Stefano Scaramelli,già sindaco di Chiusi prima che cominciasse questa lunga battaglia contro il progetto Acea, che ha lasciato un intervento scritto(visto che non ha potuto parlare per i troppi iscritti prima di lui) per chiedere il blocco delle procedure per  l’impianto e azzerare tutto per ricominciare in maniera trasparente. Infatti una delle critiche maggiori rivolte alla regione Toscana e al comune di Chiusi è stata quella della mancata partecipazione dei cittadini alla discussione prima di procedere alla gara di appalto e poi  arrivare a questo “braccio di ferro”.  I comitati infatti non sono affatto convinti, e hanno riportato a loro favore molti elementi anche scientifici , che l’impianto non avrà conseguenze negative sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Per esempio Fulvio  Santucci ha chiesto come si controllano le acque reflue contenenti elementi pericolosi e tossici; Luca Marrocchi ha messo in guardia per il fatto che una parte dei trattamenti dei rifiuti venga fatto anche all’aria aperta;Augusto Bazzocchi ha mostrato il cosiddetto bussines plan secondo il quale i ricavi vengono dai conferimenti dei fanghi e non dal prodotto finito; il medico biochimico Massimo Formica ha avvertito che la contaminazione del suolo è un attentato alla sopravvivenza umana; Emanuele Feliciti ha citato una sentenza della Cassazione a proposito del “disastro innominato” che può realizzare danni anche in tempi prolungati;Romano Romanini ha criticato il fatto che si tratti di un impianto chimico sperimentale di cui non si possono prevedere le conseguenze;  Luciano Fiorani ha accusato il sindaco di non aver convocato i cittadini per discuterne nonostante le oltre 2 mila 200 firme raccolte;anche Paolo Scattoni ha contestato il fatto che non sia stato garantito ai cittadini il diritto alla partecipazione;Bruna Cippitelli del M5s  ha parlato di progetto “indecente” e di “presa in giro”;Lucia Lazzeri Contini ha battuto il tasto sulla mancanza di sicurezza dell’impianto che può creare danni ambientali; il sindaco di Cetona Roberto Cottini, contrarissimo all’impianto, ha criticato il fatto che la sua amministrazione non sia stata avvertita non solo dalla regione ma neanche dall’Acea nonostante il fatto che questo progetto che , in caso di esito positivo, dovrebbe essere realizzato a pochi metri dal confine con il suo territorio (“siamo stati estromessi, è un vulnus”);durissimo anche il capogruppo di minoranza di Cetona Antonello Niccolucci , “se fossi il sindaco di Chiusi chiederei scusa ai cittadini e  darei le dimissioni”; provocatorio Gaetano Gliatta che ha chiesto se Acea sapesse che non si poteva fare nel territorio di Chiusi un carbonizzatore come deciso dal consiglio comunale all’unanimità. E poi tanti altri che sono intervenuti sempre per pronunciarsi contro.

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