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GARIBALDI PREOCCUPA CAVOUR E LA TRATTA DEI NAPOLETANI

Posted by on Nov 19, 2020

GARIBALDI PREOCCUPA CAVOUR E LA TRATTA DEI NAPOLETANI

Le mire espansionistiche del Generale preoccupano non poco Cavour.
Se Garibaldi si spinge fino a Roma , Napoleone III,Re dei francesi, che si finge cattolico, interverra’ sicuramente in difesa del Papa, non può consentire ,infatti, che i liberali piemontesi prendano anche il Lazio e Roma.

I Savoia rischiano di perdere tutto, tutti i soldi che hanno buttato nell’impresa italiana, e Garibaldi va fermato, inoltre al seguito c’è un’orda di persone che crede di poter fare di tutto in nome della conquista.E verra’ quindi definitivamente fermato di li’ a poco , quando a Taverna Catena e non Teano, come dicono i libri si incontrera’ con Vittorio Emanuele.

Vediamo ora quello che è successo nel regno di Napoli dopo la conquista .

La Civiltà Cattolica (una rivista dei Gesuiti), scrive in una corrispondenza da Genova, nel settembre 1891: «In Italia, o meglio, negli Stati Sardi, esiste proprio la tratta dei napoletani. Si arrestano da Cialdini soldati napoletani in gran quantità, si stipano nei bastimenti peggio che non si farebbe degli animali, e poi si mandano in Genova. Trovandomi testé in quella città ho dovuto assistere ad uno di quegli spettacoli che lacerano l’anima. Ho visto giungere bastimenti carichi di quegli infelici, laceri ,affamati, piangenti.
E, sbarcati, vennero distesi sulla pubblica strada come cosa da mercato. Spettacolo doloroso che si rinnova ogni giorno in via Assarotti, dove è un deposito di questi sventurati». La tratta dei napoletani…! La Civiltà Cattolica descrive quello che succede e di quello che resta dell’esercito borbonico… la tratta dei napoletani! Quanto al Re, Francesco II
, l’8 dicembre 1870, scrive ai popoli delle due Sicilie… (Questo Re era un giovane di 22 anni, che succede al padre, che era in piena salute… Molte fonti dell’Ottocento dicono che il padre è stato avvelenato, sapendo che chi gli succedeva non aveva nessuna esperienza di governo, e perciò non era adatto al compito. Qualcuno afferma che il giovane re fu ingannato anche dal suo Ministro di polizia , Liborio Romano che gia’ prima aveva iniziato a prendere contatti segreti con Camillo Benso conte di Cavour e con Giuseppe Garibaldi e a preparare il traghettamento del Mezzogiorno dai Borbone ai Savoia.Romano ottenne da Garibaldi la conferma nel ruolo di ministro dell’interno che tenne quindi fino al 24 settembre 1860, data in cui entrò a far parte del Consiglio di Luogotenenza, ove rimase fino al 12 marzo 1861.
Nel gennaio 1861 si tennero le prime elezioni politiche per il costituendo Regno d’Italia, e Liborio Romano venne eletto deputato, vincendo in ben 8 circoscrizioni

La storia dice che fu proprio Romano a suggerire al re Francesco II di Borbone di lasciare Napoli alla volta di Gaeta senza opporre resistenza, così da evitare sommosse e inutili perdite di vite umane. Grazie al suo impegno non ci furono problemi di ordine pubblico e Giuseppe Garibaldi poté giungere in treno a Napoli.
Intanto nell’aministrazione dell’ex regno di Napoli e delle due Sicilie regna il caos , la sicurezza individuale non esiste .Le prigioni sono piene di sospetti (non di colpevoli, nota la Pellicciari), in luogo della libertà, lo stato d’assedio regna nelle province e il generale Cialdini pubblica la legge marziale decretando le fucilazioni istantanee per tutti che non si inchinano innanzi alla bandiera di Sardegna». Pensate, venivano ammazzate le persone che non si inchinavano alla bandiera.
Le finanze del regno, una volta floride, vengono artatamente dissestate e le Due sicilie sono state dichiarate province di un regno lontano. Napoli e Palermo saranno governate da prefetti venuti da Torino.
Così il dramma del meridione si è consumato, e non è ancora finito. Si è consumato con una emigrazione in massa. A partire dagli anni 70 e negli anni 80 e 90 dell’Ottocento, tutti gli uomini che potevano, cioè, tutta la parte più forte dal punto di vista lavorativo, è emigrata. Questa colonizzazione del meridione è stata fatta – e questo è l’aspetto più terribile – in nome della liberazione del Meridione che “gemeva” sotto il dispotico Ferdinando Secondo e Francesco Secondo di Borbone.

fonte

1 Comment

  1. La Storia si ripete. G. B. Vico insegna. Ma i suoi discendenti sono troppo impegnati a cazzeggiare, non hanno tempo per leggere la Storia. A loro basta quella che gli è stata propinata a scuola!

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