Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

IL MOTOBRIGANTE CARMINE DI SOMMA IN VIAGGIO DA TERRACINA FINO A CASTELLINO DEL BIFERNO

Posted by on Nov 22, 2020

IL MOTOBRIGANTE CARMINE DI SOMMA IN VIAGGIO DA TERRACINA FINO A CASTELLINO DEL BIFERNO

Ormai il caro amico Carmine non finisce mai di stupirci nel coinvilgerci nel suo viaggio in moto nel Regno con la sua “massa” composta da altri motobriganti. Oggi pubblichiamo due video del viaggio percorso lungo tutto il vecchio confine partendo da Terracina fino ad arrivare a Civitella del Tronto per poi ridiscendere verso sud, passando per gli abbruzzi, fino ad arrivare a Castellino del Biferno a salutare il Card. Ruffo molisano, il sindaco Enrico Fratangelo.

Precisa la spiegazione della strada Civita Farnese che inizia da Itri, paese che ha dato i natali a Michele Arcangelo Pezza Colonnello dell’esercito Napolitano e Duca di Cassano alias Fra Diavolo, dove però è sfuggita all’occhio dei motobriganti l’epigrafe dedicata a Ferdinando II e non hanno, altresì, visitato il Santuario della Madonna della Civita a cui i Borbone erano molto legati.

Qualcuno di loro aveva dei dubbi sulla bontà della distanza indicata dal Miglione, ubicato tra Pico e San Giovanni Incarico, ma possiamo rassicurare tutti che la distanza è giusta come ci conferma di seguito Ferdinando Corradini, parlando però della via consolare,

e il sottoscritto, abito a Cassino a 96 km da Napoli a cui sommando i km che mi dividono dal Miglione arriviamo all’incirca alla distanza che è scritta sopra.

Tra i due suddetti paesi dell’alta Terra di Lavoro ci sono due frane createsi piu di dieci anni fa e nonostante viviamo in un paese moderno, democratico, progressista, che tutela i diritti anche dei lombrichi ancora non sono state messe a posto, certamente la colpa è dei Borbone!!!

Un’altra svista dei prodi motobriganti è quella che non hanno fatto nessun accenno alle epigrafi presenti a San Giovanni Incarico, una dedicata a Ferdinando IV sulla splendida fontana Borbonica

e l’altra a ricordo dell’esecuzione del Marchese Belga Alfred De Trazegnies,

per mano della canaglia piemontese, venuto a combattere e a morire, al seguito di “Chiavone”, per difendere la causa napolitana e, altresì, non è stato fatto nessun accenno al ponte Borbonico distrutto dai tedeschi nella seconda guerra mondiale.

Seguendo il loro viaggio si nota che hanno dimenticato di vedere anche le epigrafi di Arpino che ci ricordano il soggiorno di due Re, Carlo di Napoli di Borbone e il figlio Ferdinando IV che viene ricordato anche in una a Sora,

e, purtroppo, non viene menzionata la più importante testimonianza della nostra storia nel territorio che è l’epigrafe di Isola Liri che ricorda la strage del 12 maggio 1799 per volontà della furia giacobina francese. Sono passati al confine con lo stato papalino ubicato a Porrino e anche qui hanno dimenticato di fare tappa a Casamari dove è stata consumata un altra terribile strage, quella dei monaci cistercensi avvenuta il 13 maggio 1799 dagli stessi carnefici di Isola.

Bastava che Carmine ci avvisasse e gli avremmo fatto vedere cose molto importanti ed interessanti che la sua “massa” avrebbe certamente apprezzato. In alta Terra di Lavoro, sin da tempi immemori, la storia non è di passaggio ma ci nasce, almeno in passato, come quella del nostro amato Regno e sono certo che la prossima volta se passeranno da queste parti ci avviseranno. Non è nostra intenzione fare nessun rimprovero a chi ci sta regalando emozioni forti ed indelebili ma abbiamo colto questa occasione per portare a conoscenza di chi ci legge delle realtà storiche identitarie molto importanti.

Ora non vi resta altro che vedere i video di seguito dandovi appuntamento ai prossimi lavori che l’insorgente Carmine Di Somma insieme ai suoi motobriganti ci dona di volta in volta    

Claudio Saltarelli

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