Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Fra Diavolo a Castelnuovo Parano

Posted by on Ago 19, 2026

Fra Diavolo a Castelnuovo Parano

Fra Diavolo a Castelnuovo Parano; il caso del reverendo Benedetto Di Raimo

Aurelio Carlino

Nel febbraio del 1799, il colonnello Michele Arcangelo Pezza da Itri, più noto come Fra Diavolo, comandò a tutti i paesi da lui dipendenti di mandare un determinato numero di uomini a situarsi a Lenola, Campodimele, Le Fratte (oggi Ausonia), Castelnuovo e Mignano e di lanciarvi delle partite volanti che apparissero sui monti, sul piano e sulle strade per dimostrare ai nemici la propria presenza e quindi il proprio dominio sul territorio.

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Saccheggi, stragi e vittime civili dopo la proclamazione della Repubblica Napoletana

Posted by on Ago 17, 2026

Saccheggi, stragi e vittime civili dopo la proclamazione della Repubblica Napoletana

Giuseppe Gangemi

Dopo l’invasione del Regno e la conquista di Napoli, Jean Ètienne Championnet, con la Legge concernente il Governo Provvisorio della Repubblica Napoletana, proclama l’armata ai suoi comandi “armata napoletana”. Essa è composta, per l’80% di soldati francesi, e per il restante 20% di soldati italiani, reparti della Repubblica Cisalpina, alleata della Francia, di soldati polacchi, svizzeri, belgi, lussemburghesi, uomini della Renania. Dopo la proclamazione della Repubblica, si uniscono a questa anche patrioti napoletani. Questa forza multinazionale opera con un entusiasmo che ne fa una forza incredibile, capace di vincere contro forze preponderanti, ma anche di fare stragi di civili nei saccheggi che seguono ogni vittoria su territorio straniero.

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Ancora sulla mitezza dei Giacobini della Repubblica Napoletana del 1799

Posted by on Ago 10, 2026

Ancora sulla mitezza dei Giacobini della Repubblica Napoletana del 1799

Giuseppe Gangemi

Ho già affrontato, di sfuggita, l’affermazione di Eugenio Scalfari, fatta su La Repubblica il 9 dicembre 1998, secondo cui i Giacobini napoletani “dettero vita ad una repubblica mite che non infierì su alcun esponente del passato regime”. Dei due possibili significati che ha assunto questa frase, ho scelto di accogliere quello più comune: che i Giacobini fossero stati realmente miti in tutta la loro attività di governo. Solo che non è questo che ha, alla lettera, scritto Scalfari. Egli ha detto che i Giacobini sono stati miti nel trattare i rapporti con la classe politica e i funzionari amministrativi del Regno di Sicilia di qua dal Faro. In questo, si può concedere che Scalfari ha tecnicamente ragione: i Giacobini napoletani non hanno infierito sugli esponenti del passato regime, a meno che questi non abbiano preso le armi e combattuto contro il nuovo regime repubblicano.

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Giuseppe Costantini detto Sciabolone, brigante comandante

Posted by on Ago 2, 2026

Giuseppe Costantini detto Sciabolone, brigante comandante

AMERICO MARCONI

C’è una breccia sul muro di mattoni della chiesa di San Nicolò ad Acquaviva Picena. Sotto una targa in bronzo ricorda: “qui S.E. il Generale Brigadiere SCIABOLONE detto il Brigante colpì con l’archibugio nel luglio 1799”. Guardando la grossa cavità non sembra causata da un colpo di fucile ad avancorpo bensì da un colpo di cannone.

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“LA VANDEA ITALIANA” NE PARLIAMO CON MASSIMO VIGLIONE

Posted by on Lug 28, 2026

“LA VANDEA ITALIANA” NE PARLIAMO CON MASSIMO VIGLIONE

Basta leggere il numero di saggi, studi e ricerche di (Massimo Viglione – massimoviglione.net) per capire chi è Massimo Viglione. In pochi in Italia hanno studiato e trattato come lui le insorgenze italiane e la controrivoluzione dal 1796 al 1815 e non è un caso che un titolo di un suo lavoro porta il nome di “Vandea Italiana”. Il Prof. Massimo Viglione non ha bisogno di ulteriori presentazioni e lo ringraziamo per l’intervista che ci ha concessa venerdi 4 febbraio 2021 e per vederla basta cliccare il link di seguito

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Da un inizio avventato e irresistibile alla perdita di fiducia nei confronti di Ruffo

Posted by on Lug 27, 2026

Da un inizio avventato e irresistibile alla perdita di fiducia nei confronti di Ruffo

Giuseppe Gangemi

Si fa un gran denunciare la fortuna di Ruffo nella sua impesa di liberazione del Regno di Sicilia di qua dal faro. Solo che non si tratta di fortuna quanto di coinvolgimento dei sottoposti, soprattutto dei capimassa. Questi, spesso, prendono delle iniziative avventate e lo fanno con tanta determinazione che finiscono per ottenere risultati giudicati, a tavolino, dagli avversari e dagli storici, impossibili. Uno di questi risultati è la conquista di getto di Napoli. Entrano in Napoli, sulla sera del 13 giugno, solo alcune avanguardie e hanno uno scontro sul Ponte della Maddalena con i Giacobini. La sorpresa porta i Sanfedisti a prevalere ed essi fanno di quel luogo la loro “testa di ponte”. I Giacobini in fuga, si rifugiano nei forti dove raccontano l’accaduto e il fatto che i Sanfedisti sono pochi.

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