Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Natale di altri tempi in Terra Vesuviana con le novene dei Zampognari

Posted by on Dic 19, 2023

Natale di altri tempi in Terra Vesuviana con le novene dei Zampognari

Il nonno si alzò dalla sua poltrona ed andò ad accendere la luce della camera da pranzo, dov’era il presepe. Spense le candele, che erano posizionate ai lati del presepe e passò due dita della mano, sulla fotografia di zio Aniello e lo baciò. Poi ciabattando, sempre con la sigaretta (un’altra) tra le dita, si diresse verso la cucina. Nessuno parlò. Nessuno disse nulla ed il silenzio fu interrotto solo dal rumore dei passi del nonno. Fu allora che rivolto proprio a lui, volli fargli una domanda. Perdonatemi, ma io allora, avevo solo 5 anni e appena l’anno successivo avrei frequentato la prima elementare. Fu così che gli chiesi:

–     Nonno, no’ ma cosa sta scritto cca.

Indicandogli con il dito il festone che uno degli angeli pareva voler stendere in cima alla capanna della natività. Il nonno si girò e mentre veniva verso di me e verso il presepe, guardai mamma che aveva sul viso bellissimo, un sorriso ancor più bellissimo. Guardai lei negli occhi, mi voltai verso il nonno, che era giunto davanti al bancariello del presepe e attesi. Il nonno lesse la frase del festone nella mente sua, mi guardò e lesse poi a voce alta:

–     Pace in terra agli uomini di buona volontà. Si ogn’uno liggesse chesta scritta cca, guerre nun ce fosseno cchiù e a ggente a furnesse ’i s’appiccicà pe pputtanate.

–     Papà!

Lo riprese mamma, come a dire: a Natale risparmiatevi almeno le volgarità. Il nonno la guardò, si voltò verso di me sorrise e corresse il tiro, dicendo:

–     Si, si puttanate nun sta bbuono, vulevo dicere pe’ strunzate, Nellù.

Tutti risero e sorrisero, a quelle parole del nonno Pasquale, ma io non capii e sorrisi lo stesso. Fu molti anni dopo che compresi il senso di quello striscione. Ma più tardi compresi anche che quei Natale erano bellissimi, anche se amari, per quella fotografia messa nel presepe, accanto agli Zampognari.

fonte

vesuvioweb.com

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Carmine Palatucci-Cultore irpino, vero e ultimo brigante

Posted by on Ago 31, 2023

Carmine Palatucci-Cultore irpino, vero e ultimo brigante

Onorando la Memoria

Un grande nome, una leggenda irpina vissuta nei nostri recenti giorni al cospetto di un avvincente ed affascinante passato della terra nostra, antica “terra di briganti” che Carmine Palatucci faceva rivivere attraverso la sua fedeltà all’Irpinia e al Sud, alle tradizioni, ai canti e alle danze dei nostri popoli.

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Pierluigi Moschitti e i “Briganti dell’Appia” in concerto a Sperolonga

Posted by on Ago 27, 2023

Pierluigi Moschitti e i “Briganti dell’Appia” in concerto a Sperolonga

Pierluigi Moschitti personaggio particolare che abbiamo avuto modo di conoscere quando ci ha concesso un’intervista qualche mese fa. Quando ci parli non capisci se gli stai antipatico o simpatico, se sta incazzato o contento, parla poco e non dice mai una parola fuori posto ma ti guarda sempre negli occhi senza abbassare lo sguardo e se una cosa non gli piace te la dice senza accampare scuse ed è per questo che capisci perché da anni, fin da quando era un semplice deejay negli anni 70, organizza, gestisce e suona per se e per gli altri eventi perchè, cosi facendo, garantisce certezza, serietà ed impegno a tutte le persone che chiedono le sue prestazioni. Come tanti musicanti che suonavano negli anni novanta, anche lui s’è convertito alla musica popolare sulla moda innescata da Roberto De Simone e Taranta Power di Eugenio Bennato e grazie alla sua bravura e serieta per anni ha suonato un po in tutta Italia creando vari gruppi musicali ma, ad un certo punto, ha capito che rischiava di diventare un apolide della musica popolare e aveva bisogno di seguire un’identità tra le tante della sua Terra, quella di Lenola e della Terra di Lavoro, e dell’antico Regno di Napoli scegliendo quella del Brigantaggio Insorgente fondando il gruppo “I Briganti dell’Appia”. Prendendo come forma di ispirazione la più famosa strada del mondo, l’Appia, Pierluigi con il gruppo cantano e suonano pezzi legati al brigantaggio insorgente e musiche identitarie e tradizionali dei territori dove passa l’antica strada romana. Questa primavera sono stato a sentire un loro concerto nel piccolo ma bel teatro di Sperlonga che ripropongo integralmente di seguito   

Claudio Saltarelli

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