Sulla vita diMichelina Di Cesareda civile come da brigantessa, di notizie non ce ne sono molte come è scritto nel più importante libro a lei dedicato“Guerrigliera per Amore”scritto daFulvio D’Amore, ma è diventata comunque l’icona principale del mondo delle Brigantesse, vuoi per la sua famosa foto in abito sonninese che la ritrae nella sua folgorante bellezza, ancora non si sa se è lei oppure una modella, vuoi per come è stata catturata e giustiziata nella piazza di Mignano
ma ha sollecitato molte produzioni letterarie, di scarsissimo livello nella maggior parte, pittoriche e musicali da artisti noti e non.
Chi però, senza ombra di dubbio, ha scritto l’opera d’arte più bella a lei dedicata che rispecchia il personaggio, le gesta e il territorio dove è nata, vissuta, combattuto e morta, l’alta Terra di Lavoro è la poesia scritta daRaimondo Rotondi, l’ultimo laborino che crea cultura senza scimmiottare produzionI che vengano create altrove.
La sua poesia da anni vince premi in tutta italia ed è una colonna portante dello spettacolo“Voci, Suoni e Canti di Briganti in Terra di Lavoro”,ma è stata anche musicata e cantata da un grande Brigante con la chitarra Irpino, che purtroppo ci ha lasciato prematuramenete, che porta il nome diCarmine Palatucciche da vero uomo d’onore ha citato l’autore del testo, a differenza di altri che hanno utilizzato passaggi scritti daRaimondosenza citarlo, che da un imporante valore aggiunto aMichelina, al brigantaggio insorgente e a tutte le genti napolitane come di seguito si può apprezzare
Premessa: Thiébault racconta che, il giorno dopo l’eccidio di Isola del Liri, giunse all’Abbazia di Casamari quando era oramai buio, trovandola deserta e silenziosa…
Importante rassegna culturale ad Arce con un calendario fitto per la presentazioni di libri selezionati con cura dagli importanti contenuti scritti da autori autorevoli tra cui il Patriarca dell’alta Terra di Lavoro
Anni fa abbiamo creato una collana dedicata al periodo storico“1799”con il primo numero dedicato al diario diDomenico Petromasi, fedelissimo delCardinale Fabbrizio Ruffo, che narra l’epopea dei Sanfedisti che ricacciarono l’invasore giacobino francese, primo caso della storia in cui un popolo resiste, combatte e ricaccia un esercito invasore. Grazie alla volontà dell’editoreVincenzo D’amicoe alla curatela diFrancesco Maurizio Di Giovine e Gianandrea de Antonellis, la collana ha ripreso le sue pubblicazione e siamo arrivati alla pubblicazione delle“Memorie di Paul Thiebault”, un generale francese invasore e protagonista delle vicende belliche, che il nostro e caroRaimondo Rotondiha tradotto dal francese all’italiano con l’illustre frefazione delProf. Massimo Viglione, studioso, ricercatore e storico tradizionalista di dimensione internazionale e massimo esperto della “Vandea Italiana”. Se con il suddettoPetromasiabbiamo pubblicato la voce di un resistente, con l’ultima fatica letterariaRaimondofaremo conoscere la voce di un invasore che riserva delle sorprese che forse a qualcuno non faranno piacere, sabato 23 marzo alle ore 17 lo presenteremo in anteprima nazionale e fresco di stampa ad Isola Liri presso l’aula della sala consiliare della Casa Comunale, nella locandina di seguito i dettagli.
Nel mio precedente articolo “Una piramide nel cimitero – le memorie dell’ing. Filippo Giordano” ho parlato della “spedizione” del teologo luterano Friederich Münter nei Regni di Napoli e di Sicilia negli anni 1785-1786. Ho accennato anche alla sua appartenenza alla setta degli “Illuminati di Baviera”, dove militava con il nome di “Syrianus”.