Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

La narrazione dell”efficienza lombarda” nella gestione della crisi Sars-CoV2 di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Apr 18, 2020

La narrazione dell”efficienza lombarda” nella gestione della crisi Sars-CoV2  di Fiorentino Bevilacqua

Un altro esempio di narrazione distorta, negativa per il Sud (ex Regno delle Due Sicilie), ovviamente.

Il “manicomio”, secondo quel giornale, starebbe qui, non lì dove, il 23 gennaio era giunta una “informativa” del Ministero della Salute che avvisava la regione Lombardia della possibilità di una epidemia (vedasi articolo su La Stampa di oggi). Per tutta risposta quella regione (vero manicomio gestionale) organizza incontri e tavole rotonde (nelle quali si dice, tra l’altro, che il virus “non ha attecchito”…e se ne parla al passato, addirittura; vedasi filmato con Galli), emana direttive (così dicono oggi, a buoi scappati) che, però, in barba all’efficienza lombarda (!?!) non giungono mai ai destinatari: medici di base e pediatri.

Sembrerebbe una di quelle cose politiche di basso conio, sì, quelle fatte giusto per far vedere che si è fatto qualcosa perché, tanto, erano convinti, grazie anche ai loro “luminari da nobel”, che epidemia da loro non ci sarebbe stata.

E mandano i malati di Covid 19, nelle RSA, dove c’è il terreno fertile per la propagazione dell’epidemia: anziani e vecchi che hanno già di loro una, due o più patologie.

C’è da stupirsi se Il 10 % dei morti (di cui ci dispiace immensamente) a livello mondiale (il 50 e più % a livello italiano) sta da loro?

C’è da dire, però, che pure in quella babele gestionale (poi dice che la legge Basaglia non fa danni!) hanno trovato il tempo e il modo di spendere 21 milioni di euro per una ventina di posti in intensiva.

Un ritorno di fiamma dell’efficienza lombarda!

Però parlano male di noi…i motorini, le strade… (il sole troppo forte, il DNA che è diverso…e chi più ne ha più ne metta).

Forse lo fanno per distogliere l’attenzione dalle loro responsabilità politiche (l’attenzione mediatica, beninteso, perché quella giudiziaria…).

C’è un termine che inizia con la lettera m: m… m… Non mi sovviene, ma sento che, in questo caso, calzerebbe a pennello.

E forse c’è pure l’IGP.

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Essere sfaticati aiuta a combattere il coronavirus (…!?) di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Mar 28, 2020

Essere sfaticati aiuta a combattere il coronavirus (…!?) di Fiorentino Bevilacqua

Ma sarà vero?

E’ venuto fuori che il 90% dei morti è nelle regioni del Nord. Che cosa ci può essere stato di più, qualcosa di diverso…comportamenti …persone più lige che, quindi, vanno tutte a lavorare…”

Queste le parole che Barbara Palombelli ha usato durante una trasmissione televisiva1.

Essere sfaticati, dunque, secondo la Palombelli, aiuterebbe il resto d’italia, l’italia non nord, ad avere meno soggetti infetti da coronavirus.

E questa, siccome viene trasmessa da una emittente televisiva, per definizione tacita, non è una falsa notizia.

…!?!

Leggendo qua e là, però, ci si può imbattere in una pubblicazione (scientifica), pronta ad andare in stampa (qui il pre-print2)sulla rivista Journal of Medical Virology.  

Nel pre print si legge che “questo rapporto [l’articolo] descrive l’isolamento, la caratterizzazione molecolare e l’analisi filogenetica dei primi tre genomi completi di SARS-CoV-2 isolati da tre pazienti coinvolti nel primo focolaio di COVID-19  in Lombardia, Italia. Le prime tracce epidemiologiche molecolari suggeriscono che la SARS-CoV-2 era presente in Italia settimane prima dei primi casi di infezione segnalati.

…Non solo ma, come scrive il professor  Gianguglielmo Zehender, primo autore dello studio,  “La tempistica epidemiologica  mostra come i casi bavaresi abbiano preceduto la comparsa dei primi casi italiani di almeno 1 mese…”3.

Ohibò…

Ma se in Baviera, in Germania, il SARS-COV-2 è arrivato almeno  un mese prima che in Lombardia/Veneto, ma l’infezione è esplosa in modo incontrollato prima qui che da loro, vorrà dire (applicando il profondo ragionamento della signora Palombelli) che i tedeschi sono come i meridionali: sfaccendati, poco ligi al dovere… scansafatiche insomma.

Giuro che sono profondamente confuso e frastornato: pensavo il contrario (…su entrambi i fronti!).

Ma, come si sa, “la vecchia non voleva mai morire” (non si finisce mai di apprendere).

Fiorentino Bevilacqua

28.03.20

  1. https://www.youtube.com/watch?v=EKR1CH1pEu L’intervento della Palombelli
  2. https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.03.15.20032870v1 Il pre print
  3. https://lastatalenews.unimi.it/covid-19-studio-genomi-lombardi-ricostruita-nascita-unepidemia-europea?fbclid=IwAR38QcrzsOZAzJBLnhghjjlP_0ET-zQw8epTPRXYktWQSuqtbmKb5V5yAfY  le parole del Prof. Gianguglielmo Zehender
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Galli ubiquitario; Ascierto quasi no di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Mar 22, 2020

Galli ubiquitario; Ascierto quasi no                                      di Fiorentino Bevilacqua

Galli, impazza in tv e sul web.

Galli chi!?

Ma il Prof, quello dell’attacco televisivo al suo collega dott. Ascierto (che, per tante cose, pur non essendolo, mi verrebbe di appellare con il titolo di Prof, con la maiuscola: professore universitario, cioè).

Ma è come se ci fosse una doppia narrazione: sul web, Galli impazza per la sua rassicurante analisi della situazione coronavirus… “in italia non ha attecchito” (quindi, quando ne parlava lui, secondo lui, era passato pure il picco; somari gli altri che lo aspettano ancora).

In tv, invece, dopo la sua meritata perfomance internettiana, è un diluvio di interviste: sta dappertutto.

Perché?

E’ come se la macchina mediatica, quella solita, quella di una volta, si fosse impegnata per un recupero di immagine…

Ma chi sarà mai questo Prof!?

Se qualcuno, oggi, dovesse dimostrare che Einstein aveva le traveggole e quindi né la relatività ristretta, né quella generale, hanno fondamento alcuno, non operano e non hanno mai operato nel mondo della realtà fisica, nessuno si strapperebbe i capelli, nessuno (anche nel mondo scientifico) si affannerebbe a ricordare questo o quello di lui e, se pure fosse possibile fargli una…  intervista impossibile, nessuno lo chiamerebbe in trasmissione, probabilmente da nessuna parte.

E allora perchè un epidemiologo-virologo che, fino al suo attacco ad Ascierto, conoscevano solo gli addetti ai lavori, merita tanta mobilitazione da parte dei quei media tradizionali?

La mia idea!?

Bisogna “salvarlo”! Ma non per salvare lui: benché grande, forse non merita tanto.

Dopo la doppia brutta figura (l’attacco ad Ascierto e la lettura della situazione italiana in relazione al coronavirus) bisogna rattoppare, attraverso il salvataggio dell’immagine di Galli , l’immagine del nord, immagine in cui Galli ha provocato uno strappo.

Il nord era, e deve rimanere, nell’immaginario collettivo costruito ad arte dalla narrazione ufficiale sin dal 1860, la parte migliore del paese, quella che lavora, quella che produce, quella che attira investimenti esteri e soldi dello stato (ecco!).

Al nord ci sono i migliori (quindi andate al nord a fare tutto); al nord spendono bene i soldi (quindi i soldi diamoli a loro); al nord funziona tutto (quindi un investoitore estero vada lì).

Al sud no: per colpa sua (storica ed attuale) tutto questo positivo che eleva la Padania felix a Eden moderno dove si è compiuta la volontà del Signore, non c’è.

Ed è per colpa sua, del sud, se non ha eccellenze e tutto il resto (in tv, quindi, ci vada Galli; Ascierto sia ignorato).

E non azzardatevi a rileggere i fatti risorgimentali: se lo faceste, di tutto questo capireste le origini storiche.

E  non ci stareste più…

Nel film Il duello, il camionista spinge fuori strada, in una scarpata, l’automobilista ignaro e incredulo.

Nel fuori strada, l’automobilista, nell’affannarsi per controllare, in qualche modo, la macchina, commette inevitabili errori: ma non sta nel fosso per un suo errore. Ce lo hanno buttato: conta solo la spinta iniziale e, in questo nostro caso storico-sociale-economico, conta il perdurare della spinta.

I riferimenti?

Giuro che non me lo sono sognato questa notte e, queste ultime conclusioni,  non nascono da una lettura improvvisata fatta ieri sera prima di coricarmi.

Dunque…i riferimenti!? In centinaia di link e articoli di questo blog, di altri “posti” della rete e pure in libreria!

Ricordo che siamo mammiferi, primati e, in quanto tali, oltre a sette vertebre cervicali abbiamo pure  una discreta attività esplorativa.

Oggi è domenica, giorno dedicato al riposo e, per molti  (ma non per me che lavoro in sanità) da domani, anche grazie a chi inizialmente ha preso lucciole per lanterne, cominciano pure quindici giorni di blocco forzato a casa.

Il tempo, quindi, c’è.

Fiorentino Bevilacqua

22.03.2020

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Gli interessi nascosti dietro la bufala dei cambiamenti climatici di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Gen 1, 2020

Gli interessi nascosti dietro la bufala dei cambiamenti climatici                                               di Fiorentino Bevilacqua

Gli interessi nascosti dietro la bufala dei cambiamenti climatici

Se ne parla tanto, dei cambiamenti climatici, che non varrebbe neanche la pena di darne una definizione. Ma la diamo lo stesso,  giusto per avere un punto di partenza comune  e per rinfrescare la memoria a chi si fosse un po’ distratto (cosa peraltro difficile, visto che, ovunque ci si giri, c’è qualcuno che parla, scrive, pontifica del mutamento, oltretutto drammatico, che sarebbe in atto).

Il cambiamento del clima è (sarebbe, in questo caso) il mutamento del valore, misurato in un discreto intervallo di tempo, assunto da uno o più parametri quali la copertura nuvolosa, le precipitazioni, le temperature etc.,  rispetto a quello di un periodo preso come riferimento.

Dalla narrazione che se ne fa sui media, sembrerebbe di poter  individuare nel lungo, presupposto stabile   periodo intercorso tra la fine dell’ultima glaciazione e il 1850/1860, il periodo da considerare quale “termine” di confronto per il parametro temperatura della bassa atmosfera, la troposfera cioè1.

In quel periodo, dunque, la temperatura, si desume dalle narrazioni dei media e non solo, sarebbe stata stabile (in realtà così non è…2,3) o lo sarebbe stata in un periodo molto più breve e più recente: diciamo a partire dal Medioevo (idem, al link…4).

Alcuni diranno che i dati che riguardano la temperatura dei periodi antecedenti il XIX  secolo sono stimati, non misurati; ma ad essi si può obiettare che

  1. se la paleoclimatologia è considerata una scienza attendibile quando tratta, per esempio, del clima del Triassico (periodo che va da 201 a 252 milioni di anni fa5), lo è ancor di più quando, supportata anche da documenti d’archivio, testimonianze archeologiche etc., ci dice quale fosse il clima in un periodo storico molto più recente;
  2. un dato ricavato da misurazioni, anche certificate, ma fatte in un periodo di tempo relativamente molto breve (30-50 anni),  non può ragionevolmente essere estrapolato ad un periodo futuro, per tante ragioni, soprattutto in questo caso; inoltre, esso può essere  parte di  una tendenza, più generale e di lungo periodo, di segno opposto (aumento di temperatura nel breve periodo considerato, contro una tendenza, su un periodo più lungo, alla diminuzione).
  3. La temperatura di un picco di massima, per esempio, rappresenta un cambiamento rispetto a quelle del tratto ascendente; anche quelle di un minimo, per esempio, rappresentano un cambiamento rispetto a quelle che le precedono nel tratto discendente…

Dunque, i cambiamenti del parametro temperatura, come si vede, ci  sono sempre stati.

Stando, però,  all’infondata narrazione mediatica catastrofista, la temperatura troposferica, di per sé stabile, adesso, a causa della CO2 prodotta dall’uomo, starebbe aumentando.

E starebbe aumentando, per fare un po’ di conti, a causa delle 4 molecole di CO2 che l’uomo, con le sue attività, aggiunge alle già naturalmente presenti, in un dato volume,  9996 molecole di gas e vapori ad effetto serra, qualcuno dei quali ben più potente “trattenitore” di infrarossi rispetto alla CO26.

Questa conclusione, in realtà, è insostenibile sia se analizzata alla luce dei dati di cui gli articoli riportati in nota sono solo una piccolissima parte, sia se si considera il parere di specialisti del calibro di Lindzen (“Un raddoppio del tenore di CO2 in atmosfera ha un peso pari a circa il 2% del bilancio energetico terrestre. Ritenere che questo 2% legato ad una singola variabile prevalga sull’infinità di fattori che influenzano il clima terrestre equivale a credere nella magia7,8), Prodi (“La scienza del clima è ancora nell’età dell’infanzia […] con i modelli che ha a disposizione, può solo elaborare degli scenari incompleti. Incompleti, soprattutto, se qualcuno intende basare su di essi il destino dell’umanità. Farlo, non sarebbe un atto di coscienza ecologica. Piuttosto, di incoscienza scientifica9 ),  Bjorklund  (“Nessuno dei 102 modelli climatici della media troposfera indica che la temperatura si avvicina abbastanza a prevedere le temperature future per giustificare cambiamenti nelle politiche ambientali” 10, 11) e molti altri ancora.

In ogni caso, la questione del cambiamento del parametro temperatura troposferica, andrebbe analizzata, da parte di chi non è uno specialista del clima, alla luce di un minimo di conoscenze, e buon senso  scientifico, che ognuno dovrebbe possedere. Non guasterebbe, inoltre,  la volontà, scevra da pregiudizi di conferma,  di documentarsi a tutto tondo.

 In caso contrario viene da chiedersi, come fa, con non poca amarezza e sconforto, il Prof. Zappalà proprio a proposito delle mistificazioni circa il cambiamento climatico,  …“A cosa serve la divulgazione scientifica se deve combattere contro i mulini a vento, potenti e invincibili, delle menzogne, delle mistificazioni, delle scelte basate su interessi commerciali, ecc., ecc.?[…] tutti si sentono in grado di parlare, di scegliere il Big Bang oppure no, di sentirsi all’altezza di una Scienza che si sta svalutando ben più in fretta di quanto la temperatura stia salendo12.

E infatti, a tal proposito, ricordiamo che  Jhon Bates <<scienziato della NOAA di alto livello con una reputazione impeccabile, accusava […] Thomas Karl, direttore della sezione della NOAA che si occupa di dati climatici […] di “aver insistito su decisioni e scelte scientifiche che massimizzavano il riscaldamento e minimizzavano la documentazione… nel tentativo di screditare la nozione di una pausa del riscaldamento globale, di affrettarsi in modo tale da pianificare pubblicazioni per influenzare le delibere nazionali ed internazionali sulle politiche climatiche“>> 13. E questo non è che uno dei tanti casi dello stesso tipo.

Ma, se non c’è fondamento alcuno alla tesi del cambiamento climatico, unico, attuale, drammatico, irreversibile e causato dall’uomo, da cosa nasce,  cosa genera ed alimenta questo infondato allarmismo climatico?

Gli indizi (sui media!) per provare a dare una risposta a questa domanda, sono rari e sparsi  (questi sì) qua e là: essi non hanno, infatti, una narrazione costante, martellante e drammatica al pari del sostegno all’idea del “pericoloso” cambiamento della temperatura, irreversibile a partire da date di volta in volta diverse: 1999, 2009,2012,2015,2017 etc 14, 15  

Proviamo ad illustrarne qualcuno.

Interessi politico-economici. A margine di una delle tante, costose, conferenze sul clima, un giornalista intervistò un partecipante al summit: non era una figura politica, ma un “tecnico” che mostrava di essere ben informato. Costui disse che esistevano due gruppi multinazionali che supportavano la transizione dall’economia basata sull’uso dei combustibili fossili a quella “green” dei paesi che, con le sole loro forze, non ce l’avrebbero mai fatta.

Come si concretizzava  questo supporto?

Vendendo la tecnologia “verde” prodotta dall’Occidente e, se questi paesi proprio non avevano i soldi per comprarla, prestando ad essi  i fondi necessari per l’acquisto!

Il risultato? Un paese che non avrebbe  più immesso, in atmosfera, 0,0000qualcosa di quelle 4 molecole di CO2  (su 10.000 totali ad effetto serra presenti) che l’uomo riversa in atmosfera  e, come effetto secondario(“secondario” … !?!) “non  voluto” e “non cercato”…

  • maggiori commesse all’apparato industriale dei paesi occidentali …
  • l’indebitamento del paese convertito all’economia verde  nei confronti  dei paesi  (o delle organizzazioni mondiali sovranazionali) che prestano i fondi necessari
  •  una maggiore “presa” dell’Occidente su quel paese che, una volta indebitato, sarà  più  docile, più cauto, nei consessi politico-economici  internazionali, nell’assumere posizioni in contrasto col volere e gli interessi  dei samaritani  a suo tempo latori della buona novella della salvezza  del Pianeta attraverso  il passaggio alla produzione green dell’energia.

Fuor di metafora:  un modo per fare affari e neo-colonialismo mascherato e veicolato dalle buone (ma in questo caso superflue) intenzioni di salvare il Pianeta (parliamo della produzione di energia).

E’ lecito pensare che gli  idealisti-fideisti  finiscano per essere avanguardia e strumento ignaro nelle mani del più classico affarismo-capitalismo? Secondo me sì.

Quell’intervista non l’ho più sentita; nessuno l’ha più rilanciata; nessuno ha più ripreso, approfondito e analizzato quell’argomento. Ma, se è vero che si dice molto di più quando si tace … si può concludere che, in proposito, quel silenzio dei media molto abbia detto.

L’Europa “Unita. Il 27.11.19, appare su Repubblica un’intervista a Frans Timmermans , l’olandese vicepresidente esecutivo della nuova Commissione Ue che dovrà realizzare il Green new deal16. Timmermans  afferma che quest’ultimo prevederà l’imposizione di una tariffa doganale a tutti quei prodotti di importazione che dovessero risultare più inquinanti dei corrispondenti prodotti europei  (…che, come è noto, costano di più di quelli di importazione per via dell’alto costo del lavoro, la tassazione più elevata, il maggior costo del denaro etc).

Se non fosse che ciò viene fatto per proteggere l’ambiente e la Madre Terra (!?!), verrebbe quasi da pensare che sia  nient’altro che protezionismo commerciale.

In realtà è un modo, a dirla tutta, e fuor di metafora,  per fare qualcosa che, altrimenti, nella sua vera veste, non passerebbe. Mascherato, grazie alla bufala del cambiamento climatico, da azione moralmente doverosa, ineludibile ed obbligatoria (altrimenti si raggiunge il punto di non ritorno chenon esiste17) passa anche col sostegno delle folle oceaniche del venerdì.

Tariffe doganali, dunque!? No, imposte volte a scoraggiare l’uso di tecnologie che attentano alla salvezza del  Pianeta!

E chi può opporsi, in questo caso!?

Lo sviluppo dei paesi finora meno competitivi. La Polonia è un paese che sta attraversando una fase di sviluppo grazie alla sua industria pesante. Questa, però, ha bisogno di grandi quantità di energia e, siccome  la Polonia ha anche grandi riserve di carbone, usa questo come combustibile per produrre l’energia richiesta. Bruciare carbon fossile, però, significa immettere CO2 in atmosfera cosa che, alla luce della vulgata prima descritta, è una cosa che non s’ha da fare.

Conclusione: la Polonia deve convertire la sua industria all’utilizzo delle energie rinnovabili; probabilmente dovrà acquistare la tecnologia relativa dai paesi che la producono e dovrà, quindi, spendere soldi per farlo.

Ora, pur lasciando da parte gli aspetti tecnici della transizione, resta il fatto che essa costi parecchio e la Polonia forse non ha tutti i soldi per realizzarla. Ecco, allora, che, come già visto prima, arriva il buon samaritano, in questo caso l’Europa Unita, che si offre di prestare il quibus necessario. Questo, gli investimenti economici da fare, rischierebbe di portare il rapporto deficit/PIL  al disopra del famigerato 3%, cosa che esporrebbe la Polonia ai richiami di Bruxelles.

Dunque? La Polonia si fa prestare i soldi che servono e si indebita (vedi sopra);  riduce poi i servizi per mantenersi, malgrado gli investimenti fatti per convertirsi al green, al disotto di quel 3% per il quale molti  economisti americani ancora si sbellicano dalle risate.

Risultato? Un paese con meno servizi (quindi con meno pace sociale), più debito (leva da utilizzare in futuro…) e meno autonomia.

Qualcuno direbbe…TOMBOLA!

L’Europa “Unita” serve pure a questo.

Non ci facciamo più le guerre guerreggiate, è vero: ma la miseria, la dipendenza e la schiavitù politico, morale, economica e sociale sono le stesse, anche se raggiunte in nome di … “alti ideali” e senza spargimento di sangue sui campi di battaglia.

Il non-detto del Green New Deal. Giusto en passant :  per … “definizione tacita” data in pasto al grande pubblico (ma dicono che si menta sia asserendo il falso, sia non dicendo tutta la verità…), le fonti rinnovabili sarebbero poco costose e realizzabili senza alcun grosso sacrificio. Infatti…18.

Agricoltura. In questo caso,  il presunto riscaldamento globale torna utile (come forse in quello dell’industria europea che si protegge, con il Green New Deal,  dai prodotti a basso costo che ci invadono da Est).

Viste le condizioni in cui è stata ridotta l’agricoltura; visto che in un regime di libero mercato, oltretutto globalizzato, non si possono dare contributi neanche a chi stesse morendo (come accade, per esempio, a molte aziende agricole italiane), i canali aperti dalla lotta alla CO2, diventano delle vie attraverso le quali far giungere le risorse necessarie, indispensabili,  a chi ne ha bisogno.

Davide che, in un certo senso,  in questo caso, si prende la sua rivincita sul Golia della Grande Distribuzione e del Mercato liberalizzato in cui, ad essere globalizzato, è solo il prodotto, non le regole per produrlo 19.

In conclusione, allo stato attuale delle conoscenze il “cambiamento climatico” (inteso come la tendenza, ancora per poco reversibile, all’aumento della temperatura causato dalla CO2 di origine antropica)  è una bufala.

Ma una bufala che serve, molto e a molte cose, le principali delle quali vengono fatte apparire come effetti secondari non voluti, non dichiarati e forse nemmeno pensati.

Da soli gli …scienziati, nulla potrebbero; occorrono le masse; occorre che le masse diano il loro sostegno tanto acritico quanto convinto; tanto più convinto quanto più esso nasce dalla disinformazione e dalla convinzione di stare dalla parte di una causa giusta, quasi santapraticamente obbligatoria.

E servono i media, per inculcare nella massa la visione e il credo salvifici…

Il resto, detto in chiaro, lo fanno la famelicità di pochi (il vero motore del tutto) e la credulità dei più.

Buon 2020.

Fiorentino Bevilacqua

30.12.19

………………………..

  1. https://www.google.com/search?q=troposfera+significato&oq=troposfera&aqs=chrome.1.69i57j0l7.5178j0j8&sourceid=chrome&ie=UTF-8 La troposfera
  2. https://www.attivitasolare.com/capire-meglio-riscaldamento-globale-lolocene-parte-1a/  Lungo articolo, ricco di grafici, sui vari periodi caldi succedutisi dalla fine dell’ultima glaciazione.
  3. http://www.climatemonitor.it/?p=32551 Articolo che riporta i “cambiamenti climatici”, e la concentrazione di CO2 atmosferica, degli ultimi 10.000 – 25.000 anni
  4.  http://www.centrometeo.com/articoli-reportage-approfondimenti/climatologia/5454-piccola-era-glaciale-minimo-maunder  articolo ricco di dati climatici, ed eventi storicamente documentati, relativi alla Piccola Era Glaciale del medioevo (PEG o LIA, Little Ice Age)
  5. https://it.wikipedia.org/wiki/Triassico Il Triassico 
  6. https://daltonsminima.altervista.org/2019/03/15/co2-vs-h2o-vapore-dacqua/ Il vapore acqueo  dà un effetto serra maggiore rispetto alla CO2
  7. https://merionwest.com/2017/04/25/richard-lindzen-thoughts-on-the-public-discourse-over-climate-change/ L’articolo di Lindzen
  8. https://www.thegwpf.com/putting-climate-change-claims-to-the-test/ articolo complesso ma che, con un paio di immagini iniziali molto chiare dà, con l’immediatezza della grafica, l’idea del giusto peso da attribuire alla CO2 di origine antropica
  9. https://www.huffingtonpost.it/entry/con-greta-siamo-di-fronte-a-un-abbaglio-mondiale-intervista-a-franco-prodi_it_5d99aaf5e4b03b475f9aad19  L’intervista al fisico dell’atmosfera Franco Prodi
  10. https://www.attivitasolare.com/170-anni-di-dati-sulla-temperatura-della-superficie-terrestre-espongono-la-menzogna-del-clima/  170 anni di dati sulla temperatura della superficie terrestre non mostrano alcuna prova di riscaldamento significativo
  11. https://www.uh.edu/nsm/earth-atmospheric/people/faculty/tom-bjorklund/ link all’articolo originale della nota 10, qui scaricabile in PDF
  12. http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/02/10/il-piu-grande-scandalo-scientifico-della-storia-vale-la-pena-combattere-ancora/ IL PIÙ GRANDE SCANDALO SCIENTIFICO DELLA STORIA: VALE LA PENA COMBATTERE ANCORA?
  13. https://www.attivitasolare.com/climategate-2-dati-ufficiali-sulle-temperature-davvero-affidabili/  Jhon Bates e il Climategate 2
  14. http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/05/07/il-punto-di-non-ritorno-ovvero-ma-mi-faccia-il-piacere/ La lista delle previsioni non verificatesi sulla data del punto di non ritorno del parametro temperatura
  15. http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2018/09/26/30-anni-scaduti/  La previsione del 1988 secondo la quale le Maldive sarebbero state sommerse entro il 2018
  16. https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2019/11/27/news/frans_timmermans_l_europa_riparta_dal_patto_sul_clima_e_il_mondo_ci_seguira_-242079820/ L’intervista di Repubblica a Frans Timmermans
  17. https://forum.meteonetwork.it/meteorologia/83980-co2-spettroscopia.html   John Nicol Climate Change (A Fundamental Analysis of the Greenhouse Effect
  18. http://www.climatemonitor.it/?p=51674  Il costo reale del l’energia rinnovabile
  19. https://www.agricultura.it/2019/12/03/mitigazione-dei-cambiamenti-climatici-attraverso-lo-sviluppo-di-una-filiera-dellolio-extra-vergine-di-oliva-sostenibile/ Mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso una filiera sostenibile per il settore olivicolo-oleario

N.B. In ultimo, un link ad un sito che raccoglie moltissimi articoli scientifici sul clima: https://notrickszone.com/

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Clima: mala tempora currunt! Di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Nov 14, 2019

Clima: mala tempora currunt!                                      Di Fiorentino Bevilacqua

Giorni fa è balzata agli onori della cronaca la notizia che “oltre 11000 scienziati da tutto il mondo si sono uniti” e hanno dichiarato “chiaramente e inequivocabilmente che la Terra è di fronte a una emergenza climatica1.

“…sulla base di alcuni indici inequivocabili” (dei quali, evidentemente, non fanno parte, per esempio, questi2, questi3 e questi4, “ben 11258 scienziati e scienziate di 153 nazioni” hanno sottoscritto il solenne monito1.

A leggere la notizia giornalistica, anche chi ha dei dubbi sia sul reale aumento globale della temperatura che sulla sua origine, ascritta alla CO2 di origine antropica, viene colto da qualche perplessità sulle sue convinzioni: se ben 11.000 e passa scienziati che hanno a che fare col clima sostengono che c’è un allarme climatico, un qualche allarme climatico ci dovrà pur essere…

Quelle 11.000 firme, infatti, finiscono per rafforzare, nell’immaginario collettivo, la posizione di coloro che sostengono la veridicità del riscaldamento globale o cambiamento climatico che dir si voglia.

Siccome, però, bisogna andare sempre alla fonte, ecco che, scorrendo l’elenco5 di “scienziati e scienziate” che hanno sottoscritto il documento, le perplessità di cui sopra scompaiono … Anche perché questa del clima, e quella della scienza in generale, non è una partita di calcio in cui vince chi segna di più. Uno a zero o, in questo caso, 11.258 a x (con x<11.258) non significano assolutamente nulla.

Sappiamo tutti, infatti, che Copernico era pressoché da solo nel sostenere la sua tesi; eppure, sulla posizione del Sole, aveva ragione lui.

Scorrendo, dunque, l’elenco di oltre 11.000 “scienziati” che hanno dato forza e sostegno (…!?) all’allarme, non solo si scopre che i meteorologi, i climatologi e i fisici dell’atmosfera sono una esigua minoranza, ma anche che tra i firmatari che non hanno nulla a che vedere con studi diretti  di climatologia, vi sono psicologi, naturopati, botanici, microbiologi, ipnotizzatori, designer industriali, analisti di affari commerciali, dirigenti d’azienda, antropologi, esperti di management, studenti di informatica, medici, ingegneri elettrotecnici, economisti, studenti di sociologia, veterinari, docenti di Psychology and Business, etologi, erpetologi, consulenti in ecoturismo, virologi,  responsabili di politiche e ricerche sui pesci, ricercatori sul cancro, archeologi, farmacologi, docenti di informatica, nutrizionisti, consulenti di pianificazione urbana, esperti di disegno industriale, studenti di pedagogia e persino docenti di diritto costituzionale comparato …

Non sono, dunque, tutti climatologi e nemmeno tutti scienziati. 

La firma di costoro, sotto quel documento, ha, quindi, lo stesso valore, lo stesso peso che avrebbe la mia sotto un documento scientifico che attribuisse la costruzione della piramide di Cheope alla V dinastia anziché alla IV: nessuno.

Inoltre, i primi che hanno letto l’elenco dei firmatari, hanno notato la presenza in esso anche di tale …  Albus Silente (noto personaggio della saga di Harry Potter!) e quella del chiarissimo … Prof. Micky Mouse del Micky Mouse Institute for The Blind, della Namibia… (questi ultimi due, assieme ad altri 32, sono stati poi tolti dall’elenco dopo le prime critiche, alcune delle quali si possono leggere qui6).

La cosa grave è che scienziati di livello universitario avevano allegato all’articolo … “Allarme di scienziati mondiali sull’emergenza climatica”, pubblicato sulla rivista BioScience, un elenco presentato in modo che si potesse pensare che fosse composto da tutti scienziati che avevano a che fare col clima.  

Non è una bella cosa; oltretutto ne risente la credibilità e l’immagine della scienza.

Ma oggi, purtroppo, funziona così: il potere dei media è così grande che lo si usa (chi sa farlo) anche a sproposito.

Un politico, un’istituzione non fa ciò che deve ma, se della mancanza se ne occupano trasmissioni televisive che hanno un grosso impatto sul pubblico, si crea un movimento d’opinione che spinge chi di dovere ad agire.

Probabilmente i sostenitori del riscaldamento globale hanno pensato di applicare lo stesso metodo nella questione del “Global Worming”.

Ciò trova sostegno anche nel contenuto di una delle mail carpite da hacker agli esperti dell’IPCC. In esso, infatti, ci si augurava che, i contrari all’idea del riscaldamento globale, perdessero la battaglia dei media per la conquista del consenso dell’opinione pubblica: “La cosa importante è essere sicuri che (gli scettici) stiano perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni” (Michael E. Mann, climatologo statunitense autore della curva della temperatura detta a mazza da hockey)7.

Ecco dunque che, in questa ottica, 11.000 a 500 ha un suo valore.

Come ha un suo valore il fatto che gli scienziati che sostenevano il GW, si impegnavano ad agire di comune accordo, come si legge in altre mail, per screditare sia i colleghi che producevano ricerche che sconfessassero il GW, sia le riviste che pubblicavano tali lavori8,9

Ma ha un valore, negativo, anche il modo in cui sono stati raccolti, parzialmente presentati o non presentati i dati delle temperature10 poi inseriti nei modelli (definiti dal climatologo Prodi “troppo rozzi e inadeguati3) usati per fare le previsioni circa il clima futuro.

Il clima attraversa un brutto momento e la scienza, probabilmente, non è stata mai portata ad un livello così basso! A sostegno di ciò, anche una sorta di confessione del climatologo britannico Peter Thorne, collaboratore dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico – Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC): “Penso che la scienza sia stata manipolata a fini politici7.    

Per fortuna, i veri climatologi continuano a lavorare, qualunque cosa decida la politica e qualsiasi cosa facciano le masse. Avranno forse meno finanziamenti dei climatologi che operano nel campo del GW, ma potranno ancora fare ricerche serie nel campo della Climatologia, ricerche che potranno gettare una luce chiarificatrice sulla questione del clima che sarà.

Noi, su queste basi, siamo ancora liberi di dubitare.

Un po’ meno di esprimere le nostre perplessità.

Fiorentino Bevilacqua

13.11.19

P.S. Un articolo, a commento della farsa, lo si trova qui11.

…………………………………

  1. https://www.repubblica.it/ambiente/2019/11/05/news/allarme_di_11000_scienziati_da_tutto_il_mondo_non_c_e_dubbio_e_un_emergenza_climatica_-240303228/?refresh_ce Articolo di Repubblica
  2. http://www.climatemonitor.it/?p=51811  Copertura nuvolosa e temperatura globale
  3. https://www.attivitasolare.com/non-e-soltanto-colpa-delluomo/?fbclid=IwAR11q6FRsCaKzCoWKsyjcSysl7Piu9-7sN1T8spphB_dyIiABG_m5qiRUbM Intervista al climatologo Franco Prodi
  4. https://www.attivitasolare.com/quel-che-conta-in-fisica-sono-le-misure/?fbclid=IwAR2B7-FRLqzqYQfMvHUNEImpAquLdkdvurd-ORsz5XkMUmI7RVeDEWChJSg Un po’ di scienza…
  5.  https://oup.silverchair-cdn.com/oup/backfile/Content_public/Journal/bioscience/PAP/10.1093_biosci_biz088/2/biz088_supplemental_file_s1.pdf?Expires=1576157419&Signature=wGaK-OVKOOk7m1WuXs~sGiIjtgdL6J39XT9Okf0FP6wcrlbmSbimGumsMTuhi4uYxc-bNzyc4T1Ej6bdoqSZzHMxaAe1DEj4WYDcCt-NG5~Eno6b4mgP3DKfejDD625c53Ymo~tjX~XbUd7Goxq~r-rrvDnAfrOTXIzpPoCavrHrijoZjz2Adz2dPharB0Kg0onKbWkcrcb7WSgGS1U0wCFvymU5hr0Weh8trYJWsQci4XIfvrih8-IL9sZCN3C4kXda2SKkeImrStK0nFN5I1oFf7hBBP0egFAcOwa4WD0q0Fn3N6WErqG6a4LfN45NwGLQeSsZyhVqeLCPnFjyaw__&Key-Pair-Id=APKAIE5G5CRDK6RD3PGA L’elenco dei firmatari
  6. https://www.cbc.ca/news/technology/climate-emergency-names-1.5350570 Alcune osservazioni critiche all’elenco dei firmatari
  7. https://www.astronomia.com/2011/12/02/il-secondo-e-forse-definitivo-scandalo-investe-l%E2%80%99ipcc/ Alcune mail dell’IPCC
  8. https://rightnation.it/2009/12/02/climategate-rotolano-le-prime-teste/ Altre mail…
  9. https://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/carbon-capture/la-storia-oscura-dietro-il-global-warming-alias-cambiamento-climatico/ “scientificità” di alcuni dati
  10. https://www.attivitasolare.com/il-colonnello-ernani-poca-chiarezza-sui-dati-relativi-alla-temperatura-media-della-terra/ Poca chiarezza sui dati relativi alla temperatura media della Terra
  11. http://www.climatemonitor.it/?p=51823  Il Clima non è più a ovest di Paperino
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