Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

L’idea di nazione al tempo di Vico

Posted byon Ago 31, 2026

L’idea di nazione al tempo di Vico

Giuseppe Gangemi

Secondo Silvio Trentin, che ne scrive negli anni Trenta del XX secolo, Vico è stato uno dei più grandi studiosi dell’idea di nazione. Egli ne avrebbe studiato il lento e storico formarsi dell’identità nazionale e i corsi e ricorsi attraverso i quali questa coscienza nazionale nasce, cresce e, qualche volta, muore. Ovviamente, Vico, quando pensa alla nazione a cui si sente di appartenere, pensava alla nazione napolitana, al solo Regno di Napoli o solo Regnum Siciliae citra Pharum, e non alla nazione italiana, un’idea affermatesi con le vicende successive al 1860.

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Sull’indifferenza e il cinismo dei Giacobini napoletani

Posted byon Ago 24, 2026

Sull’indifferenza e il cinismo dei Giacobini napoletani

Giuseppe Gangemi

I Giacobini napoletani sono stati, effettivamente, diversi dai Giacobini francesi che, non solo durante il periodo del Terrore, ma anche prima e dopo, si macchiarono di efferati delitti. Questo lo hanno potuto fare perchéil lavoro sporco lo hanno affidato ai Francesi: “Quando a Ortona, nel 1799, scoppiarono tumulti popolari contro i ricchi, i notabili [giacobini] preferirono richiamare le truppe francesi” (Storia d’Italiadell’Einaudi, vol. 3, p. 186). I Giacobini italiani apprendono subito cosa combinano i Francesi in ogni città della penisola che occupano: da quando sono entrati in Italia, hanno violentato, saccheggiato e ucciso alla minima resistenza incontrata.

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Saccheggi, stragi e vittime civili dopo la proclamazione della Repubblica Napoletana

Posted byon Ago 17, 2026

Saccheggi, stragi e vittime civili dopo la proclamazione della Repubblica Napoletana

Giuseppe Gangemi

Dopo l’invasione del Regno e la conquista di Napoli, Jean Ètienne Championnet, con la Legge concernente il Governo Provvisorio della Repubblica Napoletana, proclama l’armata ai suoi comandi “armata napoletana”. Essa è composta, per l’80% di soldati francesi, e per il restante 20% di soldati italiani, reparti della Repubblica Cisalpina, alleata della Francia, di soldati polacchi, svizzeri, belgi, lussemburghesi, uomini della Renania. Dopo la proclamazione della Repubblica, si uniscono a questa anche patrioti napoletani. Questa forza multinazionale opera con un entusiasmo che ne fa una forza incredibile, capace di vincere contro forze preponderanti, ma anche di fare stragi di civili nei saccheggi che seguono ogni vittoria su territorio straniero.

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Ancora sulla mitezza dei Giacobini della Repubblica Napoletana del 1799

Posted byon Ago 10, 2026

Ancora sulla mitezza dei Giacobini della Repubblica Napoletana del 1799

Giuseppe Gangemi

Ho già affrontato, di sfuggita, l’affermazione di Eugenio Scalfari, fatta suLa Repubblicail 9 dicembre 1998, secondo cui i Giacobini napoletani “dettero vita ad una repubblica mite che non infierì su alcun esponente del passato regime”. Dei due possibili significati che ha assunto questa frase, ho scelto di accogliere quello più comune: che i Giacobini fossero stati realmente miti in tutta la loro attività di governo. Solo che non è questo che ha, alla lettera, scritto Scalfari. Egli ha detto che i Giacobini sono stati miti nel trattare i rapporti con la classe politica e i funzionari amministrativi del Regno di Sicilia di qua dal Faro. In questo, si può concedere che Scalfari ha tecnicamente ragione: i Giacobini napoletani non hanno infierito sugli esponenti del passato regime, a meno che questi non abbiano preso le armi e combattuto contro il nuovo regime repubblicano.

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Da un inizio avventato e irresistibile alla perdita di fiducia nei confronti di Ruffo

Posted byon Lug 27, 2026

Da un inizio avventato e irresistibile alla perdita di fiducia nei confronti di Ruffo

Giuseppe Gangemi

Si fa un gran denunciare la fortuna di Ruffo nella sua impesa di liberazione del Regno di Sicilia di qua dal faro. Solo che non si tratta di fortuna quanto di coinvolgimento dei sottoposti, soprattutto dei capimassa. Questi, spesso, prendono delle iniziative avventate e lo fanno con tanta determinazione che finiscono per ottenere risultati giudicati, a tavolino, dagli avversari e dagli storici, impossibili. Uno di questi risultati è la conquista di getto di Napoli. Entrano in Napoli, sulla sera del 13 giugno, solo alcune avanguardie e hanno uno scontro sul Ponte della Maddalena con i Giacobini. La sorpresa porta i Sanfedisti a prevalere ed essi fanno di quel luogo la loro “testa di ponte”. I Giacobini in fuga, si rifugiano nei forti dove raccontano l’accaduto e il fatto che i Sanfedisti sono pochi.

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Fabrizio Ruffo: lo sterminatore o il riformista che viene dalla Calabria?

Posted byon Lug 20, 2026

Fabrizio Ruffo: lo sterminatore o il riformista che viene dalla Calabria?

Giuseppe Gangemi

Nel  1984 la controversa figura di Fabrizio Ruffo, il cardinale che soffocò nel sangue la Repubblica partenopea, venne ricordata a San Lucido, paese natale dell’aristocratico. In quell’occasione si presentò il romanzo storico Rosso cardinale, del giornalista inglese Peter Nichols, che ritraeva a tinte fosche il porporato. Giacomo Mancini fece un intervento in cui evidenziò le nefandezze di Ruffo e lo definì “un macellaio”. Tra gli ospiti c’era Gerardo Marotta, che impetrò un’invocazione: “che mai sorga un monumento al cardinale Ruffo in questa piazza. Se mai, un monumento ai martiri del ’99”.

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