Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Perché la maglia del Napoli è azzurra?

Posted by on Set 18, 2019

Perché la maglia del Napoli è azzurra?

Perché la maglia del Napoli è azzurra?: Ecco come nasce il colore ufficiale della divisa del calcio Napoli. E lo sai quando fu disputata la prima partita di calcio a Napoli?.

PERCHÉ LA MAGLIA DEL NAPOLI È AZZURRA?

La Ssc Napoli nasce nel 1926 dalla fusione di due club: L’Unione Sportiva Internazionale Napoli e il Naples Foot-Ball & Cricket Club.

L’ internazionale aveva la casacca azzurra in onore dei sovrani Borbone e degli Angioini, mentre il Naples aveva una casacca a strisce verticali di colore celeste e azzurro ma con un significato meno nostalgico, infatti esse rappresentavano il cielo ed il mare di Napoli. Dopo la fusione e l’importanza riconosciuta al Naples, prevalse l’azzurro dell’internazionale che ancora oggi caratterizza il colore

LO SAI QUANDO FU DISPUTATA LA PRIMA PARTITA DI CALCIO A NAPOLI?

La prima partita di calcio a Napoli è stata disputata nel 1896 al Campo di Marte (è una delle direttrici di penetrazione interna alla città, area estesa tra le propaggini occidentali del quartiere di San Pietro a Patierno).

ufficiale del Calcio Napoli.

Sul terreno di gioco si sfidarono:  la squadra del Circolo Canottieri Italia,  e una formazione mista degli altri circoli nautici cittadini.

Tra il 1901 e il 1903 venne fondata la prima squadra ufficiale a Napoli : l’aristocratica Open Air Foot Ball Club del  Marchese Michele Ruffo della Scaletta

fonte https://napolipiu.com/perche-la-maglia-del-napoli-e-azzurra?fbclid=IwAR0QOIi34wP_uV3CqNrSOcWL30NoYAkUDVALVHrKNOLfX_XLzTyGhUh3hAg

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Di come l’Anticristo è diventato una superstar (nemmeno Nietzsche avrebbe mai potuto crederci)

Posted by on Set 15, 2019

Di come l’Anticristo è diventato una superstar (nemmeno Nietzsche avrebbe mai potuto crederci)

Il pamphlet di Nobile, di poche pagine ma denso di fatti e di idee e facile da leggere, è tutto un esame storico e attuale di come l’idea centrale di Nietzsche e le altre espressioni seguenti si stanno realizzando

L’Anticristo è il Demonio e tutte le forze del male che si oppongono alla venuta del Regno di Dio e di Cristo negli ultimi giorni, ma anche nella storia dell’uomo (Apocalisse, I e II Lettera di Giovanni, II Lettera di Paolo ai Tessalonicesi). Ma è anche il titolo del libro di Friedrich Nietzsche (1844-1900), che un laico cattolico, Agostino Nobile, ha commentato nel volumetto pubblicato nel luglio 2014: Anticristo superstar (Edizioni Segno, Udine – pagg. 120). Agostino Nobile, sposato e padre di due figli, professore di storia della musica, 25 anni fa decise di lasciare l’insegnamento per studiare le culture non cristiane ed è vissuto per dieci anni nel mondo musulmano, indù e buddista, esperienza che ha rafforzato la sua fede cattolica. Nobile vive oggi in Portogallo con la sua famiglia, si dedica agli studi per approfondire la sua fede e ha lavorato fino ad un anno fa come pianista e cantante.

Ecco le battute di partenza di “Anticristo superstar”: «Quando anni fa mi capitò di leggere L’Anticristo di Friedrich Nietzsche, pensai di trovarmi di trovarmi di fronte ad un insano di mente. Oggi l’Anticristo è diventato il Referente imprescindibile di tutti i governi occidentali. Se a Friedrich Nietzsche avessero detto che in poco più di cent’anni il suo “Anticristo” sarebbe stato una superstar, l’avrebbe considerata una ridicola provocazione» (il libro di Nietzsche è del 1888) .

E continua: «L’Anticristo ha persuaso l’uomo che potrà essere felice solo quando soddisferà liberamente i propri istinti, eliminando il concetto del bene e del male, il concetto del bene e del peccato. Il peccato, si sa, pesa, e l’idea di liberarsene una volta per tutte, oggi più che mai è diventata una vera smania. Nel secolo scorso l’Anticristo ci convinse che “Dio è morto”, per poi eliminare milioni di esseri umani (attraverso le ideologie ispirate a questa convinzione). Oggi ci ha intruppati in una nuova ideologia, per annullare la natura stessa dell’uomo. Nel suo piano muta i metodi, ma il fine è sempre lo stesso: dimostrare a Dio che la sua creatura prediletta è l’essere più idiota del creato».

Il pamphlet di Nobile, di poche pagine ma denso di fatti e di idee e facile da leggere, è tutto un esame storico e attuale di come l’idea centrale di Nietzsche e le altre espressioni seguenti si stanno realizzando. La convinzione basilare di Nietzsche è questa: «Io definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico grande istinto di vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, occulto, sotterraneo, piccino. Io lo definisco: l’unico imperituro marchio di abominio dell’umanità».

Agostino Nobile affronta L’Anticristo a mo’ di botta e risposta. Ha estratto dal volume del filosofo tedesco le molte proposte e previsioni che riguardano la «Guerra mortale contro il vizio e il vizio è il cristianesimo» e con una carrellata storica di duemila anni dimostra con riferimenti storici e attuali, come questi sogni di Nietzsche si sono gradualmente realizzati e ancor oggi si stanno realizzando, con l’educazione dei minori, la cultura dominante, i costumi e le leggi che riportano i popoli cristiani a ridiventare pagani. Il capitolo più provocatorio per noi, uomini d’oggi, è quello finale col titolo Anticristo Superstar (che è quello del libro divulgativo), dove Agostino Nobile dimostra che nel nostro tempo la «guerra mortale contro il cristianesimo»  è giunta quasi al termine, poiché i sogni di Nietzsche stanno influenzando e orientando i governi dei paesi cristiani (cioè occidentali) e l’Onu con i suoi organismi.

Ecco un solo esempio di questa corrente della cultura e della legislazione che si sta imponendo nel nostro tempo. Noi anziani o persone di mezza età non ce ne accorgiamo, ma la massima autorità mondiale della sanità vuol imporre ai bambini delle scuole aberrazioni di questo. L’Oms dell’Onu (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso a tutti i governi europei un vademecum per promuovere nelle scuole corsi di sessuologia: “Standard dell’Educazione Sessuale in Europa” (consultabile su Internet), dove tra l’altro si legge: «ai bimbi da 0 a 4 anni gli educatori dovranno trasmettere informazioni sulla masturbazione infantile precoce e scoperta del corpo e dei genitali, mettendoli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel gioco del “dottore”… Dai 4 ai 6 anni i bambini dovranno essere istruiti sull’amore e le relazioni con persone dello stesso sesso… Con i bambini dai 6 ai 12 anni i maestri terranno lezioni sui cambiamenti del corpo, mestruazione ed eiaculazione, facendo conoscere i diversi metodi contraccettivi. Nella fascia puberale tra i 12 e i 15 anni gli adolescenti dovranno acquisire familiarità col concetto di “pianificazione familiare” e conoscere il difficile impatto della maternità in giovane età, con la consapevolezza  di un’assistenza in caso di gravidanze indesiderate e la relativa presa di decisione».

Leggendo questo documento dell’Onu, che suscita sgomento e paura,  mi vengono in mente i molti testi di Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto su questo tema: «La questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica» (Caritas in Veritate, 75), in questo senso: nel secolo scorso il “problema sociale” più grave era l’equa distribuzione della ricchezza e del benessere fra ricchi e poveri; oggi il maggior “problema sociale” è la distruzione della famiglia naturale e il pansessualismo che riducono rapidamente la popolazione mondiale promuovendo l’aborto, il matrimonio fra persone dello stesso sesso, l’eutanasia e l’eugenetica e tante altre aberrazioni, fino alla clonazione di esseri umani, oggi tecnicamente possibile e già sperimentata. Benedetto XVI scrive (Caritas in Veritate, 75): «Non si possono minimizzare gli scenari inquietanti per il futuro dell’uomo e i nuovi potenti strumenti che la “cultura della morte” ha messo nelle mani dell’uomo. Alla diffusa, tragica piaga dell’aborto si potrebbe aggiungere in futuro, che è già abusivamente in atto, una sistematica pianificazione eugenetica delle nascite».

Si giungerebbe così alla meta finale di quanto Nietzsche sognava: «Un mondo abitato e dominato da Superuomini che hanno imposto la loro volontà di potenza agli uomini inferiori, mediocri e comuni», per cui era necessario «stabilire i valori della società e dello Stato in favore dell’individuo più forte, del Superuomo (l’uomo eletto, geniale, l’artista creatore che vince l’uomo medio) e della superiorità di razza e di cultura» (“Enciclopedia cattolica”, Città del Vaticano 1952). Non meraviglia che Nietzsche, messosi al servizio del nazionalismo tedesco, abbia profondamente influenzato il nazismo e la sua nefasta ideologia!

Ma è ancora più scandaloso che il nostro Occidente, con profonde radici cristiane, che si ritiene libero, laico, democratico, istruito, evoluto, popolare, sia incamminato, senza forse averne coscienza, sulla stessa via che conduce al nichilismo, alla distruzione della natura umana e alla morte. Come popolo, abbiamo tolto il Sole di Dio dal nostro orizzonte umano, vogliamo fare a meno di Dio e di Gesù Cristo e non abbiamo più nessuna luce di speranza nel nostro futuro.

fonte https://www.tempi.it/anticristo-superstar-nemmeno-nietzsche-avrebbe-mai-potuto-crederci/

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IL PREMIO TERRA LABORIS E LEGATO AD ALDO VUCAI ED ENRICO NAPOLITANO

Posted by on Lug 28, 2019

IL PREMIO TERRA LABORIS E LEGATO AD ALDO VUCAI ED ENRICO NAPOLITANO

Più volte abbiamo ringraziato e omaggiato Aldo Vucai ed Enrico Napolitano per aver reso il “Premio Terra Laboris” un evento unico ed irripetibile e noi dell’ Ass. Id. Alta Terra di Lavoro non ci stancheremo mai di ringraziarli. Oggi lo facciamo pubblicando le foto in tutte le angolazioni del Premio 2019 scattate da Maria la “mugliera d’O’ Pasticciere” il vincitore dell’edizione 2019 Dario Saltarelli

  

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L’OGGETTIVITA’ SOTTOMETTE LA SOGGETTIVITA’ CON ARMANDO CALENZO

Posted by on Lug 13, 2019

L’OGGETTIVITA’ SOTTOMETTE  LA SOGGETTIVITA’ CON ARMANDO CALENZO

Con la nascita dell’Umanesimo, quello con la u maiuscola, del relativismo e del giacobinismo la soggettività ha preso il sopravvento sull’oggettività e per arrivare a questo hanno creato l’era della menzogna e della congiura  inventandosi l’opinione pubblica per poterla condizionare e guidare. Nell’arte ma nella cultura in genere, si sono inventati la figura del critico che quasi sempre segue la volontà del potere che lo stipendia o che gli ha fatto fare carriera con il solo risultato di vedere pittori, scrittori, scultori, musicisti, letterati, attori ecc ecc che anche se sono dotati di scarso talento passano per grandi artisti riuscendo a vivere una vita agiata. In Italia poi c’è la partitocrazia che estremizza questo stato di cose rendendo ancora più triste lo scenario già desolante soprattutto da quando la sinistra, da circa 40 anni, ha preso il totale controllo della cultura. Vediamo film che sono dei clamorosi flop che se non fossero finanziati dallo stato non riuscirebbero nemmeno a girare una scena, attori che basta che fanno una scuola accreditata pensano di stare a scrivere la storia della recitazione, per non parlare del teatro dove vogliono inculcarci lo stile contemporaneo , che capiscono solo loro, che nessuno vuol vedere ma resiste per il solito finanziamento pubblico facendoci credere che siamo noi comuni mortali che non comprendiamo per non ammettere che sono solo residuati bellici del futurismo. Non è cultura se non si parla del disagio giovanile, della violenza sulle donne o del fenomeno dell’immigrazione mentre tutto il resto non serve a nulla alla faccia della libertà che in teoria vuol dire democrazia ma nei fatti è demagogia.  

Per fortuna nonostante la desertificazione del territorio culturale qualche fiore si riesce sempre a trovare e senza andare a scomodare i grandi nomi possiamo trovare, nel nostro piccolo, dei talenti che anche se sconosciuti realizzano dei lavori che sono vere opere d’arte, uno di questi è certamente Armando Calenzo colonna portante dell’associazione culturale gli Ariella e punto di riferimento della comunità di Cellole una volta casale del Ducato di Sessa. L’Ass. Id. Alta Terra di Lavoro nel premio Terra Laboris, quest’anno giunto alla quarta edizione, dopo aver avuto la fortuna di vedere Geri De Luca premiare i vincitori con le sue lavorazioni pittoriche, ha avuto una seconda fortuna con Armando che come componente degli Ariella ha premiato i due vincitori 2019 con due autentiche opere d’arte, due sculture in rame su legno d’ulivo preso dal suo giardino. Armando con queste opere ha fatto capire a noi identitari e amanti della tradizione, che dobbiamo ancora avere la forza di lottare per la battaglia che si sta combattendo contro il razionalismo, l’illuminismo e il nichilismo e che se siamo in questo momento in difficoltà non dobbiamo mollare perchè possiamo ancora farcela. Armando non è un figlio della sua Terra, la Terra di Lavoro, ma è un pezzo della sua Terra che è fuoriuscito dal suolo come un ulivo che da tempo e per molto tempo ancora vuole nutrirci con le sue pregiate olive, di seguito le sue opere in primo piano che non hanno bisogno di commenti o di critici che ci impapocchiano di chiacchiere perché davanti al sublime il limite non è nell’oggetto ma nel soggetto.



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GERI DE LUCA, COME COMUNICARE CON LA PITTURA

Posted by on Giu 18, 2019

GERI DE LUCA, COME COMUNICARE CON LA PITTURA

Al Premio Terra Laboris 2018 abbiamo accolto con piacere e grande gioia la volontà di Geri De Luca di offrire una sua opera pittorica come premio al primo classificato che fu assegnato all’azienda Dolceamaro dei F.lli Claudio e Silvano Papa.

L’edizione 2019, la quarta, Geri l’ha onorata offrendo un altro premio di altissimo pregio dal grande significato umano e dalla grande capacità comunicativa. Geri attraverso la sua arte ha comunicato il suo animo autentico di Siciliano, di Napolitano e Laborino ma ci ha anche comunicato che le sue radici, per come sono lunghe, arrivano fino alla Magna Grecia e al Mediterraneo. Ci ha comunicato che tutti noi, siamo tutto questo, perché il nostro punto di partenza, per volontà dello Spirito Santo, è Mamma Africa.

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